Esiste davvero un problema legato alla dipendenza da materiale pornografico? Già nel 2011 il Japan Times riportava che “più di un terzo degli uomini fra i 16 e i 19 anni non hanno interesse a fare sesso, una statistica che è raddoppiata rispetto al 2008, e più del 40% degli uomini sposati non hanno fatto sesso nell’ultimo mese”.

 

Una ricerca più recente dell’Esquire ha mostrato come il 43% degli uomini riporta spesso una consistente difficoltà nel mantenere l’erezione, mentre il 24% dice di avere la stessa difficoltà “più spesso di quanto è disposto ad ammettere”. Dati preoccupanti e che convergono su due punti oramai dati per assodati: la pornografia su internet, di facile e veloce accesso, è un fenomeno relativamente nuovo che ha provocato un cambiamento nell’immaginario sessuale. Il secondo punto è che gli uomini difficilmente parlano dei loro problemi (e della loro dipendenza da porno) con altre persone.

Secondo gli studi scientifici, la pornografia è uno stimolo “sopranormale”, cioè attiva il normale meccanismo di ricompensa nel nostro cervello e lo fa a un livello così alto che noi lo percepiamo come piacevole anche più dei comuni stimoli sessuali. Il problema può sorgere col tempo, quando i nostri cervelli perdono contatto con la realtà e sviluppano la necessità di avere stimoli sempre più nuovi per raggiungere lo stesso livello di eccitazione.

Inizia così la spirale verso un tipo di pornografia più estremo e più spinto. In alcuni casi si può sviluppare una vera e propria dipendenza psicologica dalla pornografia che può interferire con la nostra vita sociale e sessuale. E ciò può avere serie conseguenze anche nelle relazioni.

Il blogger americano Mark Manson, autore del recente libro “La sottile arte di fare quello che c***o ti pare”, ha condiviso quella che ha definito “dieta per la masturbazione”: una dieta che comprende l’eliminazione della pornografia limitando la masturbazione a una o due volte la settimana (specificando che durante la masturbazione non si deve fantasticare su scene pornografiche ma su ragazze in carne ed ossa conosciute). L’obiettivo della dieta è anche quello di motivare ragazzi che hanno difficoltà ad approcciare le donne, ad affrontare le loro ansie e paure.

Lo scopo del movimento NoFap (il “fap” deriva dal verbo inglese onomatopeico che indica l’atto dell’autoerotismo maschile) è quello di aprire gli occhi sui tanti benefici che porta l’astinenza da ogni pratica legata alla pornografia e, di conseguenza, alla masturbazione.

Ma la dipendenza dal porno non sembra comportare solo difficoltà nei rapporti con l’altro sesso. Gary Wilson, il fondatore del sito Your Brain On Porn, ha raccolto studi scientifici che testimoniano come gli effetti della pornodipendenza siano aumentati significativamente negli ultimi anni e comportino danni biologici (livelli di testosterone, desensibilizzazione).

E’ per questo motivo che nel 2010 è nato per caso il NoFap Project, grazie ad Alexander Rhodes, che decise di scrivere su un forum molto frequentato e che ha pian piano coinvolto migliaia di persone. Negli ultimi tempi il NoFap ha preso la conformazione di un vero e proprio movimento con tanto di sito e sostenitori: la lotta alla masturbazione viene perorata attraverso il sostegno psicologico reciproco. E il motivo sembra centrare anche con la salute: l’astensione, dicono gli utenti, fa bene alla salute mentale e fisica

Lo scopo del movimento NoFap (il “fap” deriva dal verbo inglese onomatopeico che indica l’atto dell’autoerotismo maschile) è quello di aprire gli occhi sui tanti benefici che porta l’astinenza da ogni pratica legata alla pornografia e, di conseguenza, alla masturbazione. Seguendo i precetti del movimento, molti ragazzi sembrano aver sperimentato diversi effetti positivi da questa pratica:

– entro quattro settimane, la libido aumenta e rimane costante. Aumenta anche il desiderio di avvicinare ragazze, così come la fiducia a essere più sessualmente espliciti.

– le ragazze che si incontrano nella quotidianità iniziano a diventare più attraenti. I difetti (come potrebbero esserlo rughe, nei e altre imperfezioni) non sono più un ostacolo nell’apprezzamento. Si incomincia a perdere un po’ di interesse nei dettagli femminili come il seno rifatto, le labbra “a canotto”, le tinte bionde e l’abbigliamento da strip club.

– dopo un mese l’attività sessuale migliora. Migliorano le prestazioni e diventano molto più piacevoli.

In generale, con l’astinenza, sembra aumenti l’energia e ci si senta più sicuri di sé,oltre che più reattivi mentalmente. Inoltre, secondo i sostenitori del NoFap, con l’astinenza si riescono a risolvere i problemi di erezione riscoprendo orgasmi più intensi, perché la pornografia e la masturbazione fagocitano le relazioni che abbiamo con gli altri impedendoci di assaporare le sensazioni reali che derivano dall’interazione con l’altro sesso.

Sorgente: Ecco perché il porno distrugge le tue performance a letto – Linkiesta.it