Icardi é un top player e l’Inter di Spalletti sembra vivere una di quelle stagioni in cui tutto gira per il meglio. Il Milan non ha ancora i suoi leader e i sicuri titolari. Montella ha giá perso tanto tempo: siamo a metá ottobre e la classifica “piange”.

1 – Milan e Montella: la classifica piange e gli esperimenti continuano

12 punti dopo otto giornate. Come il Chievo. Ben sette di ritardo dalla zona Champions, addirittura 12 dal primo posto. I risultati non sono dalla parte del Milan in questo inizio di stagione. Le candidature estive sono già dimenticate. I rossoneri rischiano, al di là delle parole serene di Fassone e Montella, di ripercorrere un’altra annata decisamente negativa. Passando dalle promesse alle “cose formali”, le debacle iniziano ad essere troppe. Terzo ko di fila e un Montella ancora alla ricerca del suo 11 ideale. Il Milan ha reso molto di più nel secondo tempo del derby con due punte vere e Suso libero di svariare che nel primo tempo col 3-5-2 e lo spagnolo seconda punta. Squadra scollegata, poco compatta e con una difesa a tre che continua ad incassare gol (sono 13, tanti, troppi). Siamo a metà ottobre e non abbiamo ancora compreso chi è il Milan e quanto vale. O forse lo abbiamo già capito troppo presto.

2 – Per chi non ne fosse ancora convinto: Icardi è un top player

Negli anni ne abbiamo sentite di tutti i colori. “Non segna alle grandi”, “Non è decisivo nelle partite che contano”, “Non è un leader”, “Non partecipa al gioco”. I millintatori di conoscenza calcistica teorica devono farsene una ragione. Mauro Icardi è un top player, ha solo 23 anni e continua a dominare in ogni area di rigore. Un centravanti potente, completo, affamato, preciso, che negli ultimi 10 metri raramente sbaglia. La tripletta nel derby lo consacra ancora di più negli annuari nerazzurri. Il rigore al 90′ pesava come un macigno e lui l’ha trasformato in modo impeccabile. Essere leader significa anche questo.

Inter - Milan - Icardi - 2017

Inter – Milan – Icardi – 2017Getty Images

3 – Bonucci e Biglia: i leader estivi non sono ancora leader del Milan

Dovevano essere i due uomini di esperienza, i due equilibratori, i collanti in grado di rendere il Milan compatto e ordinato. Sono stati presi per fare la differenza. Leonardo Bonucci ha giocato un derby insufficiente, palesando ulteriori amnesie in questo inizio di stagione molto incerto. Lucas Biglia non riesce a garantire quella copertura necessaria per equilibrare un Milan troppo spesso colpito in ripartenza. L’impostazione, viste le doti di entrambi, è molto più deficitaria di quello che si potesse immaginare. Insomma, dove sono i due leader del Milan? Chi prende per mano da questa situazione la squadra rossonera e la trascina dove tutti auspicavano in estate?

4 – Spalletti e la sorte favorevole: pare un anno buono per l’Inter

Un altro gol nel finale, una vittoria dopo un secondo tempo sottotono che proietta l’Inter a solo due punti dal Napoli capolista. Sette vittorie e un pareggio, pur avendo già incontrato RomaFiorentina e Milan. L’Inter pare in una di quelle stagioni molto positive, in cui le cose girano nel verso giusto e i risultati (vedi Crotone, Genoa o appunto, derby) arrivano sempre e comunque. Spalletti ha portato entusiasmo e mentalità, la squadra gioca per vincere. Difficile pronosticare ora come finirà, ma già dopo otto giornate possiamo dire che sarebbe sorprendente non vedere l’Inter tra le prime quattro della classifica a fine stagione.

5 – Vecino può essere il vero colpo dell’Inter

Una nota di merito per Matias Vecino. Ha giocato una grande partita, un derby da protagonista, esternando anche doti da “centrocampista box to box”, termine che tanto gasa telecronisti e addetti ai lavori. Utile, versatile, atleticamente superbo, intelligente. Potrebbe rivelarsi uno degli affari del mercato nerazzurro. 24 milioni (pagabili in due tranche) per un ventiseienne che può crescere, sotto la sapiente guida di Spalletti, ancora molto.

Sorgente: Le cinque verità che ci ha lasciato il derby Inter-Milan – Serie A 2017-2018 – Calcio – Eurosport

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