Lo ha raccontato alla rivista Shortlist, i ritmi forsennati che di solito caratterizzano la vita di un atleta, sono elevati all’ennesima potenza quando si parla di Chris Froome. Certo che per vincere quattro volte il Tour bisogna avere qualcosa in più e, forse, anche sacrificarsi di più, ecco come ha fatto Froome.Per molti corridori vincere il Tour de France è solo un sogno, anzi, un sogno è parteciparvi e magari finirlo, con l’obiettivo di piazzarsi in qualche tappa. Chiaro che ci sono corridori e corridori. Ma forse anche Chris Froome, quattro volte vincitore della Grand Boucle, avrà sognato tutto questo prima di realizzarlo. La storia e gli anni di gregariato parlano per lui.Chris Froome festeggia il quarto Tour sul podio con il figlio KellanPA SportMa come ha fatto Froome a diventare quello che è, e vincere quello che ha vinto?Lo ha raccontato alla rivista Shortlist facendo un’accurata descrizione della sua giornata tipo, o meglio, di quella che sarebbe dovuta essere una routine atta a migliorare la prestazione. Ma nemmeno il Kenyano Bianco è riuscito a mantenere dei ritmi così elevati.” Ho resistito una settimana sola. Poi sono controllato. Allenarsi più volte al giorno non era salutare”Il capitano del Team Sky ha raccontato dei suoi allenamenti costanti e anche in più volte durante il giorno, perdendo la cognizione del tempo, senza considerare se fosse giorno o notte.”Mi ero persuaso che allenarsi una sola volta al giorno fosse una cosa stupida così, per una settimana, tutto ciò che facevo era allenarmi, mangiare, dormire, allenarmi mangiare, dormire, ignorando totalmente il passaggio dal giorno alla notte e viceversa. Rientravo alle 2 di notte, mangiavo, mi addormentavo, mi risvegliavo alle otto e ripartivo per altre sei ore di allenamento. E così via, ogni giorno il ciclo si ripeteva. Mi sono ritrovato a pedalare di notte e dormire di giorno, come un vampiro”Troppe energie spese e troppo poco tempo per reintegrare, senza parlare di tutte quelle limitazioni non menzionate ma che sono parte della vita di un atleta di alto livello. E a questa routine “al massacro” nemmeno Froome ha resistito.Ma è da qui che ha ricominciato il nuovo Froome: cancellare le vecchie e malsane abitudini per dare spazio a quelle salutari che portavano dritto dritto al risultato. Quest’anno si è concretizzata la doppietta Tour-Vuelta ed è anche merito di un nuovo stile di vita.” Tutti gli errori che ho fatto sono stati parte del processo che mi ha portato a essere ciò che sono. Ho dovuto provare cose stupide e anche ridicole, nei miei allenamenti, nel mio modo di andare in bici, nel mio stile di vita, ma ogni sbaglio che ho commesso, come quello appena raccontato, mi è stato utile per crescere”Dedizione, disponibilità al sacrificio, passione e tanto cuore: tutto questo fa un atleta per raggiungere i propri obiettivi ma ogni tanto, come ha fatto Froome, vale la pena fermarsi un attimo a riflettere. Che le carriere, cambiano proprio con la testa.

Sorgente: L’insostenibile leggerezza di essere Chris Froome: “Pedalavo la notte. Ho resistito una settimana” – Ciclismo – Eurosport