È il giorno della voce degli unionisti. Un appello al dialogo, alla mediazione, per chiedere il rispetto dell’unità nazionale e della Costituzione spagnola. Migliaia di persone si sono riunite a Madrid e riunioni analoghe sono state convocate in molte altre città dalla Fondazione per la difesa della nazione spagnola (Denaes). Anche a Barcellona, sotto il palazzo della Generalitat, i dimostranti alzano cartelli con su scritto “Parlem? Hablamos?”, in catalano e in castigliano.La manifestazione di Madrid non ha risparmiato critiche aspre agli indipendentisti catalani. A terra è stata collocata una bandiera della Spagna, mentre in sottofondo risuonava Que viva Espana di Manolo Escobar. Altri cartelli con la scritta “golpisti” sulle foto del governatore catalano, Carles Puigdemont, del suo vice, Oriol Junqueras, del capo dei Mossos d’Esquadra, Josep Lluis Trapero. A Barcellona, in piazza Sant Jaume, i dimostranti hanno indossato magliette bianche simbolo di pace.Mentre si ingrossa l’elenco di imprese che trasferiscono la loro sede dalla Catalogna verso altre regioni spagnole, in primis le prime due banche catalane CaixaBank e Banco Sabadell, si fanno i primi calcoli del costo del referendum: 20 miliardi di euro è il conto pagato dalla Borsa di Madrid in una settimana di ‘indipendenza virtuale’ della Catalogna dalla Spagna. Alla vigilia del referendum l’indice Ibex 35 era posizionato a 10.381 punti, dopo 7 giorni, tra alti e bassi, si trova in calo dell’1,88%, mentre l’intera capitalizzazione di Borsa è scesa da 1.050 a 1.030 miliardi. In rialzo anche il rendimento dei Bonos dall’1,59% del 29 settembre all’1,69% di ieri, mentre lo spread sui Bund è salito da 113 a 123,9 punti.

Sorgente: Unionisti in piazza a Madrid, Barcellona e tante città spagnole: “Parlem? Hablamos?”