Phillip Island è circuito ostico a Dovizioso e alla Ducati, ma la gara di ieri si è rivelata un vero incubo per il Forlivese e per la moto italiana. In Australia sono venuti fuori i limiti della Desmosedici. Inoltre il Dovi sbaglia tantissimo, e la 13ma posizione finale regala praticamente il mondiale a Marc Marquez. Un vero peccato, è la fine del sogno.

Questa è una delle frasi dette da Dovizioso a fine gara. E’ vero, non è ancora finita, ma l’impressione è che Phillip Island rappresenti la fine dei giochi per il mondiale. Super Marquez è sempre perfetto, il Dovi incassa la peggiore prestazione stagionale.

Andrea Dovizioso (Ducati Team), Scott Redding (Ducati Pramac) and Dani Pedrosa (Honda HRC) - Australian GP 2017

Andrea Dovizioso (Ducati Team), Scott Redding (Ducati Pramac) and Dani Pedrosa (Honda HRC) – Australian GP 2017Ducati Motor Holding S.p.A

Phillip Island un incubo per il Dovi

Motegi era stato un sogno, un bellissimo sogno. Il risveglio però è stato fin troppo brusco, arrivando a trasformarsi in un incubo. Già dalle libere la Ducati non si è dimostrata competitiva a Phillip Island, la caduta del Dovi nelle FP4 ha complicato le cose. Poi è arrivata la brutta qualifica e l’oscena partenza. Da qui è partita una timida rimonta, fino all’anonima 13ma pizza. E così, mentre Marquez festeggia una vittoria stupenda, nei box del Forlivese ci si lecca le ferite.

Dovizioso Marquez

Dovizioso MarquezGetty Images

E’ stato bello finché è durato

Un gran peccato. La moto 2017 di Borgo Panigale è ultra competitiva in determinate situazioni: in frenata, in accelerazione e sul bagnato la Ducati ha dimostrato di essere anche superiore rispetto agli altri. Paga in percorrenza curve e sui tornanti veloci, caratteristica principale di Phillip Island. Se ci aggiungiamo gli errori di Dovizioso, in qualifica e in gara, ecco che la frittata è fatta.

Il crollo nel momento sbagliato

Un solo dato: nessuna Ducati nei 10 in Australia, la prima è addirittura quella di Scott Redding, datata 2016. Un crollo totale di prestazione, assolutamente nel momento sbagliato dell’anno. Certo, il lungo al secondo giro del Dovi era assolutamente evitabile, ma al massimo l’italiano avrebbe potuto lottare con le KTM, i primi erano troppo veloci. Adesso, a 33 punti di distanza da Marquez in classifica mondiale e con due gare ancora da correre, l’unica cosa da fare è vincere, sperando in qualche passo falso.

Questo Marquez è troppo forte

” “Il punto è che Marquez non conosce vie di mezzo: sale sul podio, oppure cade. Non ha paura, ed è la sua forza: alla fine gli va sempre bene, ma è merito suo”.”

Altra frase di Dovizioso che riassume al meglio questo anno di Marquez. A parte i ritiri, le uniche volte che Marquez è arrivato all’arrivo e non è andato a podio sono state a Losail e al Mugello. Per il resto ci sono 11 podi, con ben 6 successi. Questi numeri fanno paura soprattutto perché la Honda 2017 non è certo una moto perfetta. Lo dimostra l’imbarazzante distacco di Pedrosa, o anche la gara di Motegi, con Marquez unica Honda nei primi 14 al traguardo. Un ruolino di marcia impressionante, per un alieno pronto a vincere il sesto mondiale a soli 24 anni.

 

Sorgente: Delusione Dovizioso: il crollo di Andrea e della Ducati nel momento decisivo della stagione – MotoGP – Eurosport