Era il 14 settembre 2015 quando i due rilevatori dell’esperimento Ligo negli Stati Uniti registrarono per la prima volta un segnale di onde gravitazionali. Qualche mese più tardi – esattamente l’11 febbraio 2016 – fu annunciata al mondo intero l’esistenza delle onde gravitazionali, confermando così i calcoli e le previsioni di Einstein e della sua teoria della relatività.A soli due anni da questa scoperta straordinaria, l’osservatorio Ligo grazie alla preziosa collaborazione con i colleghi italiani del gruppo Virgo – la terza antenna al mondo che, insieme ai due rilevatori gemelli di Ligo, è capace di catturare le onde gravitazionali, ha sede in Italia ed è entrata in funzione il primo agosto 2017 – ha annunciato un’altra importante scoperta: nel mese di agosto è stato misurato dai tre rilevatori un segnale di onda gravitazionale prodotto dalla coalescenza di due buchi neri di masse stellari. Un prezioso passo avanti che rappresenta la prima osservazione congiunta di onde gravitazionali da parte di tutti e tre i rivelatori. Questo risultato dimostra il potenziale scientifico della rete globale di rivelatori di onde gravitazionali, che consente una migliore localizzazione della sorgente e la misura delle polarizzazioni delle onde gravitazionali.L’osservazione dei tre rivelatori è stata registrata il 14 agosto 2017 alle 10.30.43 UTC. Le onde gravitazionali – “increspature” del “tessuto” dello spazio-tempo – sono state emesse durante i momenti finali della fusione di due buchi neri, con masse rispettivamente di circa 31 e 25 volte la massa del Sole e distanti circa 1,8 miliardi di anni luce. Il buco nero così prodotto ha una massa circa 53 volte quella del nostro Sole. Ciò significa che, durante la coalescenza, circa 3 masse solari sono state convertite in energia sotto forma di onde gravitazionali.Si tratta della quarta rivelazione di onde gravitazionali prodotte dalla fusione di un sistema binario di buchi neri. Questo nuovo evento è rilevante non solo per l’astrofisica, ma anche perché è il primo segnale di onda gravitazionale registrato dal rivelatore Virgo, che ha recentemente completato l’aggiornamento della configurazione Advanced Virgo.”È stato meraviglioso vedere un primo segnale di onde gravitazionali nel nostro nuovo rivelatore, dopo solo due settimane dall’inizio della presa dati”, ha commentato Jo van den Brand di Nikhef e VU University Amsterdam, coordinatore della collaborazione Virgo. “Questa è una grande ricompensa dopo tutto il lavoro svolto negli ultimi sei anni per la realizzazione del progetto Advanced Virgo, che ha consentito di potenziare il nostro rivelatore”.Una scoperta molto importante soprattutto per il nostro Paese e per il mondo della ricerca italiana, dato che è solo grazie alla triangolazione resa possibile dall’entrata in funzione del terzo rilevatore italiano Virgo – attivo dal primo agosto 2017 a Cascina, in provincia di Pisa – che è possibile puntare alla regione del cielo interessato e identificare la galassia in cui si è verificato l’evento. Se, infatti, prima dell’attivazione di Virgo, le due antenne gemelle del rilevatore americano Ligo – che si trovano a Livingston in Louisiana e a Hanford nello Stato di Washington – potevano soltanto intercettare le onde gravitazionali, con l’entrata in funzione di Virgo è possibile individuare la regione del cielo dalla quale provengono.La scoperta dell’esistenza delle onde gravitazionali, queste perturbazioni dello spazio-tempo predette dalla teoria della relatività generale di Einstein, ha rappresentato una pietra miliare della storia della fisica, in quanto ha segnato la nascita dell’astronomia gravitazionale. Dal punto di vista astronomico, l’osservazione delle onde gravitazionali ha prodotto risultanti estremamente interessanti: per la prima volta è stata rilevata l’esistenza di due buchi neri in un sistema binario e, inoltre, sono stati scoperti buchi neri molto più pesanti di quanto si pensava in precedenza.Dal giorno della loro scoperta nel 2015, le onde gravitazionali hanno continuato a tenere con il fiato sospeso l’intera comunità scientifica che, oggi, aspetta con ansia tutti i risultati di questo primo mese di triangolazione planetaria. Attualmente gli scienziati stanno ancora esaminando i dati raccolti nel mese di agosto. La speranza è quella di poter associare, in un futuro non lontano, alle onde gravitazionali un’emissione elettromagnetica. Una scoperta, quest’ultima, che segnerebbe la nascita della cosiddetta astronomia multi-messaggera: una scienza che prevede l’osservazione delle onde gravitazionali e che, dunque, non si baserebbe più soltanto sul classico studio elettromagnetico e sulle tradizionali tecniche osservative – così come avviene oggi -, ma che si aprirebbe anche alle informazioni che solo le onde gravitazionali sono in grado di fornire, unendo così le due discipline.

Sorgente: Dritti alla sorgente: la scoperta dell’antenna italiana Virgo apre una nuova era per la scienza delle onde gravitazionali