7Stephen Paddock, l’autore della strage di Las Vegas, ha sparato per almeno 9-11 minuti dopo la prima chiamata al 911, il 112 americano. Lo ha detto il vicesceriffo Kevin McMahill in una conferenza stampa, precisando che la prima telefonata alla polizia è arrivata alle 22.08 di domenica sera, ora locale. Le autorità hanno inoltre diffuso il video della telecamera in dotazione a un agente che mostra il caos nei primi momenti della sparatoria. “Ci stanno sparando addosso”, gridano alcune persone. “Andate via!”, urla il poliziotto, mentre in sottofondo si sentono gli spari.Marilou Danley, la compagna del killer di Las Vegas, è rientrata negli Stati Uniti dalle Filippine dove si trovava al momento della strage. Ad accoglierla al Los Angeles International Airport gli agenti della Fbi che la starebbero già interrogando. In particolare nel mirino ci sarebbero le transazioni finanziarie di Stephen Paddock, con i federali che hanno parlato di un bonifico per migliaia di dollari eseguiti dal killer proprio verso le Filippine. Anche se ancora non si conosce il beneficiario.E sono 59 la vittime accertate della strage di Las Vegas. Il Sunrise Hospital and Medical Center ha comunicato che un’altra persona e’ morta a causa delle ferite riportate nella sparatoria. Non sono stati forniti particolari sulla persona deceduta e l’ospedale ha aggiunto che ci sono ancora 31 persone in condizioni critiche. Il numero dei morti torna cosi’ a 59 dopo che il medico legale della contea di Clark John Fudenberg aveva corretto da 59 a 58 il suo primo bilancio delle vittime.Dal Bataclan a Las Vegas due anni di stragi in concerti e nightclubEd è braccio di ferro in Usa tra democratici e repubblicani, come dopo ogni strage di massa, sull’opportunità di un giro di vite contro le armi facili. Un tema già diventato materia di campagna elettorale per il voto di midterm del 2018, come lo sarà poi per le presidenziali del 2020. “Parleremo di legge sulle armi più avanti”, ha detto Donald Trump, lasciando un apparente spiraglio per il futuro ma confermando di fatto la linea dettata dalla Casa Bianca dopo il massacro di Las Vegas: “Ora non è tempo di dibattiti politici”.Trump ha poi liquidato l’assalitore come una persona “molto malata, un demente”, dimenticando però che in febbraio ha firmato la controversa abolizione dei controlli per l’acquisto di armi da parte di persone con disturbi mentali (Stephen Paddock ne aveva ben 42, anche se non risulta essere stato in cura). Appare comunque difficile che possa fare concessioni ai danni della Nra, la potente lobby delle armi in prima fila nella sua nella corsa alla Casa Bianca. “Impossibile: sarebbe la fine di tutto”, assicura il suo ex chief strategist Steve Bannon, ora dirigente del sito di ultradestra Breitbart, secondo cui la sua base elettorale reagirebbe malissimo. Se anche volesse, comunque, glielo impedirebbero i repubblicani, che controllano il Congresso. Lo ha fatto capire lo speaker della Camera Paul Ryan, che ha rilanciato l’appello all’unità e alla preghiera, ma non ha proposto alcuna nuova legge più restrittiva sulle armi.Certo, ora per il Grand Old Party è difficile far passare le sue due proposte di legge in direzione contraria, entrambe sostenute dalla Nra. Ryan è stato costretto infatti a congelare quella che allentava le norme sui silenziatori, mentre rimane nel limbo quella per consentire alle persone con il permesso di portare armi nascoste di usarlo anche in altri Stati. I democratici insistono per una legge più severa, che rafforzi i controlli su chi compra armi, per ora eludibili se l’acquisto è fatto da privati, online o in una fiera. La leader dell’opposizione al Senato, Nancy Pelosi, ha chiesto a Ryan una commissione ad hoc. Incalzano anche le star dello spettacolo e i media. “477 giorni. 521 stragi di massa. Nessuna azione da parte del Congresso”, titola il New York Times pubblicando un calendario degli ultimi due anni, in cui almeno 585 persone sono state uccise e 2.156 sono state ferite in stragi di massa.Eppure negli ultimi anni è cresciuto il numero di quanti sono a favore di una legge più restrittiva sulle armi (55%). E su alcune possibili correzioni ci sono ampie convergenze bipartisan, come i controlli obbligatori anche per chi acquista armi non in negozio o restrizioni per i malati di mente. Ma i dati statistici diffusi dalla Cnn dipingono un’America ancora fortemente divisa su questo terreno, in modo a volte anche trasversale. Il 42% delle persone possiede un’arma o vive con qualcuno che ne ha, mentre due terzi dei possessori di armi ne detiene più di una. Ha un’arma oltre il 40% di chi si dichiara repubblicano, ma c’è anche un 20% di democratici. Il 74% dei possessori di armi lo ritiene un diritto essenziale al suo senso di libertà e quasi la metà cita come principale ragione la “protezione” (nel 1999 indicava invece la caccia). Inoltre solo il 32% dei repubblicani vede la violenza da armi da fuoco come un “grande problema” e il 57% è convinto che leggi più severe non

Sorgente: Strage Las Vegas, bilancio sale a 59 morti e oltre 500 feriti – Nord America – ANSA.it