Quattro nomi, quattro compagini da non sottovalutare. Gli Azzurri stanno per conoscere il loro destino: ecco tutto quello che dovete sapere per arrivare preparati al verdetto dell’urna di Zurigo.

È un giorno molto importante per l’Italia che oggi conoscerà la sua avversaria negli spareggi per il Mondiale di Russia 2018. La vittoria contro l’Albania ha garantito agli Azzurri un posto tra le teste di serie nell’urna di Zurigo, dove a partire dalle ore 14 verrano svelati gli accoppiamenti. Le partite d’andata si giocheranno tra il 9 e l’11 novembre, quelle di ritorno tra il 12 e il 14 novembre: in palio ci sono gli ultimi 4 pass europei per la competizione più ambita. Con l’Italia (15esima nel ranking FIFA) nell’urna A saranno inserite Svizzera (11), Croazia (18) e Danimarca (19). L’altra urna sarà composta da Irlanda del Nord (23), Svezia(25), Irlanda (26) e Grecia (47). Andiamo a conoscere dunque le possibili avversarie della Nazionale di Ventura.

Irlanda del Nord

  • La formazione: il ct O’Neill tende a modificare lo schieramento tattico del proprio undici di partenza a seconda delle caratteristiche dell’avversario di turno, ma ultimamente, eccetto la sfida contro la Germania, sembra aver trovato un assetto affidabile con il 4-3-3: McGovern; McLaughlin, McAuley, Evans, Brunt; Norwood, Evans, Dallas; Washington, Lafferty, Magennis.
  • Il ct: Michael O’Neill ha guidato i nordirlandesi a uno dei migliori risultati della loro storia, raggiungendo gli ottavi di finale a Euro 2016, alla loro prima partecipazione assoluta.
  • La stella: Jonny Evans, ex difensore del Manchester United attualmente in forza al West Brom, pilastro di un reparto solido. Da non trascurare nemmeno Kyle Lafferty, autore di 11 reti in Serie B con la maglia del Palermo nella stagione 2013-2014.
  • Il punto di forza: la difesa come raccontano i soli 6 gol subiti in 10 partite. Fisicità e calci da fermo, come impone il calcio britannico, sono le altre armi insieme alla bolgia del pubblico di casa. Attenzione anche alla cabala: l’Italia è in vantaggio nei precedenti (6 vittorie in 9 confronti) ma l’unico ko brucia. A Belfast, nel 1958, l’Irlanda del Nord vinse per 2-1 e si qualificò ai Mondiali svedesi ai danni degli Azzurri di Alfredo Foni. Ad oggi quella è l’unica volta che la Nazionale non partecipò alla fase finale.
  • Il punto debole: il reparto offensivo. 12 gol in 10 partite sono pochi e lontano dalle mura amiche la squadra è meno arrembante. Anche la tradizione a livello internazionale non è esaltante, come dimostrano le sole 3 presenze ai campionati del mondo ottenute nella storia.
Irlanda del Nord, qualificazioni Mondiali

Svezia

  • La formazione: 4-4-2 collaudato: Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Durmaz, Larsson, Johansson, Forsberg; Toivonen, Berg
  • Il ct: Jan Andersson ha avuto il merito di portare in nazionale maggiore tanti elementi capaci di vincere il titolo Under 21 nel 2015. Un nuovo corso necessario dopo l’addio di Ibrahimovic.
  • La stella: senza Ibra il trascinatore è Marcus Berg, autore di 8 gol nella fase a gironi. Dopo aver giocato in Europa principalmente per Amburgo e Panathinaikos si è trasferito in questa stagione negli Emirati Arabi, per vestire la casacca dell’Al-Ain. Va tenuto in considerazione anche il fantasista del Lipsia Emil Forsberg, che dopo l’esplosione della scorsa stagione con la compagine tedesca, sta diventando sempre più determinante anche in nazionale. Infine, occhio a Lindelof, in forza al Manchester United.
  • Il punto di forza: la Svezia è una squadra fisica, segna molto e subisce poco (26 gol fatti contro 9). Ha fatto fuori l’Olanda (in virtù di una migliore differenza reti) e battuto anche la Francia nelle qualificazioni. Ora sogna di tornare ai Mondiali per la prima volta dal 2006 per la 12esima qualificazione. Il miglior risultato è la finale del 1958 (persa in casa contro il Brasile di Pelè).
  • Il punto debole: la qualità media è buona, ma non c’è un fuoriclasse. Il ricordo dell’Europeo del 2004 è sempre fresco: la Svezia, dopo aver pareggiato 1-1 con l’Italia, pareggiò pure con la Danimarca per 2-2, nell’ultima giornata dei gironi eliminando gli Azzurri con il celebre ‘biscotto’ scandinavo. Sono 23 i precedenti: 11 le vittorie nostrane, 6 i pareggi e altrettante le vittorie dei gialloblù.
Svezia, qualificazioni Mondiali

