E’ una Roma bella quasi da impazzire. Quasi, perché il colpaccio a Fulham Road è un’idea soltanto accarezzata, sfiorata. Il terzo turno del gruppo C di Champions League regala uno spettacolare 3-3 tra il Chelsea e i giallorossi: partitissima, aperta e piena di ribaltoni. I campioni d’Inghilterra partono forte e poi sudano freddo: a salvare il primato nel girone di Conte ci pensa Hazard, mentre la Roma mantiene i 3 punti sull’Atletico fermato dal Qarabag e resta a -2 dalla vetta.
Doppietta per un super Dzeko. Getty Images

Doppietta per un super Dzeko. Getty Images

CON GERSON — La mossa a sorpresa di Di Francesco è Gerson: il brasiliano parte titolare sul lato destro dell’attacco a Stamford Bridge, come gli accadde allo Stadium di Torino nella scorsa stagione. Prima e dopo queste due apparizioni nei big match, praticamente il nulla: i 18,5 milioni del suo cartellino s’erano frammentati tra tribuna, panchina, Primavera e spiccioli di campionato e coppe. Le altre scelte, come Gonalons invece di De Rossi a centrocampo, stupiscono meno. Più interessante, allora, guardare in casa Chelsea, dove Morata ritrova il suo posto in attacco e dove un Conte particolarmente “edilizio” erige due muri davanti a Courtois: Fabregas-Luiz-Bakayoko la prima linea, Azpilicueta-Christensen-Cahill la difesa.
ZAPPACOSTA UNICO ITALIANO — La Roma ha il merito di trovare le crepe. A sinistra, i giallorossi sfondano con Perotti in avvio di gara (destro di poco alto) e Kolarov prima dell’intervallo: il sinistro vincente del serbo rimette in piedi la situazione, perché intanto il Chelsea è già andato a segno due volte. Di Luiz, con la collaborazione di Fazio e Juan Jesus, il destro dell’1-0 all’11’. Di Hazard, al 37′, il raddoppio: Fazio devia un tiro di Morata e il belga è fortunato nel trovarsi a posto giusto. A proposito di belgi: Courtois vince il duello con Nainggolan nella migliore occasione romanista, gol a parte. Per un pizzico di Italia sul terreno di gioco, invece, bisogna guardare a Zappacosta: curiosamente, l’ex granata è l’unico italiano tra i 22 di partenza.
IL MORSO DEL DZEKO — L’avvio di ripresa della Roma è intenso, Conte toglie Luiz (che la prende male) e mette Pedro. Non basta, perché quelli in maglia bianca insistono, prendono sempre più coraggio, ci provano e ci riprovano. Finché un lampo squarcia la notte di Londra e fa tuonare il popolo giallorosso in pellegrinaggio al Bridge: è il sinistro al volo di Dzeko, è il gioiello del 2-2, un bolide potentissimo sull’invito morbido di Fazio. Neanche il tempo di riprendersi, di dare una dimensione alla doppia rimonta giallorossa, ed ecco che l’impresa assume contorni da leggenda: ancora Dzeko, ancora Kolarov stavolta con l’assist, colpo di testa di Edin e 3-2. Chelsea ribaltato, Conte tesissimo.
GRAN FINALE — I fuoriclasse, però, si vedono nel momento più difficile. Eden Hazard appartiene a questa categoria. Lo trova di testa, il prezioso 3-3, lui che un gigante proprio non è. C’è ancora un quarto d’ora, un ultimo sesto di gara in cui le squadre, come pugili stanchi ma vivi, se le danno calcisticamente di santa ragione. Dzeko e l’ex Rüdiger hanno il colpo del k.o. sulla testa, ma nessuno va al tappeto. Giusto così, alla fine: è un buon punto per tutti.

Sorgente: Champions, Chelsea-Roma 3-3. Hazard salva Conte,

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