Avrebbe potuto essere il terzo bianconero in lizza per il Pallone d’oro, con Buffon e Dybala. Il primo giocatore della Juve da 14 anni in qua. Invece anche quest’anno Cristiano Ronaldo solleverà di nuovo il trofeo più ambito dai calciatori, ma sempre in rappresentanza del Real Madrid. Eppure ci fu un momento in cui la carriera del portoghese avrebbe potuto comporsi in Serie A e proprio a Torino. E’ andata diversamente. Colpa di Moggi e Salas, secondo lo scenario ricostruito da France Football.
MAMMA — La stagione è quella del 2002/03. Allo Sporting, il giovane Ronaldo si stava facendo un nome dopo una prima stagione promettente. Così, tra i primi a sollecitare il club portoghese furono i dirigenti dell’Auxerre che però avevano un budget limitato. Così si fece sotto il Lione che però avrebbe proposto in cambio il mediocre Vairelles. E ovviamente si era mosso anche l’Arsenal. Ma prima di tutti se era posizionata la Juventus. Racconta Franco Ceravolo, allora alla guida della cellula di osservatori: «Chiesi a Matteo Fabris, attuale team manager, di fare una lista degli under 23 con almeno cinque gare giocate in campionato. C’era anche Ronaldo». E l’attaccante nell’ottobre del 2002 era già finito nel taccuino di Gianni Di Marzio, uno dei 23 osservatori bianconeri: «Moggi mi aveva inviato per Quaresma. Durante Sporting-Belenenses lo notai subito. C’era una signora che non appena toccava palla Ronaldo, urlava. Era la mamma a cui diedi il mio bigliettino da visita».
Cristiano Ronaldo ai tempi dello Sporting Lisbona
NO MESSI — Il rapporto di Di Marzio, pubblicato da France Football, indica Ronaldo come un elemento “formidabile tecnicamente, imprevedibile. Una rivelazione da bloccare subito per un eventuale investimento”. La Juve allora invia separatamente altri osservatori. Moggi nel frattempo minimizza l’interesse, ma in realtà aveva già architettato l’offerta: 2,5 milioni più Marcelo Salas che alla Juve giocava poco. “Era tutto pronto”, ricorda l’ex d.g.. Ma alla fine Salas rifiutò lo Sporting per andarsene al River Plate. E i dieci milioni richiesti furono considerati troppi dal club bianconero. Così qualche mese dopo, Ronaldo fu prelevato dal Manchester United. L’anno prima, il Como, neopromosso in A, aveva bocciato Messi che costava 50mila euro.

Sorgente: CR7-Juve, nel 2003 era fatta. Ma Salas fece

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