Dalle Coree allo Zambia, dall’Irlanda del Nord alla Svezia, ultima umiliante tappa della via crucis azzurra. Perché, oltre ai quattro titoli mondiali, sono stati vari i disastri della nazionale nel suo percorso ultracentenario. Quasi 60 anni fa data l’unica altra mancata qualificazione mondiale: ko per 2-1 a Belfast il 15 gennaio 1958, l’Italia di Foni, espulso Ghiggia, fa flop nel girone a tre e resta a casa. Quattro anni dopo in Cile, il 2-0 coi padroni di casa con gli azzurri ridotti in 9 in una partita corrida e arbitraggio nefasto dell’inglese Aston che procura il mesto ritorno a casa.Ma il peggio non e’ mai morto: nel 1966 l’umiliazione mondiale con la Nord Corea e il gol del caporale dell’esercito Pak doo ik per l’Italia con poca Inter di Edmondo Fabbri. Si pensa di aver toccato il fondo, ma alle Olimpiadi 1988 c’e’ la batosta per 4-0 con lo Zambia. La nazionale patisce i padroni di casa e nel 2002 si mette di mezzo l’arbitro Moreno, ma il 2-1 con la Corea del Sud, anche se con varie attenuanti, fa male ai tifosi.Dall’entusiasmo del titolo ai rigori del 2006 al flop del 2010 il passo e’ breve: gli azzurri pareggiano 1-1 con la Nuova Zelanda e escono dopo la sconfitta 3-2 con la Slovenia.Ma quest’anno va ancora peggio: il presagio viene dall’1-1 con la Macedonia, ma il pollice verso e’ negli spareggi con la modesta Svezia senza Ibra: 0-1 a Stoccolma, 0-0 a Milano. Mondiali addio, via all’ennesima dolorosa rifondazione.

Sorgente: Mondiali: da Irlanda Nord a Svezia, i disastri azzurri – Calcio – ANSA.it