“Avrei voluto continuare a uccidere”. Sayfullo Habibullaevic Saipov, l’uomo che ieri pomeriggio a New York, nei pressi del World Trade Center, ha travolto con un furgone preso a noleggio un gruppo di ciclisti, per poi scagliarsi contro uno scuolabus, voleva colpire ancora. È stato lo stesso Saipov a dirlo agli investigatori, secondo quanto riferito da una fonte alla Cbs.Ventinove anni, di origini uzbeke, Saipov era negli Usa dal 2010, dopo aver vinto la lotteria per la green card che ora il presidente Trump vuole cancellare. Negli ultimi sei mesi ha lavorato come autista di Uber. Per un periodo ha vissuto in Florida, poi si è trasferito a Patterson, in New Jersey, insieme alla moglie e ai loro tre figli. Frequentava abitualmente la mosche di Patterson, che secondo indiscrezioni della stampa Usa era finita, nel 20016, nel mirino del contestato programma di sorveglianza musulmana della polizia di New York interrotto nel 2014. Nel 2015 fu interrogato dall’Fbi sui suoi possibili legami con sospetti terroristi.Ieri la strage: otto morti e dodici feriti il bilancio. Poi Saipov è stato ferito dalla polizia: sottoposto a operazione chirurgica, non è in pericolo di vita. In ospedale non ha mostrato alcun cenno di pentimento, anzi: secondo quanto riporta Nbc News, si è vantato di aver messo a segno la ‘sua’ strage.Secondo il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, il killer è un “lupo solitario” che si è radicalizzato negli Stati Uniti. L’Fbi sta indagando su eventuali rapporti con l’Isis: nel furgone è stato trovato un biglietto con un giuramento di fedeltà allo Stato islamico, e nel suo computer materiale legato al sedicente Califfato. In queste ore gli investigatori stanno passando al setaccio la sua vita: polizia e Fbi hanno perquisito la sua abitazione e ascoltato la moglie per raccogliere quante più informazioni possibile.Dopo lo schianto, Saipov è sceso dal camion impugnando due pistole, sembra sparachiodi, e urlando Allah Akbar, ma è stato subito colpito e ferito dalla polizia. Nel pickup, a quanto riportato dai media americani, è stato trovato un biglietto con il giuramento di fedeltà all’Isis. L’Fbi indaga sui suoi presunti legami con lo Stato islamico, i cui sostenitori esultano sulle reti jihadiste. Secondo il New York Times, Saipov sarebbe già stato oggetto d’indagine da parte delle autorità federali in passato, anche se non è chiaro se sia stato coinvolto in prima persona o in quanto amico o familiare di qualcun altro. A quanto scrive il Times, l’indagine potrebbe essere quella portata avanti negli ultimi due anni dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale, dal Dipartimento di Polizia di New York e dai procuratori federali di Brooklyn relativa a cinque uzbeki e un kazako accusati di aver fornito sostegno materiale all’Isis.Saipov ha agito da “lupo solitario”, secondo la polizia, anche se per un certo tempo si è temuta la minaccia di un secondo uomo armato in giro per Battery Park, all’estremo sud di Manhattan. Per lunghi minuti la situazione è apparsa molto confusa e le informazioni contraddittorie. Quello che all’inizio sembrava soltanto un violento fatto di cronaca locale si è trasformato pian piano in un atto terroristico islamico.Le origini uzbeke di Saipov riaccendono l’attenzione sul terrorismo islamico esportato dalle ex repubbliche sovietiche nell’Asia centrale, dal Kazakistan al Tagikistan, senza dimenticare la strage compiuta durante la maratona di Boston nel 2013 dai fratelli di origini kirghize Dzhokhar Tsarnaev e Tamerlan Tsarnaev. Il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev ha dato la disponibilità del suo governo a collaborare nell’inchiesta sull’attentato. “L’Uzbekistan è pronto ad agire con tutte le sue forze e tutti i suoi mezzi per collaborare nell’inchiesta su questo attentato terrorista”, ha reso noto un comunicato dell’ufficio presidenziale.

Sorgente: Uzbeko, con la green card, negli ultimi sei mesi autista di Uber. Chi è Sayfullo Habibullaevic Saipov, l’attentatore di Ny

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