La Consob ha approvato oggi la riammissione in borsa di Mps  a partire da domani dopo la sospensione dalle contrattazioni avvenuta nel dicembre dello scorso anno. La Commissione di borsa ha inoltre dato il via libera al documento relativo all’offerta pubblica volontaria parziale di scambio e transazione rivolta ai possessori di azioni Mps (codice ISIN T0005276776) che provengono dalla conversione del bond subordinato 2.160.558.000 euro tasso variabile subordinato Upper Tier II 2008 -2018 (codice ISIN T0004352586) soggetto alla normativa sul burden sharing.

Sempre la Consob ha rilasciato un giudizio di “equivalenza” (ha quindi dato il via libera) ai titoli di debito senior che ora la banca offrirà ai possessori dell’obbligazione subordinata. A questo punto, però, ha sottolineato l’istituto senese, la pubblicazione del documento di offerta non potrà avvenire prima che venga trasmessa alla Consob copia del decreto del Ministero dell’Economia relativo all’acquisto da parte dello Stato delle azioni oggetto di concambio.

E qui la banca aggiunge che, se per qualsiasi ragione il Mef non adotterà il decreto o, comunque, non lo andasse a pubblicare, dopo l’apposizione del visto sullo stesso da parte della Corte dei Conti, in tempo utile per avviare l’offerta di scambio entro il 25 novembre prossimo, l’operazione di scambio “si intenderà decaduta”.

Diversamente, il periodo di adesione avrà inizio alle ore 8:30 del 30 ottobre e terminerà le ore 16.30 del 17 novembre (estremi inclusi), salvo proroga, subordinatamente al rispetto di quanto previsto dall’art. 40, quinto comma, del Regolamento emittenti. La data in cui scatterà il regolamento dell’offerta sarà il 24 novembre (data di scambio).

Mps ha infine reso noto di aver rinviato il cda sui conti del terzo trimestre dal 27 ottobre al 7 novembre.

In merito al bilancio giugno-settembre, qualche giorno fa Banca Imi ha pubblicato le previsioni. Le attese degli analisti sono per una perdita di 177 milioni di euro che si vanno a confrontare con un rosso di 1,151 miliardi di euro un anno fa. I ricavi totali dovrebbero attestarsi a 1,034 miliardi (1,073 miliardi al terzo trimestre 2016) con un mix diverso, sottolineano gli analisti.

Ovvero la voce net interest income (margine di interesse) dovrebbe attestarsi a 474 milioni di euro e beneficiare dalle cedole più basse (coupons) sull’obbligazione Tier 2 dopo l’esercizio del Lme. Il liability management exercise è lo scambio tra bond di vecchia e nuova emissione. Nel secondo trimestre il net interest income era stato di 446 milioni contro 484 milioni di euro registrati un anno fa.

Secondo Banca Imi, i proventi delle commissioni dovrebbero essere penalizzati dalla cessione lo scorso anno del settore di merchant acquiring. Sono le attività riconducibili al Pos legate anche al funzionamento delle carte di credito, vendute a Icbpi per 520 milioni di euro e che hanno generato commissioni nette di 90 milioni di euro nel 2016.

Banca Imi stima che i costi operativi progressivamente debbano diminuire (-4,5% anno su anno), mentre il costo del rischio con lo Stato azionista di riferimento della banca, dovrebbe tornare “a un livello più normalizzato di 125 punti base”. Sotto la linea operativa, gli analisti di aspettano che il trimestre sia penalizzato dalle spese di ristrutturazione relative all’uscita di 1.200 dipendenti all’inizio di questo mese, stimate pari a 234 milioni di euro, a cui sommare spese di sistema (systemic charges) per 100 milioni di euro.

 

Sorgente: Mps: la Consob dà l’ok, domani il ritorno in borsa – MilanoFinanza.it