Potrebbe esserci un’altra idea all’orizzonte, oltre la mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi, nellaprolifica creatività di Christo. Lo afferma lui stesso, ma aggiunge: “Non ve le racconto”.

Potrebbe esserci un’altra idea all’orizzonte, oltre la mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi, nella prolifica creatività di Christo. Lo afferma lui stesso, ma aggiunge: “Non ve le racconto”. A Torino per la laurea ad honorem conferitagli dall’Università, nel ringraziare la platea accademica, ricorda sua moglie Jean-Claude, morta 8 anni fa: “Mi ha detto lavora molto e io lo faccio”. D’altra parte – osserva – gli artisti “non vanno mai in pensione, muoiono, ma non vanno in pensione”. E per lui l’arte è vita. Alla domanda sul suo rapporto con la spiritualità, risponde: “Non sono credente. Sono vivo e amo la vita, il caldo, il freddo, il vento. Le mie opere sono fisicità e le realizzo in quanto vivo”.

Opere vive “che accadono realmente” – racconta – e sono lì per essere partecipate dal pubblico.

‘The floating piers’, la piattaforma galleggiante sul lago d’Iseo a firma Christo & Jeanne-Claude, è stata l’opera più visitata al mondo nel 2016 con oltre 1,4 milioni di presenze. Il progetto è stato solo l’ultima grande creazione dall’artista americano di origine bulgara Christo, che da oltre 50 anni si conferma un protagonista della scena artistica mondiale  intervenendo su monumenti, ponti, elementi naturali e reinterpretando paesaggi e architetture con immense installazioni.

All’età di 82 anni, lo scultore bulgaro non mette limiti al futuro: ” E’ possibile che un’idea antica non si realizzi, ma una recente sì. Noi restiamo molto aperti”. E nella sua estrema modernità, con la curiosità e la passione negli occhi, confessa uno stile antico: “Non mi piace stare al telefono e non uso il computer”, dice.

Ora Christo è concentrato sulla Mustaba “che assorbe molte energie e risorse con i suoi lavori di ingegneria molto sofisticati che si estendono su 16 km quadrati”. “Non si lavora a un unico progetto, ma poi quando si arriva alla fase operativa, bisogna concentrarsi su uno solo, non si può lavorare a più opere simultaneamente”.

Rileva che sono 36 quelle ancora nel cassetto, 23 quelle che sono state concretizzate in una cinquantina d’anni, ma “succede che mie opere abbiano origini antecedenti a quando vengono realizzate”. Fu così, per esempio, per l’impacchettamento del Reichstag di Belino rifiutato tre volte prima di diventare realtà nel 1995. Analoga la storia della Mustaba, pensata quasi quarant’anni fa e ora destinata ad essere l’unica opera permanente di Christo. Diversamente dalle sue antenate, tombe monumentali delle prime dinastie faraoniche, alla fine sarà composta da 410mila barili di petrolio colorati, sarà alta 150 metri, profonda 225 e lunga 300. Ma soprattutto non sarà luogo necrofilo. Perchè come ebbe a dire la moglie Jean-Claude, con cui ne condivise la progettazione preliminare e la scelta del luogo, e che Christo cita nel suo libro sulla Mastaba: “Noi facciamo solo lavori di gioia e bellezza”.

Dopo Torino, Christo è ospite dell’Università Ca’ Foscari giovedì 19 ottobre, per una lecture dal titolo Christo & Jeanne-Claude. Progetti realizzati – Works in progress.

CHI E’ CHRISTO

Christo nasce in Bulgaria nel 1935, dove inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti. Da quel paese fugge in occidente nel 1956 alla ricerca di una libertà creativa che lo porterà ad attraversare l’Austria, la Svizzera e la Francia dove riuscirà a realizzare i suoi primi “progetti”, già al fianco di Jeanne-Claude che sarà la sua compagna di vita e di lavoro fino al 2009, anno della sua scomparsa. I due artisti assieme, seguendo lo slancio iniziale impresso dalla forza creatrice di Christo, hanno realizzato opere che hanno sempre fatto parlare il mondo intero. Non solo quello tradizionalmente legato alla cultura, ma anche coinvolgendo nelle loro opere la partecipazione diretta – nel loro caso non è un’esagerazione dirlo – di milioni di persone, offrendo loro il contatto diretto con le emozioni e la gioia dell’arte contemporanea.

