Intervistato da Marca, Rafael Nadal tocca diversi aspetti del suo essere tennista e numero 1 del mondo, ma il momento più interessante è sicuramente quando parla del suo rapporto con Roger Federer, eterno rivale al di là della rete, ma compagno di squadra empatico durante la Laver Cup che hanno giocato insieme nel Team Europa contro il resto del mondo.

 

” Siamo rivali, ma stavamo giocando una competizione a squadre. So che è diverso, però sono stato rivale anche di David Ferrer per molti anni e ho giocato con lui la Coppa Davis; indipendentemente da tutto, con lui ho una relazione fantastica. Quando giochi in una squadra, giochi in una squadra e bisogna saper tenere separate le cose. So già che quando si vivono tutte le situazioni che abbiamo vissuto io e Federer in campo ci sono momenti di pressione, di tensione e c’è una rivalità per colpa della quale, in quei momenti, non vuoi condividere una serie di cose con l’altro. […] Se tornerò ad affrontarlo, sarà tutto come sempre, però sinceramente bisogna imparare ad apprezzare i rivali e credo che questo sia qualcosa che abbiamo sempre fatto per tutta la nostra carrriera. E credo che grazie a questo siamo stati un buon esempio di sportivi per aver saputo vivere e capire la competizione nella maniera giusta, perché un certo titpo di atteggiamenti non aiutano e sono negativi per la gente e per i giovani che ci stanno guardando. Federer e io siamo stati un buon esempio di condotta e di educazione in questo senso. […] Il fatto di aver condiviso una competizione come quella, innovativa e che ha avuto un grande risalto, ci ha resi più uniti. Anche giocare il doppio e quello che ha significato per noi e per il mondo del tennis è stato un momento indimenticabile. Quando capitano questi episodi, ti senti più vicino all’altro.”

Si parla anche del fatto che perdere è faticoso, ma che dopo un po’ stanca anche vincere:

” Chiaramente perdere stanca di più ed è più frustrante di altre cose. Però anche vincere stanca. […] Il tennis è uno sport in cui molte volte le partite si decidono in pochissimi punti durante i quali si determina se stai per vincere o per perdere. E a tutti noi stanca la routine, i nostri calendari sono lunghi e per restare in cima al ranking devi rimanere concentrato tutte le settimane in cui giochi. […] Però, per essere onesti, la ricompensa – almeno la mia – è molto più soddisfacente di qualunque stanchezza io possa sentire. E non mi riferisco ai titoli, ma ai riconoscimenti generali della gente, al sentirsi amato e circondato da tante persone. Sono sensazioni difficili da poter spiegare, però garantisco che compensa tutti gli sforzi e i sacrifici di una vita.

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