Più che in Dio crede nella mamma, ha il poster di Albert Einstein nella cameretta e nutre una certa apprensione per tutto ciò che riguarda l’igiene personale. Tre caratteristiche riconducibili al giovanissimo Sheldon Cooper di Young Sheldon, prequel di The Big Bang Theory, la comedy attualmente più seguita al mondo. A dare acutezza e molta ingenuità al personaggio reso famoso da Jim Parsons è Iain Armitage, autentico enfant prodige dello star system a stelle e strisce. Basti pensare che nel 2007, anno del debutto di The Big Bang Theory su CBS negli Stati, il bambino viveva solamente nella mente dei suoi genitori.CBSAccolto al suo debutto da 17,2 milioni di spettatori, un numero stratosferico in questi tempi dominati dalle nicchie d’ascolto e dai servizi streaming, Young Sheldon racconta l’infanzia non proprio spensierata di Sheldon. Siamo nel 1989 e ci troviamo in un Texas che ha orizzonti assai ristretti che non vanno al di là della messa domenicale in chiesa e delle partite di football. Il piccolo protagonista, troppo intelligente per frequentare le classi dei suoi coetanei, ottiene una promozione alle superiori. Lì si renderà conto che molte volte a scuola l’apprendimento passa in secondo piano, che essere eccessivamente arguti e puntuali nelle deduzioni può rendere la vita molto problematica, che genialità non fa rima con felicità.Chi immagina che Young Sheldon abbia lo stesso registro comico di The Big Bang Theory si sbaglia di grosso. Le due opere sono molto diverse non tanto per ambientazione e protagonisti quanto per l’atmosfera che riescono a creare. Young Sheldon è accarezzato dalla malinconia, dalla tenera consapevolezza di quanto sia difficile crescere quando si è diversi dal resto del gruppo. C’è una significativa presa di coscienza su cosa significhi vivere un’infanzia fuori dal coro: lo vediamo attraverso gli occhi innocenti di Sheldon, lo vediamo tramite le preoccupazioni dei suoi genitori, lo vediamo nel rapporto conflittuale che il piccolo protagonista ha con il fratello e la sorella.Già confermata per un’intera stagione da CBS, Young Sheldon arriverà in Italia nei prossimi mesi sui canali Mediaset. Il pilot, diretto da Jon Favreau, già apprezzato regista cinematografico dei primi due capitoli di Iron Man e del nuovo Il libro della giungla, ha convinto la critica statunitense. Del resto la serie, prendendo nuove e originali direzioni rispetto a The Big Bang Theory, è stata una deliziosa sorpresa, risultando sin da subito gradevole anche agli occhi di chi non ha mai sentito parlare di Leonard, Sheldon, Howard e Raj.CBSUna nota di merito va data senz’altro a Iain Armitage, il piccolo attore che interpreta il giovane Sheldon Cooper. A soli nove anni ha dimostrato un grandissimo talento riuscendo a esprimere con convinzione il misto di genialità, disagio e tenerezza che contraddistingue l’infanzia del suo personaggio. Per Armitage il 2017 è un anno straordinario: in tv si è fatto apprezzare in Big Little Lies, pluripremiata produzione HBO che gli ha affidato il ruolo di Ziggy, il bambino più indifeso della scuola elementare al centro delle vicende della miniserie con Nicole Kidman, Reese Witherspoon, Laura Dern e Shailene Woodley. Inoltre ha preso parte a Le nostre anime di notte, film targato Netflix che ha riunito la coppia formata da Jane Fonda e Robert Redford, presentato recentemente al Festival del Cinema di Venezia.”Ho sentito sin da subito un forte affetto verso questo ragazzino”, ha commentato Jim Parsons che della serie è sia la voce narrante che il produttore esecutivo. “Mi sono commosso osservando Iain: è riuscito a portare in vita la versione giovane del personaggio su cui ho lavorato per un decennio della mia esistenza. Mi ha sorpreso molto”. Del resto, come dimostra il caso di Young Sheldon, funziona sempre puntare sui bambini dalla forte espressività e dall’ingenuo candore. I produttori di Stranger Things su Netflix lo possono confermare.

Sorgente: Se avete seguito “The Big Bang Theory” non potete perdervi il prequel “Young Sheldon”