Lo spareggio tra la nazionale di Damasco e Socceroos sa già di storia. Martoriata da un conflitto civile in atto dal 2011 e dai pesanti riflessi internazionali, la Siria farà valere le doti da centravanti di carattere di Omar Al-Somah, esiliato per 5 anni dal regime di Assad per aver sventolato una bandiera dei Ribelli. Giocatori compatti: “Dobbiamo regalare una gioia al nostro paese”.

 

Martedì 5 settembre 2017, stadio “Azadi” di Teheran, minuto 93′ di Iran-Siria: Omar Jihad Al-Somah infila il portiere di casa Alireza Beiranvand per il 2-2 che qualifica la nazionale di Damasco al terzo posto del girone A asiatico (in cui hanno giocato, anche, Corea del Sud, Uzbekistan, Cina e Qatar) e, di conseguenza, allo spareggio con l’Australia (terza nell’altro raggruppamento) nella corsa ai Mondiali di Russia 2018.

Un traguardo che è storia già a questo punto, senza il bisogno di battere la forte selezione dei Socceroos. Ma continuare a sognare non costa nulla. Specie se a farlo è un popolo da anni martoriato da una tremenda guerra civile, divenuta nel tempo snodo cruciale delle sorti del pianeta.

I festeggiamenti per le strade di Damasco dopo il 2-2 tra Iran e Siria, valso la qualificazione allo spareggio contro l'Australia nella corsa ai Mondiali di Russia 2018 (Getty Images)

I festeggiamenti per le strade di Damasco dopo il 2-2 tra Iran e Siria, valso la qualificazione allo spareggio contro l’Australia nella corsa ai Mondiali di Russia 2018 (Getty Images)Getty Images

Guerra e calcio: paura quotidiana, gioia per una notte

L’oblio felice offerto dal calcio sembra voler fermare il tempo. Lo è stato un mese fa per le strade di Damasco, impazzite – per una volta – di gioia e non di paura, lo sarà ancora una volta per la doppia sfida contro la nazionale del ct Ange Postecoglou: davanti un maxischermo della capitale, a un vecchio televisore nei locali pubblici del resto del paese, con l’orecchio attaccato a una radiolina.

Iran-Siria, 5 settembre 2017, 2-2: il maxischermo a Damasco per assistere alla nazionale siriana che si qualifica allo spareggio contro l'Australia nella corsa ai Mondiali di Russia 2018 (Getty Images)

Iran-Siria, 5 settembre 2017, 2-2: il maxischermo a Damasco per assistere alla nazionale siriana che si qualifica allo spareggio contro l’Australia nella corsa ai Mondiali di Russia 2018 (Getty Images)Getty Images

Anche per la gara teoricamente casalinga. Già, teoricamente, perché è da 6 anni che la Siria, per motivi di sicurezza, è costretta a giocare anche le gare interne in trasferta. La partita di andata di questo giovedì, infatti, è prevista all'”Hang Jebat Stadium” di Malacca, in Malesia (alle 14,30 italiane). Martedì 10 ottobre, invece, ci si trasferirà all'”ANZ Stadium” di Sydney.

Al-Somah, il centravanti-eroe: dall’esilio al grande ritorno

Il regime di Assad e lo stato di terrore in cui la Siria vive costantemente dal Marzo 2011, si traduce in numeri da catastrofe. Attualmente il paese è spaccato in 5 parti: il 48% è sotto l’egida del governo nazionale, il 23 dai curdi, il 13 dai ribelli dell’Esercito Siriano Libero e il restante 12% dall’Isis, che attualmente tiene in ostaggio la zona Est di Deir ez-Zor, città di bomber Al-Somah, lungagnone di quasi due metri, l’Ibrahimović siriano per le sue movenze nelle aree avversarie. Il ragazzo, casse ’89, è stato esiliato per 5 anni dalla selezione oggi timonata da Ayman Hakeem. Motivo? Nel 2012, al termine dell’unico successo della storia siriana (la vittoria della Coppa d’Asia occidentale), aveva sventolato la bandiera dell’esercito dei Ribelli dell’ESL.

Players of Syria pose with the trophy after winning their West Asian Football Federation (WAFF) Championship final soccer match against Iraq in Kuwait City (Reuters)

Players of Syria pose with the trophy after winning their West Asian Football Federation (WAFF) Championship final soccer match against Iraq in Kuwait City (Reuters)Reuters

Nel frattempo Al-Somah, continuava a segnare: in 138 gare con la maglia dei kuwaitiani dell’Al-Qadisiya e dei sauditi dell’Al-Ahli, l’Ibra siriano realizza la bellezza di 118 gol. Dopo gli accordi di Astana, il centravanti torna ad abbracciare la nazionale proprio per la sfida all’Iran. Un segno del destino.

Al centro, con la maglia numero 9, l'attaccante della nazionale siriana Omar Al-Somah, qui con la maglia dei sauditi dell'Al-Ahli (Getty Images)

Al centro, con la maglia numero 9, l’attaccante della nazionale siriana Omar Al-Somah, qui con la maglia dei sauditi dell’Al-Ahli (Getty Images)Getty Images

Lo spareggio con l’Australia, il precedente e la Storia che incombe

Il conflitto siriano ha portato a circa 470mila morti (38 sono i calciatori periti) e oltre un milione di feriti. Tra gli altri eroi della nazionale ci sono il mediano Tamer Haj Mohamad (autore del primo gol contro l’Iran, che gioca in Iraq tra le fila dell’Erbil) e il portiere Ibrahim Almeh, lui rimasto in patria (all’Al-Shorta) dove difficilmente si riesce a guadagnare uno stipendio superiore ai 100 euro mensili.

Una formazione della Siria per le Qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018 (Getty Images)

Una formazione della Siria per le Qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018 (Getty Images)Getty Images

Vogliamo restituire il sentimento di felicità alla nostra gente e giocare per tutti i siriani che non ci sono più“, ha spiegato un mese fa bomer Al-Somah, in coro a tutta la squadra. L’Australia si sta preparando. Un precedente scomodo, in ottica spareggio, c’è: ricordate come finì il doppio incontro con l’Iran nella corsa a Francia ’98? Questa volta, tuttavia, ci sarà uno step in più: la vincente del doppio confronto tra Siria e Australia, per accedere a Mosca, dovrà confrontarsi con un altro spareggio. Quello contro la quarta classificata del girone centro-nordamericano. Che potrebbe essere, guarda caso, la nazionale degli Stati Uniti… Quando una storia potrebbe diventare Storia, a tutti gli effetti.

Sorgente: Siria e il sogno chiamato Mondiale: “Con l’Australia giocheremo per i nostri morti” – Qualificazioni Mondiali Asia 2018 – Calcio – Eurosport