Charles Manson, fondatore della setta “la Famiglia” è morto oggi dopo aver trascorso più di 40 anni in carcere per essere stato il mandante degli omicidi nella casa del regista Roman Polanski

Assassino, satanista, pazzo e santone. Charles Manson è stato descritto in molti modi ma criminale è il termine che meglio racchiude la storia della sua vita che è stata stroncata da una gravissima emorragia intestinale.

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La travagliata infanzia di Charles Manson

Manson nasce nel 1934 a Cincinnati, Ohio, da Kathleen Maddox, una prostituta che lo ha partorito a soli 16 anni. Suo padre era probabilmente un certo colonnello Scott, ma Charles prende il cognome da William Manson, un uomo con il quale la madre visse per qualche mese. La madre è una delinquente che cerca più volte di sbarazzarsi del figlio che passa vari periodi della sua infanzia in orfanotrofi dai quali scappa ripetutamente. A 16 anni Charles viene arrestato per la prima volta per avere portato un’auto rubata oltre il confine. Nei riformatori dove viene segregato alterna periodi di buona condotta a periodi di grande aggressività che sfociano nella sodomizzazione di un giovane detenuto al Natural Bridge Honor Camp.

I primi arresti e la creazione de la “Famiglia”

Nel 1954 ottiene la libertà condizionata e, dopo essere andato a vivere dagli zii in Virginia, sposa Rosalie Jean Willis ma continua a compiere piccoli reati per i quali viene nuovamente arrestato. Uscito di galera avvia un giro di prostituzione portando le sue donne da uno Stato all’altro e per questo reato, a partire dal 1960 trascorre dieci anni nella prigione di McNeil Island, nello Stato di Washington. Qui studia esoterismo, magia nera, ipnotismo e negromanzia. Manson, grazie al pagamento di una cauzione, esce dal carcere nel 1967, appena in tempo per partecipare alla la “summer of love” in una comunità hippy di San Francisco dove si fa apprezzare come chitarrista e per le sue doti di comunicatore. Queste doti gli consentono di “mettersi in proprio” e fondare la “Famiglia”, una comunità hippy che sorgeva dentro un ranch della San Fernando Valley. Qui, insieme ad altri 50 giovani, Manson passava il tempo fumando hashish, facendo uso di LSD e sesso di gruppo. Sosteneva di essere la reincarnazione non solo di Gesù, ma anche di Satana e, intanto, progettava furti, rapine e omicidi. In un anno e mezzo Manson e i suoi adepti girano l’America: dallo Stato di Washington fino al Messico e alla California per, poi, fermarsi a Los Angeles.

La strage in casa Polanski

Nell’agosto del ‘69 Manson decide di farla pagare a Terry Melcher, produttore discografico che si era rifiutato di scritturarlo come musicista e pensava che i Beach Boys avessero aveva inserito un suo brano in un loro disco modificando solo i versi e la musica. Per questo motivo il noto criminale prese di mira la villa che Melcher aveva affittato al regista Roman Polanski e a sua moglie Sharon Tate, un’attrice di 26 anni che all’epoca era incinta di 8 mesi.

Il 9 agosto 1969 pianifica e attua l’incursione ma non vi partecipa direttamente. Gli assassini materiali della Tate e dei suoi ospiti sono Charles “Tex” Watson e le adepte Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian. Roman Polanski si salva perché si trovava a Londra per motivi di lavoro. Oltre alla Tate, perdono la vita anche il suo parrucchiere Jay Sebring, lo scrittore Wojciech Frykowski e la sua fidanzata, Abigail Folger che vengono accoltellati ripetutamente e ferocemente. La Atkins usa il sangue delle vittime per scrivere “PIG”, porco, sulla porta di ingresso, mentre dentro casa scrive scritto Helter Skelter, il titolo di una canzone dei Beatles che significa confusione, rinfusa. Manson viene inizialmente condannato alla pena di morte, commutata in ergastolo nel 1972, e in quel periodo decide di chiamare la sua teoria omicida “Helter Skelter”. Durante il processo decide di incidersi in mezzo agli occhi una piccola X che poi, trasformerà in una svastica.

Gli ultimi anni di vita

Nel 2009 un disc jockey di Los Angeles, Matthew Roberts, scopre di essere stato adottato e, dopo varie ricerche, che suo padre è proprio Charles Manson. Al tabloid inglese The Sun dichiarerà: “Non ci volevo credere. Ero spaventato e arrabbiato allo stesso tempo. È stato come scoprire che tuo padre è Adolf Hitler” e racconterà di aver iniziato a intrattenere un rapporto epistolare con Manson, il quale firmava sempre le sue lettere con una svastica. Nei suoi anni di carcere il noto criminale riceve molte lettere dalle donne e, nel 2014, pare disposto a sposarne sua, Afton Elaine Burton, ma poi salta tutto. Al moment Quentin Tarantino sta cercando un produttore per fare un film che racconti la sua vita.

Sorgente: È morto Charles Manson, il pluriomicida satanista

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