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Renzo piano, Norman Foster, Rem Koolhass. Dallas cambia pelle. Con l’aiuto della archistar mondiali.
La città – pur mantenendo il suo ruolo di capitale degli affari – sta investendo sempre di più nel suo ruolo di città d’arte. Obiettivo raggiungo grazie all’Arts District, il più grande centro artistico di tutti gli Stati Uniti.
L’idea di dedicare un’intera area a musei e gallerie nasce verso la fine degli anni ’70 quando politici e cittadinanza sentono l’esigenza di sviluppare il settore culturale e di accorpare tutte le istituzioni di carattere artistico in un unico quartiere. Nasce così l’Arts District che oggi si estende su diciannove isolati e copre un’area di trenta ettari. Qui si possono trovare musei, gallerie, sale da concerto ma soprattutto mete progettate da architetti premiati con il Pritzker, riconoscimento attribuito ogni anno ai più grandi architetti mondiali.

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Qui si trova il Nasher Sculpture Center, firmato da Renzo Piano che custodisce un’immensa collezione d’arte contemporanea. Tra le opere: lavori di Picasso, Rodin, Giacometti e Matisse. L’edificio è circondato da un grande giardino con 25 grandi installazioni.

La Winspear Opera House, progettata da Norman Foster e il Wyly Theater di Rem Koolhaas, insieme ad altri edifici formano l’AT&T Performing Arts Center, uno dei poli culturali della città che propone spettacoli di lirica, teatro e danza. Qui di esibiscono diverse compagnie permanenti come la Dallas Opera, Dallas Black Dance Theatre, Texas Ballet Theatre, Dallas Theatre Center e Anita N. Martinez Ballet Folklorico.

L’altro premio Pritzker del distretto è I. M. Pei, architetto cino-americano e autore per esempio Piramide del Louvre a Parigi. Per l’ Arts District ha progettato il Morton H. Meyerson Symphony Centerche ospita la Dallas Symphony Orchestra.
I. M. Pei è autore di altri edifici cittadini come la Dallas City Hall(sede del Municipio), i grattacieli a Downtown Fountain Place ed Energy Plaza, e il complesso residenziale One Dallas Centre.

Gli amanti dell’arte, sempre nel quartiere, non possono mancare una tappa all’immenso Dallas Museum of Art (DMA). Si tratta di uno dei musei può grande di tutti gli Stati Uniti con una collezione di 22mila pezzi che coprono cinquemila anni di storia. Il DMA richiama ogni anno mezzo milione di visitatori grazie alle sue collezioni che comprendono arte americana, asiatica, africana ed europea.
Tra gli artisti Monet, Manet, Gauguin, Van Gogh, Brancusi, Mondrian. Molti anche gli italiani contemporanei come Modigliani, Sironi, De Chirico, Manzù, Fontana, Manzoni, Merz, Paladino, Pistoletto e Cattelan. E poi Jackson Pollock, Mark Rothko, Franz Kline ed Edward Hopper.
Il museo propone mostre temporanee, eventi serali, conferenze gratuite e un’area per i bambini.

Merita una tappa anche la piccola ma raffinata collezione di Arte Asiatica della Crow Collection con opere di artisti giapponesi, coreani, cinesi e indiani di proprietà dei fondatori Trammell e Margaret Crow.

Appuntamenti culturali anche al Klyde Warren Park, che collega Downtown, Uptown e l’Arts District. Con una superficie di oltre 2 ettari e progettato per accogliere fino a 10.000 persone, il parco è un importante ampliamento del Dallas Arts District. Qui si organizzano eventi di presentazioni di libri, conferenze e concerti. Al parco poi si tengono anche sessioni di yoga, c’è un’area dedicata ai bambini e camioncini di street food.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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