Tabacci, così centrosinistra va verso il suicidio – Il Centrosinistra va verso il suicidio. Ricordo che Giuliano Pisapia era stato a Palazzo Chigi con i capogruppo di Mdp e che da Padoan erano arrivate risposte sui temi sociali. È una crisi di natura politica. Abbiamo di fronte uno strascico di veleni che arrivano dalla scissione del Pd. Adesso il rapporto tra Pisapia e Mdp è più complicato. Perché Mdp sta diventando una piccola sinistra e questo non ci interessa. Pisapia è amareggiato. Le dimissioni di Bubbico dicono che c’è tensione per una legge elettorale che comunque va rivista e c’è anche la volontà di Mdp di entrare in campagna elettorale con una contrapposizione netta. In questo modo si porta il paese in braccio a Berlusconi e perché Renzi il ‘rottamatore’ non è in grado di comporre il centro sinistra come invece Berlusconi sta già ricomponendo il suo centro destra e le possibilità del Centrosinistra di competere si annullano”. Così Bruno Tabacci, presidente di Centro Democratico, intervenuto questa mattina a Radio anch’io.I NUMERI DELLA MANOVRANelle prossime settimane anche il cammino della legge elettorale, fortemente voluta dal Pd ma osteggiata da Bersani e Pisapia, rischia di impattare sul percorso della legge di bilancio. “Ora i deputati di Mdp sanno che se prendono il 3% dei voti, eleggeranno 11 deputati sui 45 attuali. Ma se passera’ il Rosatellum arriveranno le coalizioni e i singoli parlamentari faranno le loro valutazioni: vedrete come si spaccheranno”, sibilano fonti Pd.Il partito di Renzi picchia duro sul piano comunicativo, accusando i bersaniani di voler far scattare le clausole di salvaguardia Iva: l’obiettivo e’ schiacciarli su posizioni “bertinottiane”. L’altra speranza Pd resta quella di “recuperare” Pisapia separandolo dagli alleati. Ad alimentare questa speranza e’ la nuova spaccatura che si registra a sinistra: mentre Mdp dichiara guerra, Bruno Tabacci e sei senatori che si dichiarano vicini a Campo progressista (ma Cp smentisce), si smarcano e annunciano il sì al Def. Da Campo progressista però spiegano che Ciccio Ferrara e gli altri deputati di Cp che siedono nel gruppo Mdp, hanno condiviso “all’unanimità” la linea sul voto di oggi (sì ai saldi, non voto sul Def). A dividere piuttosto è la scelta di Roberto Speranza di dichiarare che Mdp si sente “politicamente fuori” dalla maggioranza. E’ una linea su cui, spiegano da Cp, non si è votato nell’assemblea dei gruppi. E che legittima la domanda che fanno circolare dal Pd: a quale titolo vogliono restare al tavolo della manovra se si tirano fuori dalla maggioranza? Gentiloni, che stamattina sarà ad Assisi e nel pomeriggio potrebbe non essere in Aula, per ora assiste in silenzio al dibattito. E lavora per l’obiettivo finale: portare a casa la manovra. Il testo, come ribadito da Padoan, sarà snello, perché i margini sono stretti. Ma questo rende anche più semplice il percorso parlamentare: si lavorerà per sminare il percorso ed evitare le imboscate.

Sorgente: Manovra in salita dopo strappo Mdp, Def in Aula. Pisapia: ‘D’Alema divisivo, faccia passo di lato’ – DIRETTA – Politica – ANSA.it