I più recenti dati sulla qualità dell’aria che respiriamo in Europa, forniti dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) per fotografare i cieli delle 28 nazioni che si riconoscono nella bandiera dell’Unione sono al contempo fonte di fiducia e desolanti. Se, infatti, la situazione generale indica una maggiore pulizia atmosferica rispetto agli anni passati, è ugualmente vero che si registra ancora la morte prematura di circa 500 mila persone a causa dell’inquinamento ambientale e che in alcuni Paesi la situazione è peggiorata rispetto agli anni precedentemente presi in esame. E tra i peggiori, sfortunatamente, c’è anche l’Italia.Il rapporto Air quality in Europe 2017 dell’EEA per il 2014 (anno su cui si basa l’indagine), appunto, ferma il conteggio dei decessi nel continente con meno di 65 anni a 520.400 unità, mentre il calcolo ristretto ai soli Paesi membri dell’Unione è di 487.600 morti. Il bilancio è comunque leggermente migliore di quello reso noto nel 2016 e riferito al 2013, in cui si computavano 550 mila decessi per inquinamento come somma delle 28 nazioni dell’UE.Lo studio prende in esame la presenza nell’aria di diversi tipi di polveri sottili, come la PM 2,5 (con un diametro inferiore a 2,5 micrometri), ma anche il diossido di azoto – sempre più mortale – oltre all’ozono. “Le polvere sottili continuano a uccidere” ha commentato il direttore della EEA, il belga Hans Bruyninckx. “Non dovremmo più accettare un simile costo legato all’inquinamento atmosferico” ha concluso poi l’esperto a corredo dello studio.L’Italia, tra l’altro, è tra gli Stati che pagano il prezzo più alto: se il Paese che detiene il record di decessi causati dalla scarsa qualità dell’aria è la Germania (con 81.160 unità nel 2014), il Belpaese si piazza al secondo posto, coi suoi 79.820 defunti. Il terzo classificato, il Regno Unito, è decisamente staccato da noi, arrivando a contare 52.240 decessi. Tenendo invece in considerazione il rapporto tra morti e numero di abitanti per Paese, a pagare il tributo più alto è la Polonia.In Italia, del resto, spesso e volentieri la norma sui limiti massimi per le polveri sottili non viene rispettata, ma per una volta a essere messo peggio è il Nord del Paese, a causa della maggiore concentrazione di industrie, agglomerati urbani e traffico automobilistico.Benché il rapporto prenda in esame il 2014, gli analisti dell’Agenzia sottolineano anche come nell’anno successivo il 7% della popolazione urbana che vive all’interno dell’Unione Europea sia stato esposto a livelli di concentrazione di PM 2,5 superiore al limite consentito (che è di 25 microgrammi di media annuale). Tuttavia, se si prende in considerazione la soglia ben più rigida fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità (ovvero 10 microgrammi), la percentuale sale vertiginosamente fino all’82%. Insomma, di anno in anno si registrano piccoli progressi, ma sembrano essere ancora del tutto insufficienti.Electrify the World è un’iniziativa di Nissan. Come pioniere nel campo dei veicoli elettrici, Nissan crede che si debba agire subito per avere un futuro più sostenibile. Scopri di più su smart living e sostenibilità.

Sorgente: Ogni anno in Europa l’inquinamento uccide 500 mila persone. E l’Italia è tra i posti peggiori