Attesa per le parole del presidente della Generalitat, Carles Pigduemont. Spunta le prime crepe dopo il referendum

Puigdemont dopo aver ringraziato i catalani che hanno manifestato ha parlato del risultato del voto: “Siamo qui per parlare di quanto accaduto domenica. Più di due milioni di persone hanno vinto le loro paure e sono andate a votare. Non sappiamo quante persone abbiano cercato di votare senza riuscirvi perché hanno trovato la polizia sulla loro strada”. Puigdemont subito dopo ha messo nel mirino Madrid: “Sono state messe in campo diverse misure per impedire il voto. Sono stati bloccati gli apparati elettronici, sono stati chiusi diversi portali web e impedito il voto online. Per questo motivo voglio ringraziare chi si è mobilitato per ilv oto, chi ha stampato le schede e chi fisicamente ha fatto sì che i catalani potessero esprimere il loro voto”.

“Indipendenza sospesa, ora dialogo”

A questo punto il presidente ha cercato di allentare la tensione: “Il momento è serio, ognuno deve assumersi la propria responsabilità ma dal mio discorso nessuno deve aspettarsi nè minacce nè ricatti. L’unica maniera di andare avanti è quella della democrazia e della pace”, ha aggiunto. “Viviamo un momento eccezionale, questo non è un tema interno ma europeo. Abbiamo la necessità di far calare la tensione”. Puigdemont ha poi chiarito la posizione del suo governo sul fronte dell’indipendenza, ed è questo il passaggio più importante del suo intervento: “Prendo atto del risultato del referendum e assumo il mandato del popolo perchè la Catalogna diventi uno stato indipendente in forma repubblicana”. Poi ha affermato di voler sospendere l’indipendenza per poter aprire il diaolo con Madrid. Le sue parole però non sono state gradite dal governo spagnolo che con un portavoce fa sapere che quella di Pidguemont “è una tacita dichiarazione di indipendenza”. Altre fonti del governo di Madrid affermano che “non si può dare nessuna validità alla legge sul referendum sospesa dalla Corte costituzionale, né presentare “come valido il supposto conteggio di un referendum fraudolento e illegale”. Inoltre “non si può dar per scontato che i catalani vogliano l’indipendenza”.

Il giallo sul ritardo

Il leader del fronte indipendendentista è giunto al Parlamento catalano intonro alle 17:00, un’ora prima dell’assemblea plenaria. Dopo un rapido consulto con il gruppo Junt per il Sì il governatore della Catalogna ha convocato la Giunta ritardando così di un’ora il suo intervento che era atteso per le 18:00. Nelle scorse ore il sindaco di Barcellona Ada Colau aveva cercato una mediazione per cercare di unire il fronte tra Madrid e Barcellona. Madrid ha più volte chiesto un passo indietro a Barcellona ma di fatto Puigdemont prosegue sulla sua strada.A Barcellona sono stati installati alcuni maxischermi per seguire in piazza il discorso del presidente della Generalitat. Sul rinvio del discorso è nato un piccolo giallo. Secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato avviato un processo di mediazione internazionale poco prima dell’intervento di Puigdemont che che di fatto avrebbe creato alcune crepe nel fronte secessionista a pochi minuti dall’inzio del discorso davanti all’Assemblea plenaria.

Sorgente: Puigdemont: “Sospendiamo indipendenza” Ma per Madrid è secessione