Una cosa è certa, Xavier Dolan, oltre ad amare Titanic (“l’ho visto a otto anni e mi ha detto:vola”), al contrario di Christoph Waltz suo predecessore agli ‘incontri ravvicinati’ della Festa diRoma, non ha problemi con i selfie.

 Xavier Dolan, oltre ad amare Titanic (“l’ho visto a otto anni e mi ha detto: vola”), agli ‘incontri ravvicinati’ della Festa di Roma, non ha problemi con i selfie.  Capelli biondo platino e orecchino nero a forma di cuore, è lui stesso a chiedere sul tappeto rosso della Festa di ROma ai molti giovani fan: “volete una foto?”.

Xavier Dolan, nato a Montreal 28 anni fa, enfant prodige del cinema, attore, regista, sceneggiatore, montatore, costumista, produttore cinematografico, scenografo e doppiatore canadese, ha insomma un buon rapporto con i social (ha 560.000 follower su Instagram).
Premio della giuria alla 67ª edizione del Festival di Cannes per il film Mommy e, nel 2016, Grand Prix alla 69ª edizione del Festival di Cannes con È solo la fine del mondo, all’incontro racconta la sua passione per Titanic, l’importanza di copiare dagli altri come di combattere per diventare se stessi. Ecco, per temi, alcune delle cose dette dal regista oggi all’Auditorium.
   – TITANIC Non è certo un film che tu citi se sei un intellettuale, ma io guardo i film con il cuore. Titanic mi ha detto, quando l’ho visto a otto anni: vola! Ti diranno che non ce la farai, ma tu devi andare avanti lo stesso. Ora non mi vergogno più di sostenerlo, ma due anni fa mi ritrovai, senza saperlo, a una cena con Sean Penn, Ron Howard e Charlize Theron e parlando dei film che avevano segnato la loro carriera chi parlava di film legati alla pittura, chi di quelli noir anni Trenta, chi del cinema africano. Lo so Titanic non è la perfezione assoluta, ma io lo adoro è un capolavoro dell’intrattenimento moderno.
– RECITARE/DIRIGERE Preferisco recitare piuttosto che dirigere anche se va detto che quando dirigo alla fine continuo a recitare in un altro modo. Dirigere ti fa imparare tante cose dagli attori, vedi come si trasformano, cambiano. Ma recitare mi manca, nei prossimi anni vorrei recitare di più per me o per altri.

– FARE FILM Ja tue ma mer, mio primo film, nasceva dall’esigenza di creare dei film, raccontare una storia. Ma anche dalla necessita di uccidere mia madre almeno al cinema.  Non avevo lavoro come attore e così mi sono messo a scrivere una sceneggiatura che raccontava la mia vita, non avrei avuto competizione in questo. Poi però ho dovuto investire tutti i miei soldi. Comunque si fanno film non per necessità, ma per risolvere i problemi, uccidendo mia madre al cinema era per me un modo di iniziare la mia vita d’artista.

    – RUBARE PER CREARE Ho letto un libro che parla di come diventare artista che è un inno a rubare dagli altri. Attraverso il furto alla fine quelle idee che tu hai copiato diventano tue.  Noi vogliamo che voi rubiate da noi, diceva lo stesso Coppola.
    – COMBATTERE PER TROVARE SE STESSI Si è vero, ci sono molti film con persone senza speranza, né fortuna e felicità, persone che non hanno nulla e non lottano. Sono film molto comuni, io li chiamo la pornografia del popolo. Film che parlano di emarginati, di perdenti, ma io amo i combattenti, i film che danno speranza in cui devi combattere per diventar quello che sei davvero. I miei personaggi si portano dentro la voglia di combattere. Devi combattere altrimenti non vivi davvero la tua vita.

Sorgente: Xavier Dolan, Titanic l’ho visto a otto anni e mi ha detto ‘vola’ – Persone – People – Lifestyle

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