La squadra di Sarri a punteggio pieno e prima in solitaria. Benissimo le due romane, sorprende ancora un’Atalanta mai doma. Juve: problemi in trasferta. L’Inter non convince, ma vince grazie al ritrovato Brozovic. Il Milan è già molto distanziato. Disastro Bucchi e il Genoa. Il Torino si butta via, la Fiorentina non trova continuità. Tutti i voti del weekend di Serie A.

 

Voto 10 al Napoli “sette bellezze”

In vetta da solo. Primo club nella storia della Serie A a vincere le prime sette partite di campionato con 25 gol segnati. Almeno tre in ognuna delle sette gare di questo campionato. Una macchina perfetta, una squadra che domina le partite e annichilisce gli avversari a suon di triangolazioni e ricami. In passato i campani a volte perdevano punti con le piccole. Quest’anno le sbranano subito. Non è soltanto “bel gioco”, è un’azione corale incessante che porta risultati.

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Voto 9 alle due romane, una Roma matura, a Florenzi e una Lazio spettacolare

Le prodezze di un ammaliante Luis Alberto, gli squilli di Parolo, la solita firma di Immobile. La Lazio reagisce all’iniziale svantaggio con il Sassuolo e rifila sei reti ai neroverdi. Nessuna sorpresa. La squadra di Inzaghi è ormai una realtà consolidata che, nonostante i tanti infortuni, riesce a reggere anche il doppio impegno Coppa-Campionato. La Lazio c’è ed è in piena corsa per le zone alte della classifica. La Roma, invece, si conferma cinica e matura. Pur contro un Milan all’altezza per un’ora, nel finale è emersa la superiorità giallorossa. Dzeko ha fatto ancora una volta la differenza, Florenzi è tornato al gol in campionato dopo un anno e mezzo (commovente la sua reazione dopo la rete al Milan). Nota di merito anche per Pellegrini, entrato a gara in corso per Strootman e decisivo con le sue iniziative. Tre punti pesantissimi per Di Francesco e i suoi ragazzi.

Alessandro Florenzi Milan Roma 2017

Alessandro Florenzi Milan Roma 2017LaPresse

Voto 8 ad un’Atalanta mai doma

Dopo la splendida prova di Lione giovedì, ecco un’altra partita gagliarda della Dea. Stanchezza? Nemmeno per sogno. L’Atalanta subisce l’inizio della Juventus, ma poi reagisce e, anche grazie alla “papera di Buffon (voto 5)”, rientra nel match. Il secondo tempo della squadra di Gasperini, trascinata dall’ennesima sontuosa prestazione del “Papu” Gomez, è stato perfetto. Var o non Var, l’Atalanta ha meritato il pareggio e ha bloccato una Juventus arrivata a Bergamo per vincere. Applausi convinti.

Voto 7 alla rinascita di Brozovic, in un’Inter che fatica ma vince

Doppietta, grazie a un colpo di testa preciso e ad una fantastica punizione. Marcelo “Epic” Brozovic ha trascinato l’Inter nella trasferta di Benevento. Qualche sofferenza per i nerazzurri, che non hanno impressionato, ma che continuano ad incamerare punti preziosi. L’Inter non ne otteneva così tanti nelle prime sette partite di campionato dalla stagione 2002/03. I nerazzurri hanno sì incontrato in questo inizio di torneo avversari abbordabili come SPAL, Benevento, Crotone o Genoa, ma sono ancora imbattuti ed iniziano a credere nei loro mezzi. In attesa di prestazioni migliori, per adesso, può andare bene così.

Voto 6 alle reazioni di Verona, Udinese e in parte Benevento

L’Hellas non molla a Torino, va sotto di due gol, ma poi gioca una ripresa d’attacco e nel finale, grazie a Kean e al rigore di Pazzini (escluso ancora una volta inizialmente), strappa un punto fondamentale. La panchina di Pecchia potrebbe essere salva, nonostante non sia ancora arrivata una vittoria in questo campionato. La reazione, però, c’è stata. Lo stesso moto d’orgoglio che ha permesso all’Udinese di rifilare quattro gol alla Sampdoria. E una menzione la merita anche il Benevento. I campani hanno finalmente giocato una partita degna della categoria, hanno messo in difficoltà l’Inter e, grazie anche ai recuperati Iemmello e D’Alessandro, hanno mostrato segnali di vita. Non appena rientreranno anche Antei e Ciciretti e la squadra sarà al completo, vedremo se potrà arrivare anche il primo punto in Serie A.

