1) Gli ottavi sono pienamente possibili

Sembrava una mission impossible, al momento del sorteggio: stritolata tra le superpotenze Chelsea e Atletico Madrid, la Roma pareva avere chances minime di passaggio del turno. E invece, complice il sorprendente passo falso dell’Atletico Madrid in casa del Qarabag, al termine dell’andata i giallorossi stazionano ad appena due punti dal primo posto e con due di vantaggio sul terzo. In piena zona qualificazione, insomma. Giocando con la personalità mostrata per tutti i 90 minuti allo Stamford Bridge, a patto di non sentirsi improvvisamente più forti degli avversari, Dzeko e compagni hanno la grande opportunità di centrare gli ottavi.

2) Kolarov è uno dei migliori affari estivi

E pensare che qualcuno – una sparuta e insignificante minoranza, per carità – ne contestava il passato laziale. Dimenticando, o non volendo tenere in considerazione in ossequio a discutibili criteri campanilistici, il peso specifico enorme di Aleksandar Kolarov nei destini della Roma. L’esperienza inglese lo ha definitivamente maturato, e così in Italia è tornato un terzino forse ancor più forte rispetto a quello ammirato sull’altra sponda del Tevere. Un giocatore a tutta fascia, che ha gamba e qualità. E che non si tira mai indietro. Neppure quando c’è da prender palla, saltare un difensore avversario e sparare in porta per riaprire una gara apparentemente chiusa. Il vero colpo estivo di Monchi, in attesa di “scoprire” Schick, è proprio lui. Uno dei migliori, per il rapporto qualità-prezzo, messi a segno nel panorama italiano.

3) Dzeko ha trovato continuità anche in Europa

La doppietta dello Stamford Bridge spazza via gli ultimissimi dubbi: non solo in Italia, ma anche in Europa non c’è Roma senza Edin Dzeko. Unico per la capacità di fungere da attaccante totale, dedito non solo al gol ma a un lavoro per la squadra continuo, prezioso e sfiancante. Anche senza i due gol l’ex City si sarebbe guadagnato un buon voto in pagella, ed è tutto dire. Di lui si ricordavano, oltre al flop dello scorso anno contro il Lione, i due miseri golletti messi a segno in Champions League con la maglia giallorossa, entrambi risalenti a due edizioni fa. Bene: in mezzo girone Edin ha già fatto di meglio. Ed è soprattutto grazie alla sua inesauribile vena realizzativa che la Roma può a buon diritto sognare gli ottavi.

Dzeko esulta dopo il 2-2

Dzeko esulta dopo il 2-2Getty Images

4) La difesa è il punto debole della Roma

Se la Roma non torna a casa da Londra con il bottino pieno è a causa non tanto delle prodezze individuali di David Luiz e Hazard, quanto delle grottesche disattenzioni dei propri difensori. In particolare il disastroso Juan Jesus, del quale impressiona una volta di più la scarsa concentrazione in campo, ma non solo. In difesa si è salvato solo Kolarov, ma per il resto sono stati buchi continui che la squadra di Conte, pur non riuscendo a vincere, ha esplorato. Si è sentita eccome l’assenza di Manolas, l’unico centrale di livello europeo presente nella rosa di Di Francesco, che non ci sarà nemmeno nel match di ritorno in programma tra due settimane. I suoi compagni sono discreti giocatori dall’errore facile, come dimostrato anche stasera. Si sapeva, ma dall’Inghilterra arriva l’ennesima conferma: risiede là dietro il vero punto debole della Roma.

5) Il Chelsea è l’ombra di se stesso

Difficoltà nel gestire il doppio impegno, appagamento da titolo, ma anche un mercato non all’altezza delle aspettative: sono tanti i possibili motivi del momento delicato del Chelsea, reduce prima di stasera dal ko contro un Crystal Palace a digiuno di gol e punti e, in generale, solo a tratti al livello della memorabile scorsa stagione. Il 3-3 è un risultato troppo generoso per gli uomini di Conte, che a fine gara ha ammesso come in campo abbia funzionato poco. Nemmeno il cambio di modulo (3-5-2 con Willian in panchina e David Luiz avanzato a centrocampo) ha pagato. Una situazione a cui il tecnico leccese dovrà presto porre rimedio: in questo modo i Blues, già in pesante ritardo in campionato, sono destinati a far poca strada anche in Europa.