La Papessa, l’Imperatrice, la morte, l’Appeso, il Mondo, il Matto, il Diavolo ma anche Calvino, Guttuso, Manara e addirittura David Bowie. I Tarocchi dal Rinascimento a oggi e tutti i personaggi legati per le ragioni più diverse a questo mondo magico e variegato sono raccontati in una mostra a Torino fino al 14 gennaio attraverso un ricchissimo repertorio di mazzi antichi e moderni, libri, stampe, documenti, immagini e testi su oltre mille metri quadri di esposizione. Obiettivo del percorso espositivo è proporre un viaggio nel mondo dei Tarocchi per farne conoscere la storia, gli aspetti artistici, filosofici e sociologici, l’iconografia e i differenti utilizzi.Le origini dei Tarocchi risalgono alla prima metà del ‘400 nelle corti principesche del nord Italia usati come gioco di società dal carattere letterario e sapienziale. Ben presto passano dalle corti alle osterie e diventano un gioco d’azzardo molto popolare. Nel ‘500 i Tarocchi si diffondono in Italia dove prendono piede varianti regionali come il Tarocchino bolognese e la Minchiata; varcano i confini e arrivano in Francia, Svizzera e Boemia e nel giro di due secoli diventano un gioco diffuso in gran parte d’Europa. Solo dalla fine del ‘700 i Tarocchi vengono associati alla cartomanzia e alla divinazione e si sviluppa il loro uso come strumento esoterico. Nel ‘900 arrivano negli Stati Uniti e dalla seconda metà del secolo si diffondono in modo sempre più veloce. Oggi sono conosciuti a libello globale.Il percorso espositivo è pensato come un vero e proprio viaggio “iniziatico” per raccontare i Tarocchi ogni loro aspetto: storico, artistico, letterario, di costume, magico, di consapevolezza, di crescita personale e spirituale in un allestimento coinvolgente, concepito per accogliere il visitatore e farlo viaggiare nel tempo, con la fantasia e l’immaginazione. Visitando le sezioni della mostra e con il supporto di materiale audiovideo e di applicazioni multimediali, grazie all’ausilio di una App creata appositamente per l’esposizione e dei QRCode presenti nel percorso espositivo, il pubblico vivrà un’esperienza personale, profonda e suggestiva.La mostra è a cura di Anna Maria Morsucci e realizzata dal museo Ettore Fico con la casa editrice torinese lo Scarabeo. Nel percorso che si articola sui due piani vengono presentati gli autori più importanti del passato e gli artisti contemporanei (come Renato Guttuso, Franco Gentilini, Ferenc Pinter, Mino Manara e altri) che si sono cimentati con la simbologia e con le immagini dei Tarocchi.Una sala è dedicata allo scrittore Italo Calvino che ha usato le carte dei tarocchi come strumento di narrativo nel romanzo breve il Castello dei Destini incrociati in cui le immagini dei Tarocchi diventano il modo in cui i vari personaggi si raccontano. Si fa poi riferimento allo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung che si è interessato dei Tarocchi e li ha definiti immagini archetipiche che fanno parte del nostro inconscio collettivo e al lavoro dell’antropologo e storico delle religioni Joseph Campbell il quale ritiene che le diverse mitologie parlano dello stesso “viaggio dell’eroe”, ovvero della stessa ricerca di un percorso fatto di decisioni, tappe, cadute e incontri, che porta alla piena realizzazione personale così come sembrano descriverla le 22 carte che compongono gli Arcani Maggiori del mazzo dei Tarocchi. Conclude il percorso espositivo Niki de Saint Phalle con alcune opere che provengono dal Giardino dei Tarocchi di Capalbio, in Toscana e che proprio con i Tarocchi ha realizzato il proprio testamento spirituale.Tra le opere più significative in mostra, alcune carte del mazzo Visconti (1451 ca.), i Tarocchini realizzati dall’incisore Giuseppe Maria Mitelli (1634-1718), edizioni antiche dei Tarocchi Marsigliesi e rarissimi mazzi di produzione italiana, francese e tedesca. Sono inoltre presenti il mazzo di Etteilla (1738-1791), il primo a utilizzare i Tarocchi per la cartomanzia, la prima edizione pubblicata nel 1909 dei Tarocchi Rider Waite (il mazzo di Tarocchi più noto nel mondo anglosassone, ideato dall’esoterista Arthur E. Waite e realizzato da Pamela Colman Smith) e i raffinati Tarocchi dell’esoterista Oswald Wirth (1860-1943), più numerosi mazzi contemporanei che ne testimoniano la costante evoluzione.Al piano superiore, i visitatori potranno vedere in anteprima il mazzo di Tarocchi realizzato da David Bowie insieme al filosofo Davide de Angelis, uno spazio è anche dedicato all’arte erotica nei Tarocchi. Viene poi presentata l’associazione tra i Tarocchi e il fumetto. Moltissimi autori di fumetti hanno prestato le loro matite o i loro personaggi ai Tarocchi. Un connubio particolarmente profondo visto che il fumetto, comunica prima di tutto attraverso le immagini, che non hanno solo una valenza estetica ma soprattutto narrativa, così come le carte dei Tarocchi. Tra i personaggi dei fumetti legati ai Tarocchi in mostra a Torino Corto Maltese di Hugo Pratt, il celeberrimo Dylan Dog, Martin Mystere e Nathan Neve

Sorgente: A Torino protagonisti i Tarocchi, dal Rinascimento a oggi – Evasioni – ANSA.it