Marcus Berg festeggia coi compagni,. Afp

Marcus Berg festeggia coi compagni,. Afp

Togliamoci subito il pensiero, e partiamo dai passaggi obbligati di ogni “ritratto” della Svezia: il biscotto, l’Ikea, Ibrahimovic. Il primo (datato 2004) non rischiamo di dimenticarcelo, ogni tifoso azzurro lo ricorderà a Ventura e i suoi; il secondo non c’entra nulla col calcio, ma aspettatevi striscioni e battute fino al 14 novembre; il terzo non c’è più, essendosi ritirato dalla nazionale, ma senza Ibra non sono scese le tenebre, sulla squadra di Janne Andersson, ex giocatore di pallamano che si è guadagnato la panchina gialloblù col Norrköping.
CAMMINO IN ATTACCO — Ha fatto paura alla Francia fino all’ultimo turno, questa Svezia “proletaria”, senza star che agitino il mercato e i social: l’ha battuta in casa, a Solna (2-1) ed ha chiuso a 4 punti di distanza, complice la sconfitta nell’ultimo turno contro l’Olanda, vittima illustre che aveva già praticamente eliminato grazie alla goleada di qualche giorno prima col Lussemburgo (8-0, quattro gol di Berg). Gioca con un 4-4-2 quadrato e fisico: tanti centimetri e tanta corsa, un attacco prolifico e una difesa non imperforabile. Ha chiuso il girone di qualificazione con 26 reti, sesto miglior attacco di tutta la zona Uefa. Meglio hanno fatto solo Germania, Belgio, Spagna, Portogallo e Polonia (i grandissimi, o le squadre dei grandissimi bomber, Ronaldo e Lewandowski), noi ci siamo fermati a 21, cinque in meno. Nel ranking Fifa è 25ª, il campionato ha già un padrone, il Malmoe: ma conta poco perché i nazionali giocano quasi tutto all’estero.
SVEZIA: 4-4-2
Allenatore: Andersson
  • OLSEN
    (COPENAGHEN)
  • AUGUSTINSSON
    (WERDER)
  • GRANQVIST
    (KRASNODAR)
  • LINDELOF
    (MANCHESTER UTD)
  • LUSTIG
    (CELTIC)
  • FORSBERG
    (LIPSIA)
  • LARSSON
    (HULL)
  • JOHANSSON
    (AEK)
  • CLAESSON
    (KRASNODAR)
  • TOIVONEN
    (TOLOSA)
  • BERG
    (AL AIN)
Ranking Fifa: 25ª. Precedenti: 23 G , 11 V, 6 N, 6 P
LE STELLE — Il giocatore più imprevedibile e di maggior classe è Emil Forsberg, classe 1991, rivelazione della scorsa Bundesliga, tanto da finire nella squadra ideale grazie ai 22 assist e gli 8 gol. E’ una sorta di regista esterno, grazie alla capacità di trovare filtranti e cross per le punte: nel suo passato anche hockey ad alto livello e rumour di mercato che lo avvicinavano al Milan. Tocca a lui rifornire le punte: Toivonen titolare al Tolosa, in Francia, e Marcus Berg. Il centravanti a luglio è passato all’Al Ain, che negli Emirati Arabi è un colosso, paga bene, ma non è forse il top per preparare un sfida all’Italia. In realtà “Black Marcus” in questo autunno si è dimostrato piuttosto “caldo”. John Guidetti, per anni erede designato di Ibra, si è un po’ involuto e ha perso il posto da titolare.
La Svezia prima della Bielorussia (In piedi: Marcus Berg, Christoffer Nyman, Jakob Johansson, Victor Lindelof, Andreas Granqvist e Robin Olsen. Accosciati: Mikael Lustig, Sebastian Larsson, Emil Forsberg, Jimmy Durmaz and Ludwig Augustinsson) Afp

La Svezia prima della Bielorussia (In piedi: Marcus Berg, Christoffer Nyman, Jakob Johansson, Victor Lindelof, Andreas Granqvist e Robin Olsen. Accosciati: Mikael Lustig, Sebastian Larsson, Emil Forsberg, Jimmy Durmaz and Ludwig Augustinsson) Afp

DIFESA E “ITALIANI” — In difesa ci sarebbe l’uomo più caro della Svezia, Victor Lindelof. Ventitré anni, centrale, in estate è stato pagato 35 milioni dal Manchester United al Benfica, ma Mourinho dopo averlo provato in Supercoppa Europea praticamente non l’ha più fatto giocare. Al suo fianco una colonna venuta dal passato , Granqvist (visto anche a Genoa), che tira pure i rigori ed è capitano. In porta c’è Olsen, buon numero 1 del Copenaghen, in rosa anche i bolognesi Kraft e Helander, Rodhen del Crotone, Armenteros del Benevento (1 presenza).
PRECEDENTI — Nei ventitré precedenti li abbiamo battuti 11 volte, l’ultima all’Europeo 2016 (1-0, gol di Eder), negli ultimi cinque confronti non abbiamo mai perso (4 vinte, un pari), l’ultimo ko è datato 1998 (amichevole a Goteborg). La Svezia è andata ai Mondiali 11 volte, ma non si è qualificata nelle ultime due edizioni (con Ibra). Ha giocato in passato tre playoff, vincendone uno (noi 1 su 1, contro la Russia per Francia 1998): battuta l’Austria in gara secca (2-1) per Germania 1974, sconfitta con la Svizzera (sempre gara secca in campo neutro 2-1) per cile 1962 e k.o. con 4-2 complessivo col Portogallo per Brasile 2014. Due incroci fra azzurri e svedesi nella fase finale: vittoria scandinava nel 1950, successo italiano nel 1970.

Sorgente: Svezia, senza Ibra comanda Granqvist. E i gol