“Questo è un processo unilaterale e contrario alla legge e che ha cercato lo scontro”. Queste le prime parole del premier spagnolo Mariano Rajoy al termine del consiglio dei ministri straordinario sulla Catalogna, parlando del referendum indipendentista. Da qui la riunione straordinaria durata due ore che ha deciso per l’attivazione dell’articolo 155 della costituzione: “Il governo ha dovuto applicare l’articolo 155 della Costituzionale, anche se non era un nostro desiderio”, ha dichiarato Rajoy.Per il governo spagnolo, il presidente catalano Carles Puigdemont si è reso responsabile di una “disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole” degli obblighi previsti dalla legge e dalla costituzione e ha “gravemente attentato” all’interesse generale dello stato: “La cosa più antidemocratica e impressionante è ciò che è successo il 6 e 7 settembre nel parlamento catalano, un evento senza precedenti: sono stati negati i diritti dell’opposizione e nel giro di un quarto d’ora è stato approvato un progetto di legge”.”Nel giro di 15 minuti – ha sottolineato Rajoy – è stata liquidata la costituzione e lo statuto dell’autonomia catalana. Voler imporre ai governanti che si violi deliberatamente la legge non è una richiesta di dialogo, ma un’imposizione”. E nel quadro dell’art. 155 il governo spagnolo ha deciso di proporre al Senato la destituzione del presidente catalano Carles Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Governo, il parlamento catalano agirà soltanto per il disbrigo delle pratiche ordinarie fino a nuove elezioni. “Con queste iniziative – ha precisato il premier – non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna, ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge”.Come ha spiegato Rajoy, sono quattro gli obiettivi che si è imposto il governo spagnolo: “Recuperare legalità, ritornare alla normalità e la convivenza, continuare il rilancio dell’economia e celebrare nuove elezioni”.Questo il testo dell’articolo 155 della costituzione spagnola, finora mai applicato, attivato oggi contro la Catalogna dal governo di Madrid: “Se una Comunità Autonoma non compie gli obblighi che le impongono la Costituzione o altre leggi, o agisce in forma che attenti gravemente all’interesse generale della Spagna, il Governo dopo avere interpellato al Presidente della Comunità Autonoma e nel caso in cui non ne conseguano risultati, con l’approvazione a maggioranza assoluta del Senato, potrà adottare le misure necessarie per poterla obbligare al compimento forzoso di tali obblighi o per la protezione dell’interesse generale. Per l’esecuzione delle misure previste nel precedente capoverso il Governo potrà dare istruzioni a tutte le autorità delle Comunità Autonome”.Il 68,6% dei catalani è favorevole alla convocazione di elezioni per uscire dall’attuale crisi istituzionale mentre il 66,5% è contro un commissariamento della regione da parte di Madrid con l’attivazione dell’art.155, secondo un sondaggio Gesop pubblicato da El Periodico. Alla domanda su che cosa dovrebbe fare ora il presidente Carles Puigdemont, il 29,3% risponde chiedendo la proclamazione immediata dell’indipendenza, il 24,8% la rinuncia all’indipendenza e il 36,5% un ritorno alle urne per evitare il commissariamento.

Sorgente: Madrid commissaria Barcellona

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