Residenti a New York dal 1964, diventeranno poi cittadini americani. Hanno dovuto sostenere battaglie, alcune durate decenni, per ottenere i permessi necessari a realizzare i loro progetti. Quando li presentavano apparivano sempre come “visionari”, riuscendo poi, una volta realizzati, a creare opere che stupivano e affascinavano tutti quelli che avevano l’opportunità di esserne non solo fruitori esterni ma partecipanti diretti, divenendo parti vive e ineliminabili delle loro creazioni.
Christo e Jeanne-Claude non hanno mai voluto darsi limiti nel pensare alle dimensioni dei loro progetti. La loro volontà di interpretare e riproporre territori ed architetture trasformandone la percezione – come da sempre avevano fatto tutti gli artisti nella storia dell’arte – li ha portati a creare barriere di tessuto lunghe decine e decine di chilometri, a drappeggiare completamente il ponte più lungo e storicamente più importante di Parigi, a spargere più di settemila giganteschi ombrelli nelle valli di California e Giappone, a circondare con larghe fasce di tessuto galleggiante, rosa shocking, le undici isole della baia di Miami. Non si sono fatti fermare dalle difficoltà nel coprire un’intera scogliera in Australia, né nel riuscire ad ottenere il permesso per drappeggiare il Reichstag a Berlino.
E’ stato loro concesso, caso unico, l’uso dell’intero Central Park a N.Y. per marcare tutti i suoi sentieri con oltre 7000 portali arancione da cui scendevano drappi di tessuti animati da vento.
Nel 2016, sul lago d’Iseo oltre 1.400.000 hanno camminato sui 100.000 metri quadrati di una fascia dorata, lunga 6 km, galleggiante sulle acque del lago. Nessuno ha dovuto mai pagare un biglietto per vedere o “entrare” in un loro progetto.
Tutti i costi necessari alla realizzazione dei progetti sono stati sempre completamente sostenuti dai due artisti, a proprie spese, senza mai essere ricorsi ad alcuna sponsorizzazione, garantendosi così la totale libertà espressiva delle loro opere.
In Italia hanno materializzato, nel 1968 a Spoleto, in occasione del Festival dei Due Mondi, il loro primo drappeggio di edifici, intervenendo su due antichi edifici monumentali. Nel 1971 a Milano, avvolgono completamente il monumento a Vittorio Emanuele a Piazza Duomo e quello a Leonardo davanti alla Scala.
Nel 1974 intervengono su 300 metri delle antiche Mura Aureliane e su Porta Pinciana. Nel 1998 realizzano la copertura dello Scalone e delle Sale storiche di Palazzo Bricherasio a Torino. Oggi Christo è impegnato ad ottenere l’autorizzazione per la realizzazione del “Mastaba” nel deserto di Abu Dhabi, una scultura realizzata con l’assemblaggio di migliaia di barili di petrolio. Tutti i progetti realizzati hanno avuto una durata di sole due settimane, trascorse le quali i materiali usati sono stati riciclati; luoghi e manufatti restituiti esattamente com’erano stati ricevuti.

Christo sarà ospite dell’Università Ca’ Foscari giovedì 19 ottobre, alle ore 17 in Auditorium S.Margherita, per una lecture dal titolo Christo & Jeanne-Claude. Progetti realizzati – Works in progress. L’appuntamento fa parte del ciclo ‘Ca’ Foscari Public Lecture’ e sarà introdotto dal prof. Flavio Gregori, Prorettore alle Attività e ai Rapporti Culturali dell’Università Ca’ Foscari.

Sorgente: Christo, l’artistar si racconta, ho ancora idee, l’arte non va in pensione – Persone – People – Lifestyle