Francesco Guccini ritorna, oltre 30 anni dopo, su un palco che lui stesso, con il padre domenicano Michele Casali, trasformò in uno dei luoghi mito della Bologna dei cantautori: l’Ostaria delle Dame. E non poteva esserci occasione migliore della presentazione di un progetto che prende il nome proprio da questo antro nelle viscere della città. La raccolta ‘Ostaria delle Dame’ – in uscita il 3 novembre nella versione integrale da 6 cd e in una selezione da 2 – nasce infatti dal ritrovamento dei nastri di tre concerti acustici inediti del cantautore emiliano registrati lì nei primi anni ’80.Un incontro ‘color nostalgià – e non poteva essere altrimenti – su un palco in cui “per tante sere ci siamo trovati a dir delle sciocchezze. Quando sono sceso qui giù – ha detto Guccini parlando con la stampa – mi sono anche commosso. Perché mi sono ricordato di queste volte strane, questa enorme colonna che regge tutto. Mi sono ricordato la persone che c’erano, molte delle quali non ci sono più. Ricordo tanti ragazzi, ragazze bellissime come solo a vent’anni ci sono ragazze bellissime”. Guccini ha deciso che non canterà più in pubblico: “Era emozionante, ma troppa fatica fisica e morale. Non suono più nemmeno con gli amici, la musica mi dà fastidio”.Ma scendere le ripide scale che dal vicolo a pochi metri dall’aula magna dell’Università, nel pieno centro di Bologna, portano al piccolo locale sotterraneo è un po’ come fare un viaggio nel tempo. Tanti sono i dettagli rimasti inalterati rispetto a quando, tra nuvole di fumo, negli anni ’70 e ’80, passavano di qui, spesso nelle serate libere delle tournée, tanti dei grandi della musica d’autore italiana: da Paolo Conte a Lucio Dalla; da Roberto Vecchioni a Bruno Lauzi. Una stagione indimenticabile per chi l’ha vissuta e mitologica per chi ne ha solo sentito parlare. Una stagione che in vicolo delle Dame si chiuse nel 1985 e che ora si propone di tornare, grazie all’opera di recupero dell’associazione Ostaria delle Dame, che ha creato qui un circolo che vuole diventare una sorta di casa della canzone d’autore.E se questo lavoro di recupero ci restituisce gli spazi, il progetto musicale con le registrazioni integrali dei concerti ce ne restituisce suoni e umori. Sui cd sono stati riversati i nastri magnetici di tre esibizioni, in tre fredde sere di gennaio dell’82, dell’84 e dell’85. Brani classici e brani meno noti del cantautore accompagnato dal fedele amico chitarrista Juan ‘Flaco’ Biondini. Nel mezzo battute, monologhi leggeri, inviti al pubblico ad applaudire, a bere vino. Pause per salutare chi – come il fumettista Bonvi – si trovava a passare di lì. Musiche da ascoltare con gli occhi chiusi, immaginandosi sopra la testa i soffitti bassi dell’Ostaria delle Dame e “fuori Bologna – ricorda Guccini – la bella Bologna di allora. E che ora è molto cambiata”.

Sorgente: Francesco Guccini torna dove aveva iniziato: “La musica oggi mi dà fastidio”

Leave a Reply

Your email address will not be published.