Si è spento a 96 anni. Mia cantava il difficile rapporto con lui. Loredana lo accuso di violenza e perfino di aver cercato di avvelenarle

Addio al padre “terribile” di due delle cantanti più tormentate e amate dagli italiani. Si è spento a 96 anni Giuseppe Radames Berté, viveva nello stesso paese in cui si trova la tomba di Mimì, Cavaria con Premezzo, nel Varesotto. Vedovo dal 2003, era padre di quattro figlie. Insegnante di greco e latino, poi preside, era descritto come duro ma molto capace nel suo mestiere. Finché era in vita, Giuseppe Berté negò sempre le gravi accuse delle due figlie celebri, specie di Loredana Berté.

“Spero che crepi”

Più volte le sorelle Berté raccontarono della difficoltà di crescere in un ambiente familiare (il padre era originario di Bagnara Calabra) duro, intransigente e all’antica. Da lì la decisione di fuggire verso Roma, dove con moltissime aspirazioni, tanto talento e pochi soldi in tasca, incontrarono l’allora Renato Fiacchini, poi diventato la superstar Renato Zero, con cui condivisero la gavetta e hanno mantenuto sempre una grande amicizia. In particolare è stata Loredana Berté a scrivere e dire cose terribili del padre. In una intervista televisiva rilasciata a Maurizio Costanzo, la Berté ricordando anche la sorella Mia Martini scomparsa, disse: “Lei diceva che aveva un buco nero al posto dell’infanzia, io invece a sei anni mi ricordavo già tutto. Sono stata fortunata a imparare subito a non prendere botte, perché era il classico padre padrone. Spero che crepi. Non l’ho mai chiamato né padre né in nessuna maniera. Mi sono arrabbiata dopo che per un quattro in inglese mia sorella Mimì ha rischiato la vita, perché è scappata di casa per il terrore di prendere le botte ed è rimasta per quattro giorni in mezzo a dei rovi, tutta ferita. L’hanno ritrovata in stato di shock”.

Una madre bambina

La Berté in quell’occasione fu un fiume in piena. E non usò mezze misure: “Non gli è capitato il figlio maschio. L’unico maschio doveva essere fra me e Mimì, ma purtroppo lui aveva l’abitudine di prendere a calci la madre durante l’ultimo mese di gestazione. Con noi non c’è riuscito, provava di tutto, veleni vari, io sono sopravvissuta, come Mimì e le altre due. Uno non ce l’ha fatta, era l’unico maschio. Da quel giorno se ne andò di casa”. E ancora: “Mia madre era un’altra bambina, perché si è sposata a quindici anni e a sedici aveva già una figlia. Quando è morta mia madre sono andata al suo funerale per vederla sotterrare. Mi dispiace di essere impopolare ma è così. Ho avuto una madre che non è stata una madre. Ci ha lasciate in mezzo a una strada, me e Mimì, dopo vent’anni di lavoro duro per comprarci una casa che avevamo intestato a lei. Invece dopo un anno io ero in America, Mimì era in tournée, io sono tornata in taxi e lei aveva venduto la casa lasciandoci in mezzo a una strada. Sono partita a Milano per ritrovare Mimì, la mia unica famiglia”. L’inizio di una storia problematica passata per il sofferto matrimonio con divorzio dal campione di tennis Bjorn Borg e per la tragica morte di Mia Martini, pure lei segnta dall’amore tormentatissimo per Ivano Fossati. Mia in due celebri canzoni, Padre davvero, e Gli uomini non cambiano, tornò sul rapporto conflittuale e pieno di sensi di inadeguatezza verso il gentitore scomparso oggi. Che per tutta la vita ha respinto le gravi accuse di cui era bersaglio.

Sorgente: Morto Giuseppe Berté, padre “terribile” di Loredana e Mia – Tiscali Spettacoli