Novi Ligure è una città del Piemonte.

Da sapere

A dispetto della sua appartenenza al Piemonte, la specificazione Ligure inserita nel suo toponimo dopo l’Unità serve sia a distinguerlo da altri Novi esistenti nel territorio nazionale, sia per ricordare la sua appartenenza alla Repubblica di Genova dal 1447 al 1815, oltre alla sua antica fondazione da parte di genti liguri. Il ricordo della sua genovesità è ribadito anche dalla denominazione dell’area che lo circonda, fino al confine ligure sull’Appennino, che viene chiamata Oltregiogo genovese.

Novi Ligure è un’attiva realtà commerciale ed industriale, nonché principale comune del Novese, il territorio del quale la città è centro di riferimento e che conta circa 75.000 abitanti distribuiti in una ventina di comuni.

Cenni geografici

Nella Pianura padana piemontese, allo sbocco della Valle Scrivia, la città dista 18 km da Tortona, 24 da Alessandria, 39 da Acqui Terme, 58 da Genova. Novi Ligure sorge nella zona sud-orientale dell’alto Monferrato (Basso Piemonte), nella regione storica detta dell’Oltregiogo, ai margini della porzione sinistra della Valle Scrivia.

L’abitato è situato sulle estreme pendici settentrionali dell’Appennino Ligure, che qui si addolcisce in colline ondulate, per la maggior parte coltivate a vite e per la restante boscose. Difatti il territorio comunale è caratterizzato dalla compresenza dei rilievi collinari, subito retrostanti il centro storico e i quartieri a questo adiacenti, e dalla piana alluvionale che digrada verso il fiume Scrivia.

Quando andare

La presenza della pianura antistante e la vicinanza dell’Appennino ligure determinano un clima temperato ad estate calda, con frequenti giornate di vento e occasionali nevicate nei mesi più rigidi. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di +1,7 °C, mentre quella del mese più caldo (luglio) è di +23,8 °C.

Cenni storici

Nota come Curtis Nova, probabilmente costituita da una comunità rurale non riunita in un borgo, raccogliendo parte della popolazione della vicina città romana di Libarna, dopo l’abbandono di quest’ultima poco prima del disfacimento dell’Impero romano d’Occidente. Inizialmente parte della Marca Obertenga, fu donata prima del 970 da Ottone I al monastero di San Salvatore di Pavia e divenne castello a cavallo dell’anno Mille. Libero comune nei primi decenni del XII secolo, si mantenne in precario equilibrio tra le città di Tortona e Pavia, in lotta tra loro, e Genova alleata dei pavesi. Entrata nell’orbita tortonese, restò soggetta a questa città anche dopo la pace di Costanza (1183).

Ceduta al marchese del Monferrato per un breve periodo (1223-1232), tornò nuovamente a Tortona fino al 1264 per poi passare sotto il dominio di Guglielmo VII Lungaspada. Oggetto di contesa tra il Monferrato e i signori di Milano, fu conquistata da Giovanni Visconti nel 1353, che nel frattempo aveva anche assunto la signoria di Genova. Per periodi fra XII e XIV secolo fu parte del Marchesato del Monferrato che ne resse le sorti complessivamente per poco meno di un secolo e mezzo di storia. Donata a Genova nel 1392, fu occupata da Facino Cane nel 1409 che la tenne fino alla morte (1412). Tornata nell’orbita milanese, fu infeudata alla famiglia genovese dei Fregoso.

Nel 1447 la comunità di Novi decise di sottrarsi alla sfera milanese, dopo la morte del duca Filippo Maria Visconti e si diede a Genova con la sottoscrizione di una convenzione, che non fu mai completamente operativa, in seguito all’avvento degli Sforza. Passata sotto il dominio francese dopo la disfatta di Ludovico il Moro, restò sotto il dominio feudale dei Fregoso, fino all’avvento a Genova di Andrea Doria. La Repubblica di Genova, infatti, abbandonato l’alleato francese e rivolte le proprie attenzioni verso l’imperatore Carlo V, in cambio dell’indipendenza, provvide a ampliare il proprio entroterra conquistandola nel 1529. Da quel momento, Novi passò sotto il dominio diretto di Genova, diventando la città più importante del territorio chiamato Oltregiogo, e vi rimase fino alla fine della Repubblica di Genova (avvenuta nel 1797) prima e della Repubblica Ligure (nell’anno 1805) poi, se si esclude l’occupazione austro-piemontese durante la guerra di successione austriaca (1745-46), momento nel quale Novi ottenne il titolo onorifico di città.