Maxi Lopez Udinese

Maxi Lopez UdineseLaPresse

Voto 5 ai passi falsi della Fiorentina

Un altro ko. A Verona, contro un Chievo (voto 7) sempre temibile, ma non insormontabile. Sette punti in sette giornate sono pochini. La Fiorentina ha subito la rimonta dei veneti e, tolto qualche squillo di Simeone, ha palesato inusuali difficoltà in zona offensiva. Male Biraghi e Gaspar dietro, ancora fuori dagli schemi Benassi. Urge una scossa per non incorrere in una stagione mediocre e avara di soddisfazioni.

Voto 4 al Milan: tre squadre serie, tre sconfitte

Non bastava una reazione. Serviva una prestazione ed era fondamentale non perdere. Invece il Milan di Montella ha perso ancora. Contro Lazio, Sampdoria e Roma non sono arrivati punti, ma otto gol subiti e uno solo segnato. Il Milan per un’ora ha tenuto testa ai giallorossi, ma è crollato nel finale. Un altro ko pesante, un’altra sconfitta netta. La difesa a tre non funziona, Kalinic non ha brillato, Biglia si è spento col passare dei minuti. Se l’obiettivo è entrare nelle prime quattro, è necessario cambiare in fretta rotta. Altrimenti i distacchi da Napoli, Juventus, Roma e Inter non si recuperano più.

Voto 3 alla difesa della Juventus in trasferta

Se lo Stadium continua ad essere un fortino inespugnabile, la retroguardia bianconera lontano da Torino viene sempre colpita. In questa stagione cinque partite tra campionato e coppe in casa: zero gol subiti. Cinque partite tra campionato e coppe in trasferta: 11 gol subiti. Troppi. Inusuali, per una squadra abituata a costruire le proprie vittorie proteggendo Buffon. E attenzione perché contro Lazio, Barcellona e Atalanta era in campo Mehdi Benatia, che in questo scorcio di stagione non sta sicuramente entusiasmando.

Voto 2 al finale di gara del Torino

Siamo sempre alle solite. Se il Torino si rilassa e abbassa il grado di attenzione, riesce a sprecare anche un doppio vantaggio in classifica contro una delle squadre più deboli del campionato. Sembrava un’ottima giornata per i granata. Il vantaggio firmato Iago Falque, il primo gol di Niang. E invece, nel giro dei 10 minuti finali un disastro dietro l’altro. Prima l’infortunio di Belotti, poi il gol di Kean (contestato perché assegnato dopo la verifica del VAR, ma che pare regolare) e infine il rigore trasformato da Pazzini. 2-2 e due punti persi. Se la squadra di Mihajlovic vuole ambire alla zona coppe europee deve evitare questi cali di concentrazione. Nelle ultime due stagioni ne abbiamo visti troppi.

Belotti Torino ginocchio

Belotti Torino ginocchioLaPresse

Voto 1 a Bucchi e al suo Sassuolo

Una vittoria in sette giornate, abbastanza casuale, a Cagliari. Il Sassuolo, dopo la sconfitta interna con il Bologna, prende sei ceffoni dalla Lazio, collezionando la quinta sconfitta di questo campionato. La panchina di Cristian Bucchi è appesa a un filo. Un 3-5-2 che non convince e che produce poco, la continua esclusione di Falcinelli, solo quattro gol segnati, due dei quali su rigore. E gli infortuni occorsi a Letschert e Peluso non possono essere attenuanti credibili. Il Sassuolo di Di Francesco aveva abituato i suoi tifosi e gli appassionanti di calcio a prestazioni coraggiose e arrembanti. Quello di Bucchi, per adesso, riesce solo a deludere.

Voto 0 alla partenza del Genoa

Il Genoa ha solo due punti dopo sette giornate: eguagliato il peggior avvio nella sua storia in Serie A, 2 quello del 1957/58. Penultimo posto in classifica, davanti al solo Benevento. Tra i tifosi del Grifone inizia a trapelare una preoccupazione reale. Contro il Bologna, in realtà, i liguri se la sono giocata. Ma appunto perché, pur con qualche progresso, continuano a perdere senza fare gol, dovrebbero suonare diversi campanelli. Con la società in vendita e l’ambiente sfiduciato, l’incubo della Serie B potrebbe anche diventare più incombente di quanto si pensi.

Sorgente: Da 0 a 10, il Pagellone della settima giornata di Serie A – Serie A 2017-2018 – Calcio – Eurosport