Una ricerca scientifica ha individuato quattro brani che con la loro forza musicale riescono a sollevarci il morale.

Non essere triste, c’è la playlist che ti migliora l’umore

Siete tristi e sconsolati? Non preoccupatevi, basta ascoltare la musica giusta. Ci sono infatti delle canzoni che riescono a migliorare anche le giornate più grigie, regalando momenti di serenità. Questi brani, secondo una ricerca condotta da alcuni operatori sanitari e pubblicata dal Daily Mail, sono anche i più utilizzati nei programmi di musicoterapia del Regno Unito. Possono quindi servire a dare un aiuto alle persone con problemi mentali, neurologici o che hanno subito traumi quali ictus e danni celebrali.

Al primo posto di questa playlist del benessere c’è uno dei brani più famosi della storia del rock: stiamo parlando di We Will Rock You, lanciata dai Queen nel 1977 e la cui forza riecheggia ancora ai giorni nostri.

Il ’77 sembra essere un anno fortunato perché al secondo posto della classifica troviamo Three Little Birds, brano di Bob Marley contenuto nel suo album Exodus. In questa canzone il “re del reggae” descrive un momento di serenità passato nel suo giardino, in compagnia di alcuni piccoli uccellini. La bellezza di quegli attimi portò Marley a scrivere le parole di questa canzone, attraverso la quale consiglia a tutti di non preoccuparsi troppo perchè ogni cosa, alla fine, va per il verso giusto.

Al terzo posto è posizionata la dolcissima Amazing Grace del “King” Elvis Presley, facente parte di He Touched Me, disco del 1971. Il pezzo è un rifacimento di un famoso inno cristiano del ‘700 ed è molto utilizzato anche nel periodo di Natale.

We don’t need no education. We don’t need no thought control” è l’incipit dell’ultima canzone in classifica. Il celebre brano del 1979 è Another Brick in the Wall dei Pink Floyd e rappresenta un inno alla libertà degli studenti e dei giovani tutti, che dovrebbero essere liberi di esprimere la propria creatività al di là di ogni imposizione.

Come spiega l’autrice della ricerca Daniel Thomas, managing director di Chroma, società britannica che si occupa di arteterapia, “I terapeuti sfruttano il ritmo empatico della canzone e la forza della sua melodia per la riabilitazione del linguaggio e delle funzioni cognitive.” Questo metodo viene utilizzato anche per la risoluzione dei conflitti durante terapie di gruppo, per aumentare le abilità sociali e la capacità di sentirsi più forti insieme.

 

Sorgente: Non essere triste, c’è la playlist che ti migliora l’umore, lo dice la scienza – Radio 105

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