Con la legge elettorale a metà cammino e la manovra ormai alle porte, il Parlamento sente vicina la fine della legislatura e in molti, anche nella maggioranza, ormai considerano conclusa l’attività legislativa.    Ma sono ancora molte – non da ultimo quella sullo ius soli richiamata ancora oggi dal premier Gentiloni – le leggi in “lista d’attesa” che sperano di poter veder la luce pur nella consapevolezza che per loro la strada è tutta in salita.    IUS SOLI – Nonostante il rinnovato impegno a mettervi mano da parte del premier, la legge sulla cittadinanza registra inalterati i dubbi manifestati da Alternativa Popolare, che più volte ha fatto sapere di non essere disposta a votare il testo senza ulteriori modifiche. E così, nonostante il pressing delle sinistre e delle piazze, resta difficile prevedere se il disegno di legge riuscirà a incassare l’ok definitivo del Parlamento, tenendo conto anche dei numeri sempre in bilico al Senato e del fatto che la finestra per esaminare il provvedimento è condizionata dai tempi di approvazione della legge di Bilancio.    LEGALIZZAZIONE CANNABIS – Tra i provvedimenti più a rischio di “congelamento” in questa Legislatura c’è la legalizzazione della cannabis ad uso terapeutico, il cui approdo in Aula alla Camera è fissato per martedì prossimo. Il testo, su cui si abbattono veti incrociati, rischia però di bloccarsi in commissione Bilancio per effetto della relazione tecnica depositata dal governo e che prevede una spesa aggiuntiva di 12 milioni per fare fronte alla maggiore produzione di cannabis da parte dell’Istituto farmaceutico militare di Firenze al fine di soddisfare il fabbisogno a livello nazionale. Una stima di costi che potrebbe portare allo stop da parte della Commissione Bilancio. VITALIZI- Il provvedimento è fermo in commissione Affari costituzionali di palazzo Madama che sta svolgendo audizioni sul tema dopo il sì della Camera alla revisione dell’emolumento per i parlamentari. Il M5s accusa il Pd di voler affossare la legge.    In un tweet di fine settembre Di Maio ha detto che il testo è da settimane fuori dal calendario dell’Aula del Senato: “Pd e altri vogliono insabbiare la legge. Il loro sì alla Camera era solo un bluff”. Il ministro Boschi ha replicato affermando che il provvedimento rappresenta un segnale rilevante e importante ma che ora ci sono altre priorità.    BIOTESTAMENTO – Situazione simile per il biotestamento su cui si discute da anni. Il provvedimento è incagliato alla Commissione Santità del Senato e la polemica è di questi giorni dopo che la ministra Fedeli ha detto di non essere ottimista sulla approvazione per ragioni di tempo: “va fatta maturare molto di più la discussione sul fine vita”, ha spiegato il ministro. Per superare la situazione di stallo è stato proposto che la relatrice si dimetta e il provvedimento vada in Aula senza relatore, in modo che ciascun Senatore possa decidere se approvare o respingere il testo senza modifiche.

Sorgente: Leggi in lista d’attesa, ma manovra forse è ultima – Politica – ANSA.it

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