Continua a bruciare la Val di Susa. Sono andati in fiamme oltre duemila ettari in una settimana e la paura è quella che gli incendi si avvicinino sempre di più alla città di Susa e alle case. Quello che sta succedendo è spaventoso. Vedere le immagini, i filmati e i segni sulle divise e sulla pelle dei vigili del fuoco, dei volontari e dei semplici cittadini che stanno lottando per contenere il disastro ambientale è terribile.Sembra uno di quei film catastrofici con la parola “inferno” nel titolo. Ma questo inferno è la realtà e questa realtà è in fiamme e le fiamme stanno divorando tutto. Insaziabili. Alimentate dal vento e dalla siccità che non da tregua alla provincia di Torino da mesi.Per farvi capire la gravità di quello che sta succedendo basta pensare che, dove vivo, a circa una quarantina di chilometri dalla Val di Susa, c’è odore di legna bruciata nell’aria e la cenere cade come se fosse neve sintetica. Quando cammini in giro i vestiti puzzano di brace come se avessi partecipato a una grigliata.La mia automobile sembra abbia partecipato alla Parigi-Dakar tanto è coperta di polvere. Ho amici, amiche e conoscenti che vivono lì vicino. Mi mandano foto, video. Hanno paura. E quel fuoco sembra non stancarsi mai. Uomini e donne incredibili stanno cercando di contenere quello che sembra, appunto, un inferno.Sembra, però, che l’opinione pubblica non abbia dato il giusto risalto a quello che sta succedendo. Forse è colpa di quello che ha rappresentato la Val di Susa in questi anni, anche a livello politico. Non so quale sia l’esatto motivo. Ma è in situazioni come queste bisognerebbe mettere da parte tutto quello che non c’entra con la gravità di quello che sta succedendo.Non per avere la notizia esclusiva, non per un servizio strappalacrime o l’intervista a qualcuno che ha perso tutto ma per avere un aiuto concreto che, ora come non mai, può essere utile a tutte quelle persone che sono lì. A tutti quelli che lottano per non vedere le loro cose ridotte a un cumulo di polvere, agli sfollati, a chi si sta intossicando, respirando aria e fumo, e a tutti quelli che rischiano di morire per fermare la rabbia calda di un incendio che sembra indomabile.”L’unico dato certo” ha detto il colonnello Carlo Ferrucci a La Stampa, comandante del gruppo forestale dei carabinieri che indaga sugli incendi dolosi in Val di Susa, “è che l’incendio è cominciato per mano dell’uomo”. E questo rende tutto ancora più triste.

Sorgente: Non dimentichiamoci della Val di Susa

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