Si avvicina l’ora dei verdetti, nella corsa per la qualificazione alla fase finale dei Mondiali 2018, e si scopre che 26 squadre europee possono prendere la strada per la Russia senza l’ausilio degli spareggi: Albania, Austria, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania (detentori della Coppa del mondo), Inghilterra, Irlanda del Nord, Islanda, Italia, Montenegro, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica d’Irlanda, Scozia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Galles. I tedeschi, gli svizzeri e i portoghesi sono certi di un posto negli spareggi, irlandesi e serbi del primo o secondo posto nel proprio girone. In sei, Albania, Austria, Bosnia, Cipro, Estonia e Grecia, invece, sono ancora in corsa per gli spareggi. Allargando lo sguardo oltre il Vecchio Continente, Arabia Saudita, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Giappone, Iran, Messico hanno già staccato il biglietto per la Russia, assieme al paese ospitante. Il programma di questa penultima tornata di sfide iridate propone anche una partita dal sapore particolare, fra l’Australia e la Siria, una Nazionale che da sei anni è costretta a girovagare per motivi di sicurezza. Malgrado sia costretta a giocare sempre in trasferta, la Siria è riuscita ad approdare a una specie di preliminare di spareggio contro i ‘canguri’ e oggi, nell’Hang Jebat stadium”, a Malacca (Malesia), alle 14,30 italiane, si giocherà una piccola fetta di sogno mondiale. Martedì 10 ottobre, nell’Anz stadium, a Sydney, la replica. Il regime di Assad, instaurato nel marzo 2011, ha spaccato il paese in cinque parti e l’Isis attualmente tiene in ostaggio la zona est di Deir ez-Zor, città del bomber Omar Jihad Al Somah, meglio noto come l’Ibrahimovic siriano. L’attaccante subisce l’esilio da cinque anni, ma in 138 partite con la maglie dei kuwaitiani dell’Al-Qadisiya e dei sauditi dell’Al-Ahli, ha fatto centro 118 volte. “Vogliamo restituire felicità alla nostra gente e giocare per tutti i siriani morti”, le sue parole. In ogni caso, alla Siria una possibile vittoria sull’Australia non basterebbe, perché in quel caso poi affrontare la quarta classificata del girone centro-nordamericano (Concacaf). E se fossero gli Stati Uniti? E, a proposito di Americhe, a due turni dalla fine, solo il Brasile ha la certezza matematica dei Mondiali. A giocarsi i quattro posti rimanenti saranno ben sette squadre: dovesse permanere l’attuale situazione sarebbero qualificate anche l’Uruguay, la Colombia e il Perù, con l’Argentina costretta allo spareggio contro la Nuova Zelanda e il Cile vincitore delle ultime due edizioni della Coppa America clamorosamente eliminato. Argentina-Perù di oggi, Venezuela-Uruguay, Colombia-Paraguay e anche la sfida fra Cile ed Ecuador diranno tanto se non tutto.

Sorgente: Mondiali 2018: non solo Argentina, sperano da Siria a Perù – Calcio – ANSA.it