Leggere i commenti sotto gli articoli che riportano la testimonianza di Asia Argento è, semplicemente, rivoltante.

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La Argento ha rivelato alla testata americana New Yorker, insieme a molte altre attrici, di aver subito violenze da produttore di Hollywood Harvey Weinstein, protagonista in questi giorni di uno dei più grossi casi mai visti di molestie e abusi sessuali nel mondo dello spettacolo, pari forse solo al caso recente di Bill “papà Robinson” Cosby.

Le testimonianze contro Weinsten vanno da personaggi poco noti fino a star del peso di Angelina Joyle e Gwyneth Paltrow e ora il muro di silenzio intorno a lui, proprio come nel caso di Bill Cosby, si sta rapidamente sgretolando. Licenziato dalla sua stessa casa di produzione, mollato dalla moglie, abbandonato da amici e potenti che lo frequentavano (tipo gli Obama), Weinsten dovrà affrontare la giustizia. Vedremo come andrà a finire.

Tornando in Italia invece, il caso Weinsten è diventato improvvisamente rilevante dopo la dichiarazione della figlia di Dario Argento. Gli articoli dedicati al caso e condivisi poi sui social network sono al momento infestati, sì la parola giusta è infestati, da commenti e battute che come al solito criminalizzano la vittima e trovano ogni scusante per il carnefice.

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L’attrice è quindi (cito testualmente): “una zoccola”,” una troia”, “una a cui piace il cazzo”, una che non ha talento e quindi ha voluto scopare in giro per fare carriera, una che si sveglia solo ora perché le conviene, una a cui in realtà piaceva fare marchette e quindi di cosa si lamenta, una che doveva ringraziare perché è pure brutta, una che di sicuro sta inventando la storia, una che vabbeh non lo sai come gira il mondo. Potrei andare avanti per ore.

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In questo post trovate una selezione dei commenti visti in giro, firmati con nome e cognome, speso salutati da reazioni di accordo di altri utenti e lasciati sotto pagine pubbliche con centinaia di migliaia di follower. Tutti commenti di veri maschioni italiani? No, almeno a giudicare dai nomi e immaginando di non aver incrociato decine di fake, sono rimasto stupito dal numero di commenti femminili altrettanto se non più aggressivi.

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Poche, ma presenti, le voci contrarie, di chi cerca di spiegare chi in questa storia è la vittima e di come sia complesso denunciare una violenza di questo tipo per paura, vergogna, timore di perdere quello che si ha o di restare isolati. Fiato sprecato contro questo esercito di idioti da tastiera.

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