Nei bilanci di fine stagione, brillano i risultati di un “nuovo” Vincenzo Nibal, l’exploit al Tour de France di Fabio Aru e l’immenso potenziale di Gianni Moscon, che del ciclismo italiano sarà il prossimo campione. Intanto Matteo Trentin, signore delle volate alla Vuelta, sarà capitano nelle Classiche.

Nibali: campione senza fine

Dieci anni di professionismo, cinquanta vittorie: l’ultima, bellissima, al Giro di Lombardia. Dal 2013, Vincenzo Nibali conquista ogni anno un grande giro o una Classica Monumento (Giro d’Italia; Tour de France; Lombardia; Giro d’Italia; Lombardia) e in carriera, ogni tre giorni di gara, finisce nei primi dieci. Una prova di staordinaria continuità e completezza che nel ciclismo moderno non ha eguali: Nibali è il nostro campione, la nostra certezza, il nostro unico rarissimo esemplare capace quest’anno di ripartire da capo, da capitano di una neonata formazione, e vincere ancora dappertutto.

Dalla tappa simbolo del Giro del Centenario, quella con Stelvio e Mortirolo, alla Vuelta pirenaica sul traguardo di Andorra: terzo sul podio di Milano, secondo su quello di Madrid, poi il magnifico Lombardia a sigillo di un altra stagione da protagonista e in proiezione di quella che verrà. Liegi-Bastogne-Liegi e (specialmente) i Mondiali per scalatori di Innsbruck sono già segnati in rosso: la speranza è quella di vederlo partire anche da Gerusalemme.

Fabio Aru: obiettivo cronometro

L’anno della consacrazione è iniziato troppo presto “in salita”: c’è stata una brutta caduta in ritiro e il triste forfait al Giro del Centenario che partiva, senza Scarponi angelo custode, dalla sua Sardegna. Fabio Aru s’è quindi reinventato al Tour de France con la maglia Tricolore e il suo trionfo in solitaria sulla Planche des Belles Filles farà a lungo parte del nostro migliore immaginario.

Campione d’Italia a Ivrea, protagonista di una Grande Boucle nemmeno pianificata, sofferente alla Vuelta e nell’ultima settimana italiana: il bilancio è buono e gli exploit in salita, come i celebri di Montecampione e Sestriere, da sempre spettacolari. Per vincere un grande giro però, Aru deve migliorare la sua tenuta fisica, ovvero maturare una certa costanza di rendimento, e soprattutto strutturarsi a cronometro: lui che fisicamente somiglia così tanto a Froome e Dumoulin, altrimenti destinati a dominare altre nove settimane e mezzo di ciclismo dei primati.

2017, Fabio Aru, Tour de France, Getty Images

2017, Fabio Aru, Tour de France, Getty ImagesGetty Images

Gianni Moscon: il futuro è adesso

A proposito del tempo: a 23 anni, Gianni Moscon è campione italiano a cronometro e quando attacca il pavé di Arenberg si vedono le stimmate. Tra i migliori attaccanti del Fiandre, quinto alla Roubaix, terzo al Giro di Lombardia, infaticabile gregario di Froome alla Vuelta di Spagna. Qui si parla di purismo perché Moscon è un fuoriclasse e ha già finito il suo praticantato. Certo ha vissuto momenti difficili quando è stato sospeso dalla sua squadra, il Team Sky, per un insulto razzista a Reza (Romandia), quando è stato squalificato per traino (Bergen) o denunciato da Reichenbach alla Tre Valli Varesine. Astro nascente del ciclismo mondiale, ci hanno provato fino in fondo, e ancora al Lombardia, a infangare il Trattore della Val di Non… Che schiaccia ogni triste polemica sotto i suoi cingoli tubolari.

Gianni Moscon of Team Sky

Matteo Trentin: capitano del Nord

Con 16 vittorie in tre grandi giri dopo il trionfo di Gilbert al Fiandre, la sua Quick Step ha dominato le volate regali di un anno che consacra Matteo Trentin re veloce della Vuelta. Quattro traguardi rossi – Tarragona, Murcia, Tomares e Madrid – e un’altra Parigi-Tours di commiato per passare a una nuova vita da capitano: sarà il leader della Orica-Scott alla conquista del Nord contro i suoi antichi generali. Cresciuto alla corte di Tom Boonen, a ventott’anni, in sella a una bici, si diventa grandi e Trentin ha la stoffa del campione, serbando nel suo telaio i segreti dei signori delle classiche.

Sorgente: Un anno di ciclismo all’Italiana e quello che verrà: Nibali, Aru, Trentin, Moscon – Ciclismo – Eurosport