Un gol e via. Al momento questo ci possiamo permettere. La Nazionale fa una gran sofferenza a fare gioco e gol: dalle squadre grandi prende lezioni e schiaffi, con le squadre piccole se la gioca come può. E cioè male. Sinceramente dopo le ultime uscite non mi aspettavo che andassimo in Albania a fare spettacolo, piuttosto a soffrire e arraffare ciò che era era possibile, e infatti così è stato. Nel momento in cui potevamo almeno raddoppiare, Immobile ha sparato addosso al portiere, come non fa invece in campionato dove si dimostra attaccante brillante e in grande fase di progresso. Lo stesso si potrebbe dire di Insigne, abbastanza irriconoscibile da quello del Napoli. E non so adesso quanto sia colpa sua e quanto colpa di chi da giocatori del genere dovrebbe tirare fuori un profitto assai maggiore. Ma la nazionale di Ventura in questo momento cloroformizza praticamente tutti, gioca a ritmi da sbadiglio, arranca, è in crisi di fiducia. Speriamo almeno che non sia una condanna definitiva e che il ct esca psicologicamente da questo tunnel buio dove si è infilato.Non parlo quasi mai di schemi di gioco, ma il 4-2-4 non funziona, mi pare evidente. Nasce con propositi offensivi e spettacolari, ma solo formalmente, in realtà Ventura continua a schierare coppie improbabili o insufficienti, come quella di Parolo-Gagliardini che non può sostenere tutta l’impalcatura della squadra azzurra. Ma potrei fare lo stesso discorso per Immobile e Eder in attacco. Se nessuno dei due riesce a far gol all’Albania il problema c’è e va risolto.Ventura punta sul recupero per lo spareggio di parecchi giocatori titolari, soprattutto centrocampisti: Verratti, De Rossi, Pellegrini, Marchisio. Può essere sufficiente, ma può non esserlo se alla nazionale non si dà uno spirito, uno scopo. I giocatori, soprattutto gli anziani, in una di quelle riunioni “spiritiche” di spogliatoio di cui si parla tanto nel calcio, ma che fanno parte più che altro di un copione abbastanza scontato – servono? non servono? si risolvono tutti i problemi così? –  si sono fatti una seduta di autocoscienza. Così si può dire all’esterno: abbiamo fatto pure questo, la nazionale ci sta a cuore, non la stiamo snobbando.In questi giorni di grande tensione ne ho sentite moltissime. Dall’ipotesi di far fuori Ventura subito per mettere in panchina Ancelotti (figuriamoci…) – Ventura salterà soltanto se agli spareggi l’Italia dovesse venire eliminata – all’immancabile domanda: ma cosa ci andiamo a fare ai Mondiali? Io penso sempre che ai Mondiali sia meglio andare, e che il lavacro dell’eliminazione non sia poi così necessario per costruire una squadra buona e almeno più coinvolgente e trascinante di questa. Il fatto è che quando anche abbiamo il tempo per ricostruire – e dopo il Mondiale in Brasile ce ne è stato – gli allenatori finiscono sempre nella solita trappola e alla fine cambiano solo per estrema necessità.Per lo spareggio contro una piccola nazionale (le ipotesi possibili sono Svezia, Irlanda del Nord, Eire, Grecia) un’Italia così può pure essere sufficiente, ma per un Mondiale a questo punto tutto da inventare una squadra così mette parecchia apprensione. Inutile negarcelo.

Sorgente: Bloooog! » Blog Archive » L’Italia oggi è questa, non è in grado di vincere facile e fare gioco. Ventura si ostina a praticare un modulo che non funziona. Andiamo agli spareggi tra mille sofferenze e con un Mondiale da inventare…