“Sulla nomina del prossimo governatore della Banca d’Italia, la politica faccia un passo indietro”. È questo l’appello fatto da 46 economisti tra cui al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, pubblicato sul Sole 24 Ore. Si tratta di 46 economisti rappresentativi di diverse aree, dalla Bocconi alla Luiss, dalla sinistra alla cattolica. Tra questi Emilio Barucci, Salvatore Biasco, Andrea Boitani, Filippo Cavazzuti, Marcello Messori, Fabrizio Onida, Nicola Rossi e Valeria Termini.

 

I sottoscritti

a) chiedono al Presidente della Repubblica e al Presidente del consiglio dei ministri di non assecondare l’irrituale mozione di alcuni gruppi parlamentari orientata a “aprire una nuove fase” in Banca d’Italia che a loro dire si realizzerebbe negando la conferma del Governatore Visco;

b) ritengono che siffatte irrituali richieste siano lesive dei poteri di proposta e di nomina che la legge riserva all’autonomia del Presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica;

c) valutano pericoloso il tentativo di politicizzare le nomine ai vertici di una istituzione la cui indipendenza tecnica e operativa, garantita anche dall’appartenenza al sistema delle banche centrali europee, è indispensabile all’esercizio della vigilanza sul sistema bancario italiano e alla partecipazione della Banca d’Italia alle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea; ritengono che la mozione approvata dalla Camera produca un pericoloso, ingiustificato e inutile danno alla reputazione internazionale della Banca d’Italia e dell’intero paese;

d) reputano quantomeno infondata, sul piano fattuale e di teoria economica, l’opinione di chi cerca di attribuire ogni responsabilità alla Banca d’Italia per la mala gestione e il fallimento di alcuni istituti di credito.

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