Il 9 ottobre sarà di nuovo sciopero negli stabilimenti dell’Ilva, attualmente in amministrazione straordinaria ma in procinto di passare alla nuova società Am InvestCo Italy, formata da Arcelor Mittal e Marcegaglia. Il piano della nuova proprietà prevede 4mila esuberi e i sindacati, che hanno lanciato la mobilitazione, non ci stanno. “Credo sia una base di confronto non accettabile. Ne va della serietà di un progetto industriale. Non si può pensare che un progetto industriale regga se si riducono i diritti delle persone che vi lavorano e non si garantisce l’occupazione per tutti”, afferma Maurizio Landini, segretario confederale della Cgil, commentando con l’Ansa la lettera con cui Am InvestCo ha annunciato gli esuberi.Lunedì, al ministero dello Sviluppo economico, partirà la trattativa sul futuro del gruppo siderurgico, e i leader sindacali scaldano il clima. “La riduzione dell’occupazione negli stabilimenti Ilva è inaccettabile ed è insostenibile, innanzitutto dal punto di vista sociale e, inoltre, dal punto di vista economico”, dichiara il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, all’Ansa. “Noi vogliamo dare continuità alla produzione in un contesto in cui si salvaguardino tutti gli addetti e si pongano le premesse per il risanamento ambientale”, aggiunge. Per il leader della Uil, tutti i soggetti devono rispettare i patti: “Noi non siamo disponibili a fare sconti”, chiosa.Landini chiama in causa il Governo. “Lo stesso governo deve assumersi le sue responsabilità”, sottolinea inoltre l’ex leader della Fiom. “Noi sosteniamo la decisione e il giudizio che le Rsu unitariamente hanno assunto. Quella lettera – aggiunge Landini – non è la base per poter avviare la trattativa. Va rivisto il tutto nel modo più assoluto”.

Sorgente: “Gli esuberi all’Ilva sono inaccettabili, non faremo sconti”. I sindacati scaldano il clima della trattativa in vista dello sciopero di lunedì