Mondiali 2017 di ginnastica artistica stanno vivendo nel segno della sfortuna e degli infortuni che durante le qualificazioni ci hanno privato di due assoluti protagonista della rassegna iridata. Al maschile Kohei Uchimura, Campione del Mondo dal 2009 e autentico Imperatore della Polvere di Magnesio, ha dovuto alzare bandiera bianca per dei dolori alla caviglia subiti dopo l’atterraggio al volteggio. Al femminile, invece, Larisa Iordache si è arresa durante il riscaldamento all’attrezzo, un minuto prima dell’inizio della gara, pagando la lesione del tendine d’Achille.

Contando anche l’assenza dell’ultimo minuto di Rebeca Andrade (crociato), la rinuncia di Liu Tingting all’all-around (scelta non motivata), i problemi alle costole di Eythora Thorsdottir capiamo bene come su questi Mondiali aleggi una grande iella che ci toglie gli annunciati big e indubbiamente leva qualità tecnica all’intera competizione. Concentriamoci naturalmente su Larisa Iordache le cui lacrime rimarranno un’immagine indelebile: uscita dalla pedana in braccio al suo allenatore, consapevole che l’occasione della vita le era sfuggita di mano, da favorita per il titolo nel concorso generale individuale si è ritrovata in un attimo negli spogliatoi con un dolore lancinante e un infortunio comunque grave da cui non sarà nemmeno così facile recuperare.Il pianto dello scricciolo di Bucarest, tra le più amate del circuito, ci ha reso tutti più tristi: in molti parteggiavano per lei che dopo i tanti infortuni degli ultimi due anni e la rinuncia forzata alle Olimpiadi di Rio 2016, si era rimessa in carreggiata sui quattro attrezzi ed era sbarcata a Montreal proprio con la convinzione di poter lottare per quell’oro che nell’ultimo triennio le era sfuggito per la manifesta superiorità di Simone Biles (argento a Nanning 2014, bronzo a Glasgow 2015). Questa era la volta buona, le avversarie erano tutte alla sua portata e invece è stata sconfitta ancora una volta da qualcosa di superiore, arresasi proprio sul più bello. Sono stati tanti i messaggi arrivati a Larisa Iordache che ha ringraziato tutti, “non mi aspettavo di essere così amata” ha scritto sui suoi profili social prima di un lungo messaggio nella sua lingua madre, davvero toccante. Gli auguri di un pronto rientro, gli Europei 2018 dovranno diventare il suo prossimo obiettivo.Per una Iordache che piange, c’è un’altra atleta che sorride: Oksana Chusovitina è stata ancora monumentale e continua a riscrivere pagine di storia. L’uzbeka ha infatti conquistato la Finale al volteggio a 42 anni suonati e addirittura 26 stagioni dopo le sue prime medaglie iridate, ben tre a Indianapolis 1991 (tra cui l’argento proprio alla tavola).Nel frattempo la partecipazione a sette Olimpiadi (record assoluto per una ginnasta, sempre presente da Barcellona 1992 a Rio 2016), tre body differenti indossati (URSS/Squadra Unificata, Germania, Uzbekistan), 11 medaglie mondiali e 2 olimpiche, una gravidanza e centinaia di ginnaste differenti affrontate. Jade Carey è una classe 2000 e sabato se la ritroverà in Finale: suo figlio Alisher è nato nel 1999… Sono numeri pazzeschi e che di anno in anno vanno aggiornati, lei non smette più di stupire ed è un esempio di longevità che ha davvero dell’incredibile, una donna da clonare e da studiare per capire da dove le arrivi tutta questa voglia e forza. Sembra quasi una ragazzina e invece…

Sorgente: Le lacrime di Iordache, l’impresa di Chusovitina: Mondiali agli antipodi – Ginnastica artistica – Eurosport