L’amore affascina, attrae, destabilizza, sconvolge gli uomini e le donne di ogni genere ed età, ma in un’epoca di incertezze come questa, sempre più persone preferiscono una piatta normalità, non sanno viverlo nel quotidiano e finiscono col non saper amare. Quelli di oggi sono “Amori che non sanno stare al mondo” – volendo citare il titolo del nuovo film di Francesca Comencini, nelle sale italiane dal 29 novembre prossimo per Warner Bros – amori che si vivono, spesso, in modo inadeguato e che finiscono prima ancora di iniziare, come dimostra quello tra Claudia (Lucia Mascino) e Flavio (Thomas Trabacchi). Per tanti anni si sono amati, ma adesso il loro mondo è alla deriva: se lui, a cinquant’anni, vuole iniziare a vivere un momento nuovo della sua esistenza, con una donna più giovane, Giorgia (è Camilla Semino Favro), lei non vorrebbe dimenticare mai, ma non riesce a sottrarsi alla bellezza di una ex compagna universitaria, Nina (Valentina Bellè), con cui inizierà qualcosa senza sapere ancora bene di cosa si tratti. Perché l’amore – come scrisse Natalia Aspesi – è fluido, la sessualità “ha intrecci confusi”) e noi “siamo tutti fluidi”, aggiunge la Comencini, regista romana di documentari e film impegnati e profondi (come Pianoforte, Le parole di mio padre, Ritratto di Elsa Morante, Carlo Giuliano, ragazzo, Mi piace lavorare/Mobbing, A casa nostra, Lo spazio bianco e Un giorno speciale), di una serie tv di successo – Gomorra, di cui è appena iniziata su Sky la terza serie –nonché autrice di libri, come “Amori che non sanno stare al mondo” (Fandango Libri, in uscita a dicembre), da cui è stato tratto questo film.”Sin a quando nasciamo – spiega all’HuffPost in un hotel torinese durante la 35esima edizione del Torino Film Festival dove il film è stato presentato nella sezione Festa Mobile – siamo già costruiti secondo stereotipi di genere”. “Sono d’accordo con la Aspesi, perché la fluidità è qualcosa che appartiene al genere umano, ma nel film – come dovrebbe essere nella vita – non è mai un accontentarsi, è darsi una libertà di trovare una forma amorosa laddove ce n’è una, avendo però la consapevolezza che molto spesso non è dove ci viene raccontata che sia”. “Io credo – aggiunge – che questa maggiore libertà e fluidità sia una grande opportunità di felicità e che pertanto debba essere assolutamente raccontata. Ho cercato di farlo con questo mio film dove tutto è stato fatto senza disagio, ma con estrema allegria”.

Sorgente: “L’amore deve sconvolgere. Ma in un’epoca di incertezze ci rassegniamo alla piatta normalità e finiamo col non saper amare”

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