Dai fantasmi del passato che si ripresentano (le palle inattive) ai veri rimpianti (il ko in Ucraina) passando per il vuoto lasciato da Ghoulam e la forza del City: rileggiamo il match del San Paolo.

Il salto di qualità in Europa non c’è ancora stato

L’inizio di match è stato il migliore della stagione del Napoli, poi l’infortunio di Ghoulam ha fatto crollare il castello. I partenopei non sono ancora in grado di superare gli episodi negativi in Champions League, gli incidenti di percorso che si dovrebbero tradurre nel sapersi rialzare e trovare le contromisure necessarie o nel saper salire sui treni in corsa (leggasi l’occasione di Callejon prima dell’immediato 2-3). Da alcuni giocatori, coloro che dovrebbero prendere per mano i compagni, ci si attende molto di più. Che ne è stato del vero Hamsik? Questione di dettagli, più o meno grandi, quelli che in una competizione del genere fanno tutta la differenza del mondo.

Otamendi e Stones come Sergio Ramos: la storia si ripete

Il Real Madrid prima, il Manchester City poi. Due corazzate del calcio europeo hanno condannato il Napoli grazie a quattro gol timbrati da difensori su palla inattiva. Un caso? Assolutamente no. Le disattenzioni dei singoli sugli angoli, i limiti della difesa a zona, la mancanza di centimetri: nel calderone si può mettere tutto. Ma è un peccato mortale compromettere partite e qualificazioni per banali incertezze sui calci piazzati.

Rosa corta: Ghoulam perdita gravissima, le alternative dove sono?

Già, la rosa corta del Napoli. Ci risiamo. Si teme un infortunio serio per Ghoulam – sospetto interessamento del legamento crociato – e considerando la sua definitiva esplosione e la mole di gioco creata dai partenopei sulla corsia sinistra – la vera forza di questa squadra – la perdita dell’algerino sarebbe gravissima. Con Maggio in campo e lo scambio di fasce con Hysaj si è avuta una dimostrazione istantanea e a precisa domanda su Mario Rui in conferenza stampa, Sarri ha risposto: “È arrivato in ritardo di condizione, vedremo di portarlo presto a un buon livello”. Traduzione? Sarebbe un guaio enorme anche per il campionato. Sul mercato non si poteva osare di più?

Quanto pesa la sconfitta di Donetsk…

Il City in questo momento è superiore, come era superiore il Real Madrid nella scorsa stagione. Il Napoli non ha molto da rimproverarsi per quanto riguarda i due match con gli inglesi, ma nutre grandi rimpanti per la sconfitta subita in Ucraina, quella che sta mettendo seriamente a repentaglio il passaggio del turno. Contro una formazione alla portata di questo Napoli, non si doveva perdere (un pari farebbe oggi una differenza sostanziale). Un problema di mentalità o di priorità? Al di là del peccato originale ora non resta che rimboccarsi le maniche, ribaltare quel 2-1 indigesto al San Paolo e sperare in un regalo del City a Donetsk. Gli inglesi arriveranno con ogni probabilità sicuri del primo posto, ma Guardiola assicura che non avranno la pancia piena… Insomma, non serve un miracolo ma la qualificazione non dipende più solo dal Napoli e si poteva evitare di ridursi così.

Napoli-Manchester City, Champions League

Napoli-Manchester City, Champions LeagueGetty Images

Il Manchester City ha tutto per arrivare in fondo

Non era mai partito così bene in Premier League (9 vittorie e 1 pareggio) e non aveva mai iniziato così bene in Champions (4 vittorie su 4). Il Manchester City ha gioco, talento, un allenatore vincente e anche soldi che in questo sport non sono un aspetto marginale. La profondità della rosa è impressionante: Sarri ha inserito dalla panchina Maggio, Rog e Ounas mentre Guardiola ha fatto entrare David SilvaBernardo Silva e Gabriel Jesus. C’è qualcosa da aggiungere?

Sorgente: Le 5 verità che ci ha lasciato Napoli-Manchester City – Champions League 2017-2018 – Calcio – Eurosport

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