Trump a Las Vegas incontra alcuni dei 500 feriti della strage del concerto. I morti sono saliti a 59. Le indagini, intanto, faticano. L’Fbi ha interrogato la compagna del killer, rientrata negli Usa dalle Filippine. Gli inquirenti hanno accertato che Paddock accumulava armi dal 1982, solo l’anno scorso ne aveva acquistate 33, ne aveva manomesse 12 per sparare in automatico, cosa che ha fatto dalla sua stanza d’albergo sulla folla per 11 minuti.Dal Bataclan a Las Vegas due anni di stragi in concerti e nightclubMarilou Danley, la compagna del killer di Las Vegas, è rientrata negli Stati Uniti dalle Filippine dove si trovava al momento della strage. Ad accoglierla al Los Angeles International Airport gli agenti della Fbi che la starebbero già interrogando. In particolare nel mirino ci sarebbero le transazioni finanziarie di Stephen Paddock, con i federali che hanno parlato di un bonifico per migliaia di dollari eseguiti dal killer proprio verso le Filippine. Anche se ancora non si conosce il beneficiario.Prima di Las Vegas, le stragi degli Stati Uniti – SCHEDAIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump giunto a Las Vegas, insieme con la first lady Melania, ha visitato alcuni degli oltre 500 feriti nella strage di domenica. Intanto emergono dettagli sempre più inquietanti sulla furia ma al tempo stesso con la minuzia con cui il killer ha agito: ha sparato per almeno 9-11 minuti dopo la prima chiamata al 911, il 112 americano. Prima telefonata arrivata alla polizia alle 22.08 di domenica sera, ora locale. Le autorità hanno inoltre diffuso il video della telecamera in dotazione a un agente che mostra il caos nei primi momenti della sparatoria. “Ci stanno sparando addosso”, gridano alcune persone. “Andate via!”, urla il poliziotto, mentre in sottofondo si sentono gli spari. Si apprende intanto inoltre che Paddock ha manomesso 12 armi semiautomatiche con un dispositivo chiamato ‘bump stock’ che gli consentiva di sparare come fossero automatiche. Aveva circa 50 armi in tre diversi posti. Emergono immagini e fotografie della stanza al Mandalay Hotel da cui ha fatto fuoco: ci sono armi ovunque. Sono nella vasca da bagno, per terra, la moquette cosparsa di bossoli. Probabilmente parte di quell’arsenale che l’uomo metteva insieme da anni, dal 1982 per la precisione, mentre soltanto durante lo scorso anno aveva acquistato 33 armi in cinque Stati diversi, stando alla Cbs che cita fonti informate.Dopo la strage di domenica scorsa, gli hotel di Las Vegas -ma non e’ escluso che accada a livello nazionale- stanno prendendo in considerazione la possibilita’ di adottare metal detector come misura di sicurezza. Lo riferisce il Las Vegas Review Journal, sottolineando – che già due alberghi-casino’ su ‘Sin City’, Il Wynn e l’Encore, hanno cominciato a controllare clienti e avventori utilizzando metal detector portatili e ispezionando le borse. L’ipotesi di usare i metal detector negli alberghi ha pero’ sollevato perplessità nel settore dell’ospitalità in quanto e’ considerata una misura invadente e potrebbe significare una violazione della privacy dei clienti. In generale, i casino’ di Las Vegas si avvalgono di sicurezza privata ma ciò non ha impedito al killer, Stephen Paddock, di registrarsi al Mandala Bay portando con se’ un arsenale di armi.

Sorgente: Trump a Las Vegas, l’Fbi sente la compagna del killer – Nord America – ANSA.it