Nel 1799, all’epoca della Repubblica Ligure di cui fu parte del 1797 al 1805, Novi fu teatro di un’aspra battaglia combattuta fra gli austro-russi ed i francesi che furono sconfitti. Entrò quindi a far parte del Primo Impero francese e dopo il Congresso di Vienna fu annessa al Regno di Sardegna. Capoluogo di provincia dal 1818, dopo la promulgazione del Decreto Rattazzi assunse il nome di “Novi Ligure”, sia per sottolineare un importante periodo storico della città, sia per evidenziare l’opinione contraria creatasi in seguito alla riforma amministrativa voluta dal primo ministro Rattazzi, che soppresse la provincia nel 1859, incorporandola in quella istituenda di Alessandria e quindi di conseguenza al futuro Piemonte.

La seconda metà dell’Ottocento fu per la città un periodo di forte espansione, grazie all’arrivo della ferrovia TorinoGenova (1850). La strategica posizione geografica, unita alla disponibilità di ampi spazi, manovalanza garantita dall’inurbamento degli abitanti delle campagne e delle valli circostanti, e alle nuove infrastrutture che garantivano il rapido trasferimento delle merci prodotte favorirono il sorgere di nuove industrie. Fu proprio l’aumento dei traffici reciproci tra Novi ed il porto di Genova uno dei motivi della realizzazione, nel 1889, del “secondo valico” appenninico. L’ormai forte vocazione industriale fu ulteriormente accresciuta dall’insediamento, avvenuto nel 1900 della “ferriera”, una grande acciaieria posta alla periferia dell’abitato, in prossimità del parco ferroviario di San Bovo. Il lasso di tempo che va dalla prima guerra mondiale alla seconda fu caratterizzato da un rallentamento dello sviluppo; in particolare, fu la seconda guerra mondiale a lasciare le ferite più pesanti in città. Già all’inizio della guerra, il 13 giugno 1940 la Francia aveva mandato in città, a causa delle sue infrastrutture ferroviarie strategiche, i suoi bombardieri. Ma la vera tragedia accadde 4 anni dopo. Il terribile bombardamento dell’8 luglio 1944 causò oltre cento vittime e parecchie centinaia di feriti, riducendo in macerie molti edifici. Una lapide ricorda il terribile evento. Il periodo successivo all’armistizio fu caratterizzato dall’azione di formazioni partigiane (quali la Divisione Pinan Cichero) contrapposte a quelle nazi-fasciste. Per quanto riguarda le sorti belliche di Novi vanno ricordate anche la battaglia di Pertuso e la precedente strage della Benedicta.

Come arrivare

In aereo

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • Aeroporto di Torino (a 114 km circa)
  • Aeroporto Milano Malpensa (a 113 km circa)
  • Aeroporto Milano Linate (a 98 km circa)
  • Aeroporto Genova (a 57 km circa)

In auto

Da Milano prendere l’autostrada A26 Autostrada A26 Italia.svg e uscire a Novi Ligure.

  • Da Bologna dall’autostrada Adriatica A14 Autostrada A14 Italia.svg continuare sull’autostrada del Sole A1 Autostrada A1 Italia.svg, in prossimità di Piacenza continuare sull’autostrada A21 Autostrada A21 Italia.svg, proseguire sull’A7 Autostrada A7 Italia.svg in direzione di Genova, continuare sull’autostrada A26 Autostrada A26 Italia.svg e uscire a Novi Ligure.
  • Da Genova prendere l’autostrada A7, uscire a Serravalle Scrivia, continuare sulla SS 35BIS in direzione di Novi Ligure.
  • Da Torino prendere l’autostrada A21 Autostrada A21 Italia.svg, in prossimità di Alessandria, continuare sull’autostrada A26 Autostrada A26 Italia.svg, uscire a Novi Ligure.
  • Da Alessandria prendere la SS 10 Strada Statale 10 Italia.svg , continuare sulla SS 35BIS Strada Statale 35bis Italia.svg , svoltare sulla SS 221 Strada Statale 221 Italia.svg e seguire le indicazioni per Novi Ligure.

In nave

  • Italian traffic signs - icona porto turistico.svg Porto di Genova [1] (a 135 km circa): Arrivano e partono traghetti diretti verso i porti del Mediterraneo

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

  • A Novi esiste un servizio di trasporto urbano pubblico articolato su due linee [2]

Cosa vedere

  • Centro storico. Centro di villeggiatura delle ricche famiglie genovesi nel XVII e XVIII secolo, il centro storico della città si caratterizza per la presenza di numerosi palazzi nobiliari, molti dei quali dalla facciata dipinta. Di rilievo è pure Palazzo Negroni, ricco di decorazioni dello stesso secolo e dotato di due meridiane, una delle quali basata sul calendario rivoluzionario francese. Conserva sul lato del cortile notevoli tracce della decorazione originaria seicentesca. La più importante piazza del centro storico è detta Delle Piane, dal nome della storica famiglia nobiliare genovese, sulla quale si affacciano, oltre all’omonimo Palazzo Delle Piane, la chiesa Collegiata e Palazzo Negroni.
  • Ville. Di particolare pregio è la tenuta La Marchesa, monumento nazionale, una villa di campagna della seconda metà del XVIII secolo inserita nel sistema dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte.
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena. Nell’oratorio di Santa Maria Maddalena si conserva un imponente Calvario composto da 21 statue lignee e da due cavalli a grandezza naturale, opera di intagliatore ignoto nonché un Compianto sul Cristo costituito da 8 figure in terracotta, entrambi risalenti alla seconda metà del Cinquecento.
  • Cimitero comunale. Nel cimitero cittadino si trovano due pregevoli opere dello scultore genovese Lorenzo Orengo, tomba Daglio e tomba Denegri.

