Per titolo ha scelto ”Equilibrium”. ”Ma non pensate a niente di New Age anni ’80 – avverte – Il meglio di me nella vita l’ho dato proprio quando ho perso l’equilibrio, quando mi sono sbilanciato”. Così Giovanni Allevi, il talento più rock della musica classica contemporanea, racconta il suo ritorno, alla musica e ”alla luce”, condensato in ”Equilibrium”, nuovo doppio album sinfonico, in uscita il 20 ottobre. Un lavoro idealmente e fisicamente diviso in due parti: il Cd1 con 10 tracce, introspettive e intense, di cui 5 eseguite da Allevi al pianoforte solo e 5 accompagnato dagli Archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana; e il Cd2, totalmente diverso, con il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1, in tre movimenti, per la prima volta scritto per un altro pianista, il virtuoso americano Jeffrey Biegel, che lo esegue sotto la sua direzione.”Un album che è un po’ una follia, perché è il risultato di un periodo di isolamento su un’isola nell’Atlantico e poi dell’operazione agli occhi a giugno scorso – racconta Allevi all’ANSA – Due momenti diversi, ma in realtà simili: sull’isola ero andato per cercare il silenzio, fare esercizi, disintossicarmi dal web. Insomma per trovare un equilibrio, anche fisico, che però – ride – non è arrivato. Ma ho iniziato a scrivere la mia musica”. Poi, all’ultima data del tour in Giappone, il distacco della retina e l’operazione d’urgenza. ”Il mio periodo al buio – ricorda – Ho dovuto affidarmi ad altre facoltà come il tatto l’udito, l’olfatto, l’intuito in generale. Il brano Scent of you è stato scritto in questa nuova dimensione. Ma in tutto l’album aleggia una grande libertà d’espressione, di spazio”. Come in Flowers con la sua ritmica insolita in 7/8 e il vidoeclip animato da Marco Pavone, con una danza di fiori tra cui si riconoscono un urlante Trump e uno ”spara semi” dagli occhi a mandorla come Kim Jong Un. Ma in questi mesi c’è stato anche l’incontro, quasi da film, con Biegel, il maestro americano che vanta collaborazioni con Leonard Bernestein e Keith Emerson, rimasto fulminato da uno spartito di Allevi dimenticato da un allievo in aula a Brooklyn. ”Mi ha cercato per mail- racconta Allevi – Ero così felice che di slancio gli ho promesso un intero concerto per pianoforte per lui. Poi mi ha preso il panico. Non lo avevo mai fatto per nessuno”. Dopo mesi di mail, i due si sono incontrati a Milano per registrare l’album. Torneranno insieme ancora una volta per l’apertura dell’Equilibrium Tour (più di 20 date in tutta Italia fino ad aprile): il 15 novembre al Teatro dal Verme di Milano, con 60 elementi dell’Orchestra Sinfonica Italiana, Biegel al piano e il Maestro Jeffrey Reed sul podio nella prima parte per il Concerto n.1; e, nella seconda, Allevi con gli altri nuovi brani.Tra questi, anche No words, composta il 25 agosto 2016, il giorno dopo il terribile terremoto del centro Italia. ”Quella notte ero ad Ascoli Piceno con la mia famiglia – racconta – Una paura fortissima, interi paesi distrutti e centinaia di vite spezzate. Tutti luoghi e persone dove ho vissuto le estati della mia infanzia. Si rimane senza parole. Poi arriva il dolore davanti alla natura che diventa matrigna”. Allevi lo racconta con un pianoforte ”veloce come la scossa tellurica, mentre agli archi è affidato un grido sempre più intenso. Sull’ultima nota del brano, però – dice – c’è un accordo in Mi maggiore: è una speranza verso il futuro”. Ma alla fine dell’album, Allevi ha trovato il suo equilibrio? ”No e ne sono orgoglioso – ammette – L’equilibrio è un ideale cui dobbiamo tendere. La nostra esistenza si barcamena fra mille forze contrastanti che ci tirano da una parte all’altra e arriviamo la sera esausti. Per me è questo l’equilibrio, riuscire comunque a rimanere in piedi, sul surf tra le onde della vita”.

Sorgente: Allevi, torno in cerca di Equilibrium – Musica – ANSA.it