“La musica è la parte più vulnerabile di me, il diario dei miei pensieri oscuri”. Sam Smith presenta così il suo secondo atteso album, ‘The Thrill Of It All’, in uscita venerdì 3 novembre. A Milano per partecipare a X Factor, il cantautore inglese ha parlato ieri del disco che segue i 12 milioni di copie e 4 Grammy del debutto ‘In The Lonely Hour’: “Quel disco parlava di solitudine ma c’era una dolcezza, esprimeva il mio desiderio di affetto.    Questo album per me è molto più oscuro, quasi autodistruttivo: non mi piacevo mentre lo scrivevo e il risultato è una ferita aperta”. Le 14 tracce, anticipate dal singolo ‘Too Good At Goodbyes’, fanno anche i conti con la fama: “Questa è la storia di come ho reagito alla celebrità e di come la mia relazione sentimentale ne sia uscita distrutta. Per me ogni volta che entro in studio è come una sessione di terapia: l’oscurità e la malinconia sono le sensazioni che accendono la mia creatività.    Anche nella musica che ascolto o nei film che guardo mi stimolano le storie tragiche”. A elevare la malinconia è un sound più asciutto rispetto al debutto e ricco di influenze soul e gospel (specie in ‘Pray’, nata dopo una spedizione umanitaria in Iraq). Ad accompagnare il canto di testa di Smith non sono quindi beat, ma pianoforti, chitarre blues e gli archi della title-track: “Quando ho cominciato a fare musica ascoltavo molto Joni Mitchell e Adele. Per la prima volta stavolta ho ascoltato soprattutto uomini, come Leonard Cohen o Mumford and Sons, e mi sono appassionato alla storia dello studio Muscle Shoals dove registrava Aretha Franklin. Ma soprattutto mi hanno ispirato poetesse come Nayyirah Waheed o Rupi Kaur, della quale mi sono tatuato anche una frase sul braccio: sono parole potentissime sulla dolcezza che mi hanno aiutato a parlare delle mie vulnerabilità”. Fragilità che emergono in tracce come ‘Burning’, ‘Too Good At Goodbyes’ o ‘Him’: quest’ultima in particolare, la storia di un coming out, mette in luce la più cristallina coscienza LGBT della popstar.”Ora mi sento molto più a mio agio come persona gay: la sono sempre stata apertamente, a 10 anni avevo già fatto coming out e dai 16 ai 18 anni mi vestivo e truccavo da donna, ma negli ultimi 5 anni sono cresciuto come uomo gay, mi sento parte di una comunità e voglio esprimerlo al pubblico”. Una comunità scossa dalla scelta di Kevin Spacey di fare coming out nel momento in cui si difendeva dalle accuse di molestie contro un 14enne: “Mi solleva il fatto che questi fatti stiano finalmente uscendo a Hollywood e non solo: è importante che le vittime parlino finché non saranno le donne a controllare il mondo!”. A maggio Sam Smith debutterà dal vivo in Italia, dopo aver cancellato le precedenti date per problemi alle corde vocali curati con la chirurgia e una dieta: “Non bevo alcool da 3 mesi e mezzo, non mangio più formaggio, prendo antiacidi ogni sera, non bevo troppo caffè: tutto pur di non cantare mai in playback, come fanno purtroppo altri artisti”.    Sam Smith sarà al Mediolanum Forum di Assago (11 maggio) e all’Arena di Verona (12 maggio), date per le quali sono stati già venduti più di 7mila biglietti: “Non so come sarà lo show, ma mi divertirebbe moltissimo comparire sui tacchi o in drag almeno per qualche minuto!”.

Sorgente: Sam Smith, la musica è diario dei miei pensieri oscuri – Cultura & Spettacoli – ANSA.it

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