Novi Ligure-collegiata Santa Maria Maggiore1

  • Pieve di Santa Maria. La pieve di Santa Maria è il più antico edificio religioso della città (XII secolo). Situata in posizione decentrata lungo la strada per Cassano (un tempo era infatti una chiesa campestre), ha pianta a tre navata e absidi originali. All’interno, un affresco datato 1474, dipinto da Manfredino Boxilio, raffigura l’allora signora di Novi, Oriana di Campofregoso e alcuni santi (Sant’Anna, San Giovanni e Santa Margherita).
  • Castello e mura. Il castello di Novi Ligure si trova in prossimità del centro storico. Fu per secoli l’estremo confine settentrionale della Repubblica di Genova. Costruito da Federico Barbarossa, con un recinto a pianta irregolare con la torre quadrata alta trenta metri, venne potenziato dai Visconti (1353-1392 e 1412-1447); passato ai genovesi venne ulteriormente potenziato. Fu brevemente occupato dagli austriaci nel 1746 per poi rimanere in mano genovese fino al 1797 (se si considera la Repubblica Ligure fino al 1805), poi venne smantellato dai francesi e rimasero solo la torre esistente tuttora e alcuni tratti delle mura di cinta, che delimitano oggi parte dell’ampio parco del castello.
Del sistema difensivo Novi conserva ancora un breve tratto delle mura cittadine, erette nel 1447, demolite nel 1825 e la torre alta 30 metri (visitabile) del castello, smantellato già nel XVIII secolo. In estate è possibile visitarne anche i sotterranei. Anche questo polo fa parte dei “Castelli Aperti”.

Eventi e feste

  • Concerto Madonna della NeveSimple icon time.svg 5 agosto. Concerto del Corpo musicale Romualdo Marenco.
  • Concorso Internazionale di Composizione per Banda Romualdo MarencoSimple icon time.svg inizio settembre. Istituito dal Comune nel 2002[19] e dedicato al compositore novese. Sfilate e Concerti.
  • Concorso Nazionale di Lettura Interpretativa
  • Dolci Terre di NoviSimple icon time.svg Primo fine settimana di dicembre. Istituita nel 1995[21], manifestazione annuale incentrata sulla produzione enogastronomica di Novi Ligure e del Novese, e più in generale del Basso Piemonte, si svolge nel centro fieristico “Dolci Terre”, una struttura ricavata dalla riqualificazione di un antico edificio industriale, contiguo al Museo dei Campionissimi. Ogni edizione ruota attorno ad un particolare prodotto della zona.
  • Fiera del BestiameSimple icon time.svg 25 novembre. Con particolare attenzione verso le razze locali di allevamento.
  • Fiera di Santa CaterinaSimple icon time.svg 25 novembre. Esiste dal 1607.
  • Sagra dei Ceci (in frazione Merella). Simple icon time.svg Primo week end di settembre. 
  • Sagra della Trippa (in frazione Merella). Simple icon time.svg Ultimo sabato di agosto. 
  • Concerto di Santo StefanoSimple icon time.svg 26 dicembre. Del Corpo musicale Romualdo Marenco

Cosa fare

Acquisti

Come divertirsi

Dove mangiare

Prezzi modici

Dove alloggiare

Prezzi medi

Prezzi elevati

Sicurezza

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

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Poste

Nei dintorni

  • Alessandria — Prende il nome dal papa Alessandro III e fu un caposaldo della lotta contro l’Impero. Libero Comune, fu per secoli roccaforte militare. Ha un vasto centro storico di impronta inequivocabilmente sabauda.
  • Tortona — Città di antichissima origine, fu da sempre crocevia di traffici e commerci. Il suo centro storico ha l’eleganza e la sobrietà delle città piemontesi con imfluenze lombarde.
  • Acqui Terme — La città, che pure vanta un importante passato, è ora universalmente nota soprattutto per le sue famose Terme, fra le più importanti e frequentate d’Italia.
  • Gavi
  • Volpedo — Conserva una pregevole Pieve romanica, oltre a molti ricordi del pittore Pellizza da Volpedo.

Sorgente: Novi Ligure – Wikivoyage, guida turistica di viaggio