Papà Ettore, iridato con gli Azzurri nel 1989, è oggi l’allenatore delle promesse di Kayak e Canadese Zeno e Raffaello, impegnati in questi giorni ai Mondiali di Slalom a Pau, in Francia: “Ogni trasferta? Sembra quasi una gita tra di noi. Ma ci sono tanti altri bravi giovani. Per Tokyo 2020 abbiamo grandissimi progetti”.

Se la canoa è… una questione di famiglia. Lo è, senza ombra di dubbio, in casa Ivaldi, trasferitasi praticamente per intero a Pau, nella Francia pirenaica, dove in questi giorni si stanno svolgendo i Mondiali slalom. C’è papà Ettore, veronese, oggi direttore tecnico, nel 1989 argento iridato nel team K1 coi compagni in Azzurro Pierpaolo Ferrazzi Marco Caldera, quest’ultimo scomparso lo scorso luglio ad appena 54 anni. E poi ci sono i suoi due figli Zeno e Raffaello Ivaldi, il primo di 23 e il secondo di 19 anni, entrambi alla loro prima esperienza ad un Mondiale “Senior”, oltreché future promesse – rispettivamente di Kayak e Canadese.

Le rapide nel sangue

E’ una fortuna che non abbiano scelto la stessa disciplina“, scherza ad Eurosport papà Ettore, tornato a guidare la selezione azzurra dopo Atene 2004 e le esperienze con le federazioni di Spagna e Brasile. Questo nuovo corso lo ha intrapreso affiancando Daniele Molmenti, oro a Londra 2012. Oggi è stato il turno di suo figlio Zeno, qualificatosi nel K1 singolo alle semifinali di venerdì mattina:

” Alla sua prima esperienza ad un Mondiale, abbiamo studiato una strategia consona all’appuntamento. – illustra Ettore -: il percorso contemplato nella prima prova era davvero semplice. Fatto che, nelle nostre discipline, può diventare un’arma a doppio taglio. Abbiamo optato per una tecnica conservativa, che non costasse un dispendio di energie immediato. “

La stessa scelta presa da due mostri sacri come il polacco Mateusz Polaczyk e lo statunitense Michal Smolen i quali, presasela con eccessivo comodo, si sono ritrovati fuori già nelle gare eliminatorie.

Canoa Slalom: Raffaele e Zeno Ivaldi

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L’en plein del kayak (singolo)

Per Zeno (già argento, in Polonia, nei Mondiali Under 23), invece, una prima “run” beffarda, questa mattina.

A qualificarsi direttamente al turno successivo, i primi 30 canoisti e per lui, un responso crudele: 31esimo posto. Fuori per appena 17 centesimi, al termine di una discesa pulita, senza penalità – né paline colpite, né porte mancate .

” Ad una risalita, ha girato un po’ lento – prosegue Ettore – ma ha avuto modo di rifarsi nella seconda manche, che mandava alle semifinale altri dieci atleti tra quelli non qualificatisi alla prima discesa. In questo caso Zeno si è piazzato sesto ed è bastato. Siamo tutti molto contenti. Anche perché, nella prima manche, si erano già qualificati i nostri Jakob Weger e Giovanni De Gennaro: abbiamo fatto l’en plein.”

“Ogni trasferta sembra una gita di famiglia”

” Incoraggerò e guiderò anche lui fino al momento dello start. Dopo aver girato il mondo, aver la possibilità di guidare i miei figlioli è qualcosa di unico, indescrivibile. Ogni trasferta sembra una gita di famiglia: è come se non fosse mai cambiato nulla, rispetto a quando mi seguivano alle mie gare. Ovviamente è lì che si sono innamorati di slalom e discese rapide.”
Raffaello Ivaldi - 2017

Raffaello Ivaldi – 2017From Official Website

Cindy, l’università e il sogno Olimpiade

Si narra, addirittura che, sin dall’età di 7 anni, Zeno abbia dato un nome alla sua piccola canoa, “Cindy”, per darle un tocco di internazionalità. Ma sia lui che Raffy sono due bravi ragazzi: il fratello maggiore sta per laurearsi in ingegneria informatica, quello minore, invece, sta per intraprendere il corso di Giurisprudenza. Papà Ettore guarda al futuro:

” In queste cose le raccomandazioni non sono mai servite. Né le mie, né quelle di mamma Marina (insegnante, ndr). Io mi posso concentrare sulle evoluzioni del nuovo centro federale, che ha casa ad Ivrea, lungo la Dora. Qui si sono già trasferiti tutti gli atleti della nazionale e, insieme ad un altro grande tecnico come Erik Masoero, abbiamo grandi progetti per le nostre ragazze, per portarle a Tokyo, in cui la monoposto canadese femminile sarà nuova disciplina olimpica. “

A proposito: a marzo, la Federcanoa Internazionale, darà ufficialità alle modalità di qualificazioni.

 

Sorgente: Canoa, una questione di famiglia: la storia degli Ivaldi, tra Mondiali e sogni di Olimpiade – Canoa/Kayak Slalom – Eurosport