Lo scenario non è la hall lussuosa di Sotheby’s o di Christie’s, ma la procedura di vendita è medesima: battere all’asta i “lotti” della casa e cederli solo a chi farà la migliore offerta economica. Peccato, però, che non si tratta di preziosi scritti dell’Ottocento o di memorabilia di grandi personaggi, bensì di esseri umani viventi, in carne ed ossa, liquidati in base alle loro capacità lavorative in diverse audizioni illegali nel Nord Africa.Un’inchiesta della CNN ha svelato un inquietante business che si snoda in Libia, dove dei giovani lavoratori vengono venduti per cifre che si aggirano intorno a 1200 dinari libici (circa 750 euro). Il broadcast statunitense ha infatti indagato partendo da un video, risalente all’agosto 2017, in cui alcuni uomini vengono letteralmente battuti all’asta e comprati da un numero imprecisato di proprietari terrieri, come moderni servi della gleba.Nel filmato il venditore descrive i manovali come “forti ragazzi adatti per il lavoro nei campi” e raccoglie le migliori offerte che arrivano da una platea non inquadrata, fermandosi appunto a 1200 dinari libici. La CNN ha quindi inviato alcuni giornalisti per capire l’entità del fenomeno: i reporter si sono imbattuti ben presto in un’asta, tenutasi a Tripoli, in cui sono stati “battuti” una dozzina di uomini nell’arco di 6-7 minuti.”C’è qualcuno a cui serve un ragazzo per fare degli scavi?” si sente ancora chiedere dal banditore d’asta. “Qui ne abbiamo uno bello grosso. Chi fa un’offerta?” Quando gli inviati della CNN hanno tentato di intervistare due dei lavoratori appena passati di proprietà, i ragazzi erano talmente tanto traumatizzati da non riuscire a parlare.I nuovi schiavi altro non sono che aspiranti migranti, che spesso hanno venduto tutto per poter varcare il Mediterraneo in cerca della loro Terra Promessa ma che invece – a seguito del giro di vite della guardia costiera libica sulle imbarcazioni in partenza dalla costa – sono finiti nelle mani dei trafficanti. Interpellate dal canale all news a stelle e strisce, le autorità libiche hanno risposto che avvieranno un’inchiesta sul trafffico di esseri umani e che alcune voci sulla pratica barbara circolavano da tempo nel Paese.Victory, un 21enne proveniente dalla Nigeria e detenuto in un centro in Libia, ha raccontato ai giornalisti di essere stato venduto all’asta. Scappato dal suo Paese perché stanco della onnipresente corruzione che permea lo Stato africano, Victory è fuggito di casa e ha vagato per un anno e quattro mesi cercando di raggiungere l’Europa. Alla fine è arrivato in un centro libico in cui vengono raccolti gli aspiranti migranti, subendo diverse angherie: “Se guardi con attenzione le persone detenute qui dentro, tutti hanno delle cicatrici e i segni delle botte sul proprio corpo” ha spiegato il nigeriano al cronista. Quando la somma che aveva messo da parte per partire si è esaurita, Victory è stato venduto come lavoratore giornaliero e i soldi che guadagna servono per ridurre il suo debito coi trafficanti: “È tutto doloroso, molto doloroso” è l’unico commento che riesce a fare.

Sorgente: Aspiranti migranti venduti all’asta per 750 euro, l’inchiesta della CNN in Libia