arechi spingi la salernitana battere il bari e la sfortuna

Ormai ci siamo. Tra poche ore l’incerottata Salernitana di Bollini fronteggerà un Bari come sempre vulnerabile in trasferta, a secco di vittorie in campo esterno dal pirotecnico 4-3 di Benevento, ma che spesso a Salerno ha trovato forze inaspettate conquistando risultati altamente positivi frutto anche di decisive sviste arbitrali. Se sugli spalti si rinnoverà lo storico gemellaggio (attesi 15mila spettatori, roba da far ingelosire anche presidenti di categoria superiore), in campo dovrà essere partita vera e la speranza è che il pubblico dell’Arechi, dopo aver giustamente applaudito e salutato con affetto i cugini baresi, pensi esclusivamente a sostenere la squadra del cuore costituendo quel valore aggiunto senza il quale, oggi, la classifica sarebbe molto meno importante. Già, perchè senza Rodriguez, Sprocati, Orlando, Perico, Tuia, Bernardini e Schiavi (sette titolari) e contro l’attacco più forte del campionato, servirà davvero il ruggito della Sud per conquistare punti preziosi a cospetto di un avversario che sa bene che non potrà più sbagliare lontano dal San Nicola. Improta ha caricato l’ambiente con dichiarazioni che hanno fatto storcere il naso, Zito sicuramente sarà fischiato (a proposito, auguri per la nascita della figlia, il gol più importante), ci saranno 3500 baresi suddivisi nei vari settori ed è fondamentale che il dodicesimo uomo trascini la Salernitana più del solito e con una passione incredibile.

Certo, affrontare Nenè, Improta, Galano, Iocolano, Kozak, Floro Flores, Cissè e Brienza senza difesa è un vero e proprio dramma sportivo, ma la sfida contro l’Empoli insegna che non bisogna mai fasciarsi la testa in anticipo e che le gare, soprattutto in questa pazza serie B, vanno giocate senza paura dal primo al novantesimo. Sarà la partita di Valerio Mantovani, tenuto troppo spesso fuori da Bollini, ma capace di non far rimpiangere gli assenti attraverso prestazioni strepitose. Sarà la partita di Minala, ex della sfida che a Bari non ha lasciato il segno, ma che a Salerno si sta dimostrando calciatore d’altra categoria. Sarà, si spera, anche la partita di Rosina, uno che in Puglia ha fatto benissimo e che, magari, darà un dispiacere a quella tifoseria che lo rimpiange ancora oggi. Una vittoria, o comunque un risultato positivo, ottenuto in queste condizioni potrebbe davvero cambiare definitivamente l’obiettivo della Salernitana, al netto di incomprensibili teorie social che parlano di una serie A impossibile in nome di regolamenti che, in realtà, non incidono sulle ambizioni di due presidenti capaci come Lotito e Mezzaroma. 

Chiudiamo con un’amara riflessione: senza l’esodo di massa dei baresi, anche oggi ci sarebbero stati poco più di 10mila spettatori di fede granata, numeri importanti, ma non certo in linea con le potenzialità di una piazza che, in altri tempi, dopo una striscia di risultati positivi così importante avrebbe preso d’assalto punti vendita e botteghini per assicurarsi un posto sugli spalti. L’entusiasmo che si respira in città non si è trasformato in un riavvicinamento allo stadio, proprio ora che la Salernitana e la società meritano un supporto maggiore. Che fine hanno fatto i 20mila di Salernitana-Verona, i 26mila dello spareggio con il Lanciano e tutti quei tifosi che, nei derby e nelle partite di cartello, cantano “siamo sempre con voi?”. Questa disaffezione preoccupa più dell’infermeria piena. E stavolta non trova spiegazioni logiche…

 

Sorgente: Arechi, spingi la Salernitana! Battere il Bari e la sfortuna – Ottopagine.it Salerno