«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia. È tempo…di morire. »

Un monologo indimenticabile quello del replicante Roy Batty (Rutger Hauer) davanti all’ex cacciatore di taglie Rick Deckard (Harrison Ford) in una delle scene più famose nella storia del cinema. Impossibile non conoscere Blade Runner (1982), il film cult di Ridley Scott ispirato al romanzo “Il cacciatore di androidi” che Philip K. Dick scrisse nel 1968. Impossibile non ricordare e non restare ogni volta a bocca aperta guardando quell’immaginario speciale e quella società al limite creata dal regista, una distopica Los Angeles del 2019 dove gli umani sfruttavano i replicanti come schiavi. Con le sue auto volanti e le sue città sovrappopolate, i suoi colori e paesaggi, quel film fu considerato “profetico” su temi come l’immigrazione e globalizzazione e, a suo modo, rivoluzionò la fantascienza incrociandola con atmosfere noir.

Trentacinque anni dopo, arriva il sequel, “Blade Runner 2049“, un film in cui qualcosa è cambiato e il mondo è diventato ancora più tremendo e oscuro. L’agente K della Polizia di Los Angeles (Ryan Gosling) scopre un segreto sepolto da tempo che potrebbe far precipitare nel caos quello che è rimasto della società, una scoperta che lo spinge verso la ricerca di Rick Deckard (Harrison Ford), un ex-blade runner della polizia di Los Angeles sparito nel nulla da anni. Nel cast ci sono anche Jared Leto (è il creatore di replicanti Neander Wallace), Robin Wright (il capo della polizia) e Ana de Armas (Joy, fidanzata di K e probabile replicante), ma della nuova ‘creazione’ di Denis Villeneuve (Arrival) – che ha preso il posto di Ridley Scott, ora produttore esecutivo – sappiamo davvero ben poco e per scoprirlo anche in Italia bisognerà aspettare l’uscita che è prevista il 5 ottobre prossimo per Warner Bros.

Nel frattempo, il film – costato 185 milioni di dollari con riprese a Budapest durate cinque mesi – è uscito negli Stati Uniti e sia il pubblico che la critica sono stati entusiasti. Se andrete voi stessi a controllare i commenti su un social network come Twitter, scoprirete che gli aggettivi più utilizzati per commentarlo sono “favoloso”, “incredibile”, “straordinario”, “eccezionale”, e sono stati in molti a definirlo “un capolavoro”.

Anche le critiche, come dicevamo, non sono state da meno. Un sito specializzato come Collider, temuto da registi ed attori per i suoi giudizi non sempre positivi, non ha dubbi e dopo la visione di questo film, invita tutti a fare una sola cosa, “ad inchinarsi davanti al regista, perché ha fatto l’impossibile”.

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ANSA
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1. Per l’Hollywood Reporter, quello del regista canadese “offre lo shock dell’antico” ed è un lavoro fatto talmente bene da scatenare nello spettatore un effetto narcotico come nella più rilassante vasca da bagno dalla quale non si vorrebbe mai uscire.

2. Per Rolling Stones, il film, trasportandoci in un mondo in cui la speranza e il tragico procedono di pari passo, provoca “un piacere visivo che cresce a dismisura”.

3. Secondo Usa Today’s, e non solo secondo quel quotidiano, “è il miglior film dell’anno” ed “è più commovente dell’originale”. “Affronta la grande mitologia dell’identità, della memoria, della creazione e della rivoluzione ed è senza dubbio un capolavoro che ti chiede di essere rivisto”, continua uno dei quotidiani più letti dagli americani.

4. Persino il quotidiano britannico The Guardian, non sempre amante di film di fantascienza, lo definisce “staggering”, ossia “sbalorditivo”, oltre che “capace di unire insieme l’ironia, la tragedia e il romanticismo”.

In Italia, come ricordavamo, bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Nel frattempo, una domanda vi assillerà (“Harrison Ford è un replicante oppure no?”) e un avvertimento vi preparerà: la sua durata (due ore e quarantatré minuti, inclusi gli undici minuti di titoli di coda).

Sorgente: “Blade Runner 2049”: cosa ne pensano The Guardian, Hollywood Reporter, Rolling Stones…. aspettando il 5 ottobre