Irlanda

  • La formazione: 4-4-2 e 4-3-3 sono i moduli di riferimento: Randolph; Christie, Duffy, Clark, Ward; Brady, Meyler, McClean; S. Long, Murphy, O’Dowda.
  • Il ct: Martin O’Neill ha guidato i suoi alla qualificazione ai playoff nell’ultima giornata, battendo per 0-1 il Galles, a Cardiff, orfano dell’infortunato Gareth Bale. E’ su questa panchina dal 2013.
  • La stella: Shane Long, attaccante del Southampton, non è sceso in campo nel match contro il Galles per infortunio, ma resta un punto fermo per la sua esperienza.
  • Il punto di forza: l’Eire subisce pochissimo e ha chiuso il girone come una delle migliori difese di tutte le qualificazioni (6 gol subiti). Christie, Duffy, Clark e Ward sono sempre stati schierati dal primo minuto nelle ultime 4 uscite e rappresentano una cerniera difficile da superare. L’Irlanda è rimasta imbattuta nelle gare in trasferta (3 vittorie e 2 pareggi) conquistando ben 11 dei 19 punti totali nel suo girone.
  • Il punto debole: l’attacco. McClean con 4 gol all’attivo è il miglior realizzatore e non è una punta. Dietro di lui c’è Murphy con 3 realizzazioni. In totale l’Irlanda conta solamente 3 presenze ai campionati del mondo e manca una qualificazione a questo torneo dal 2002. L’Italia è in vantaggio nei precedenti (8 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte) ma dal 1994 in poi si è trattato sempre di sfide toste (doppio pareggio nelle qualificazioni ai Mondiali del 2009).
EIRE, qualificazioni Mondiali

Grecia

  • La formazione: 4-4-2 con poche varianti. A centrocampo il punto di riferimento è diventato in pochi mesi il portoghese naturalizzato greco Zeca e in difesa tutto ruota attorno a Manolas. Solitamente viene affiancato da Sokratis Papastathopoulos: Karnezis; Tzavellas, Papastathopoulos, Manolas, Torosidis; Stafylidis, Tziolis, Zeca, Mantalos; Fortounis, Mitroglou.
  • Il ct: Michael Skibbe ha inserito tanti giovani nella rosa della squadra puntando tutto sull’unione del collettivo. Il suo sogno è portare la Grecia alla quarta partecipazione al Mondiale dopo il disastro della mancata qualificazione agli ultimi Europei.
  • La stella: Kostas Mitroglu, trascinatore nelle qualificazioni con 6 gol. L’altro baluardo è Kostas Manolas. I precedenti sono favorevoli all’Italia (5 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta) ma le due squadre non si incontrano dal 2008.
  • Il punto di forza: la forza del gruppo e lo spirito di tante vecchie conoscenze del nostro campionato come Torosidis, Karnezis e Tachtsidis, gente che sa soffrire. La Grecia è stata l’unica a costringere il Belgio al pareggio nel girone (1-1 a Bruxelles). Un altro fattore è il campo: sarebbe una trasferta calda.
  • Il punto debole: la qualità media è bassa, i due blocchi fondamentali provengono da Olympiakos e AEK Atene. Tra le otto nazionali che hanno ottenuto l’accesso ai playoff la compagine greca è quella che si trova in posizione più bassa nel ranking FIFA con la sua 47esima posizione. Non va comunque sottovalutata perché ha eliminato la Bosnia. Ha partecipato come l’Irlanda per 3 volte a un campionato mondiale e il risultato più importante è stato raggiunto proprio nella scorsa edizione in Brasile (ko agli ottavi contro il Costa Rica ai rigori).
Grecia, qualificazioni Mondiali

Sorgente: Italia, è l’ora del sorteggio: guida completa alle possibili avversarie – Qualificazioni Mondiali Europa 2018 – Calcio – Eurosport